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	<title>Mondo &#187; Iran, l&#8217;orda dei blogger fedeli alla Repubblica islamica</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:37:52 +0000</pubDate>
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		<title>Iran, l’orda dei blogger fedeli alla Repubblica islamica</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.delloiacovo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#3]]></category>

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		<description><![CDATA[Saranno diecimila i diari online delle milizie Basij, una forza paramilitare voluta dall'ayatollah Khomeini: l'obiettivo è di contrastare il dissenso espresso sul web contro il regime iraniano. Se Teheran censura internet sulla spinta di retoriche politiche e religiose, a Pechino invece è la pornografia l'arma di pressione per limitare l'opinione pubblica su internet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="gallery_titolo"><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/varie_2/153543_milizie_basij.html" title="Milizie Basij"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/19/49749f88c62a0_zoom.jpg" alt="Milizie Basij" width="500" border="0" /></a><em><br />
Una ragazza delle milizie Basij</em></p>
<p>Durante il conflitto tra Iran e Iraq, le <a href="http://www.globalsecurity.org/intell/world/iran/basij.htm" target="_blank">milizie Basij</a> cambiarono le regole della guerra: giovani volontari, indottrinati  dall&#8217;ayatollah Khomeini, si lanciavano contro i carri armati dell&#8217;esercito di Saddam o sui campi minati. Oggi le battaglie si spostano anche su internet e  le strategie si sono adeguate: <a href="http://blogs.law.harvard.edu/idblog/2009/01/08/irans-revolutionary-guards-take-on-the-internet/" target="_blank">nei prossimi mesi</a> saranno pubblicati sul web diecimila blog delle milizie <em>Basij</em>. Una vera e propria orda digitale per contrastare il dissenso dell&#8217;opinione pubblica iraniana espresso online e, allo stesso tempo, promuovere i valori della Repubblica islamica. Le critiche dei cittadini, infatti, non trovano sfogo in televisione o in radio, ma si diffondono rapidamente sul web, in una nazione dove l&#8217;età media degli abitanti è di 27 anni. Mettendo in luce, così, alcuni casi di corruzione e di malgoverno. Da tempo Teheran guarda con sospetto ai blog: alcuni parlamentari hanno proposto anche la <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/07/07/iran-pena-di-morte-per-i-blogger-nemici-di-dio/" target="_blank">pena di morte per i blogger</a> &#8220;nemici di Dio&#8221; che promuovono corruzione, prostituzione e apostasia.</p>
<p>Se il giro di vite iraniano è motivato da una retorica politica e religiosa, in Cina è il sesso a offrire un argomento ai censori tale da facilitare l&#8217;oscuramento. Il 2009 ha un valore simbolico enorme: vent&#8217;anni da piazza Tienanmen e cinquanta dalla rivolta tibetana. Questa volta a finire nel mirino delle autorità sono stati motori di ricerca e portali come Google e Baidu. L&#8217;accusa è di facilitare la diffusione della pornografia online: secondo molti analisti si tratta di un metodo per aumentare la pressione sulle aziende che ospitano i commenti negativi dei cinesi in blog, forum e community. Ormai la popolazione su internet della Cina è arrivata l&#8217;anno scorso  a 298 milioni di navigatori, con una crescita del 41 per cento rispetto al 2007. L&#8217;esplosione del web è una tendenza che riguarda anche il Vietnam e la Thailandia, Stati che seguono Pechino nelle sue decisioni.</p>
]]></content:encoded>
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