Dopo 20 anni in Salvador, stato centroamericano con appena sette milioni di abitanti, c’è stata una piccola rivoluzione. Assistita stavolta: niente a che vedere con la sanguinosa guerra civile che sconvolse il paese negli anni ’80 e che ispirò l’omonimo film di Oliver Stone. In questo caso gli abitanti del Salvador sono stati chiamati alle urne per eleggere gli 84 deputati del parlamento e i sindaci di 262 città. E la rivoluzione è presto detta. Dopo 20 anni di potere del partito di centrodestra Arena, il paese sembra avere svoltato, mandando al potere nientedimeno che gli ex guerriglieri del Frente Farabundo Martì para la Liberaciòn Nacional (FMLN). I primi dati a disposizione ci dicono che gli ex guerriglieri si sarebbero aggiudicati 37 seggi in Parlamento, numero insufficiente per la maggioranza assoluta ma che basterebbe, se confermati, a fare del FMLN la prima forza politica del Paese. E per questo “El Frente” sta già festeggiando. Ad addolcire la sconfitta dell’Arena ci sarebbe la vittoria del suo candidato, Norman Quijano, sulla candidata “rossa” Violeta Menijìvar però, anche qui, manca l’ufficialità.
Ma perché destano scalpore queste elezioni? Innanzitutto perché il Frente Farabundo Martì è l’organizzazione politico-militare che divenne famosa tra il 1980 e 1992 per essere una delle due parti - l’altra rappresentata dal governo e dalle bande paramilitari che lo appoggiavano – protagoniste di una guerra civile che lasciò sul terreno circa 80mila morti. Oggi lo scenario è cambiato ma sullo sfondo la violenza resta la stessa dal momento che El Salvador attualmente è la nazione più violenta dell’America Latina, con un tasso annuale di omicidi di 55 ogni 100mila abitanti. Le elezioni politico-amministrative, tuttavia, sono da considerarsi fondamentali anche perché rappresentano un test per capire il nuovo orientamento politico del Salvador - paese che molti ricordano anche per l’assassinio di monsignor Oscar Romero, trucidato sul sagrato mentre celebrava messa nella capitale San Salvador – in vista delle ben più importanti elezioni presidenziali del prossimo 15 marzo.
Il grande favorito è Mauricio Funes, leader del Frente Farabundo Martì dal novembre del 2007. 49enne, di professione ex giornalista televisivo, pluripremiato tra gli altri per il suo approccio investigativo dalla Fondazione Adenauer e dalla Columbia University. È lui, che nella sua ventennale carriera giornalistica ha intervistato i più importanti esponenti politici del continente latinoamericano, da Fidel Castro a Lula passando per Hugo Chávez, il cavallo di battaglia di un partito, il FMLN, che spera di guidare per la prima volta il Salvador. E questa volta attraverso il voto democratico e non con le armi, come negli anni Ottanta.
- Martedì 20 Gennaio 2009
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