
Due milioni di americani in festa sulla spianata del Campidoglio, congratulazioni e messaggi da tutti i leader del mondo, una cena e un ballo di gala.
Poi il 44esimo presidente degli Stati Uniti si è messo subito al lavoro. Il suo primo atto? Sistemare, anzi congelare Guantanamo.
Su suo ordine, i pubblici accusatori dei tribunali di Guantanamo per i crimini di guerra hanno chiesto ai giudici militari di “bloccare” per 120 giorni i casi pendenti. Una richiesta di cui si è avuta notizia quando ancora non si era conclusa la lunga giornata dell’insediamento di Obama alla Casa Bianca. A Guantanamo si sta preparando, fra l’altro, il processo contro cinque presunti responsabili dell’11 settembre, che rischiano tutti la pena di morte.
“Nell’interesse della giustizia e su richiesta del presidente degli Stati Uniti e del segretario alla Difesa, Robert Gates” si legge in una nota distribuita alla stampa “il governo chiede, rispettosamente, che le commissioni militari autorizzino un aggiornamento delle procedure nei casi menzionati fino al 20 maggio”.
La mozione della pubblica accusa sarà presentata oggi a due giudici: il primo, Stephen Henley, ha in carico il processo contro cinque uomini accusati di avere organizzato l’attacco dell’11 settembre. Il secondo, Patrick Parrish, si occupa del caso di Omar Khadr, un canadese arrestato in Afghanistan per l’omicidio di un militare americano.
La prima decisione operativa del Presidente Obama avrà, molto probabilmente, una valenza simbolica e di rottura. Già da oggi, infatti, potrebbe iniziare a smantellare la cosiddetta “Mexico City Policy”, procedendo con l’abolizione della norma, adottata due anni fa dall’amministrazione Bush, che proibisce agli Usa di finanziare organizzazioni e piani per la pianificazione familiare che prevedano l’aborto.
Il presidente degli Stati Uniti ha poi promesso, durante la sua campagna elettorale, di mettere velocemente fine alla guerra in Iraq e di questo parlerà già oggi nel corso della sua prima riunione con i consiglieri alla sicurezza e gli alti gradi militari. Obama ha, infatti, convocato il segretario alla Difesa Robert Gates alla Casa Bianca, insieme ad altri membri del Consiglio di sicurezza nazionale per esaminare la situazione irachena. Grande attenzione anche verso la guerra in Afghanistan e infatti alla riunione parteciperà il generale David Petraeus, che supervisiona i due fronti. In collegamento satellitare, infine, i due generali comandanti delle truppe in Iraq e in Afghanista, Ray Odierno e David McKiernan.
Il VIDEO servizio:
Guarda le IMMAGINI del giuramento. LEGGI ANCHE: Il sogno di Franklin Delano Obama: “Mano tesa all’Islam” Il VIDEO dell’Obama Day - Leggi il discorso (in italiano) - Il testo in inglese - Lo speech writer? Un ragazzo di 27 anni
- Mercoledì 21 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 21 Gennaio 2009 alle 11:47 Obama e la sfida contro la crisi globale | Bruno Murgia ha scritto:
[...] Le aspettative sono davvero elevate e si può dire che Obama ha di fronte a sé una grande sfida e una grande opportunità. Si trova nella medesima situazione di un altro grande presidente americano F. D. Roosevelt. Se troverà le soluzioni a tutti questi nodi, molto probabilmente verrà ricordato nel novero dei grandi presidenti. [...]
Il 21 Gennaio 2009 alle 12:10 lapolide ha scritto:
Padova, 21 gennaio 009.
“ChICCA” mattutina, condita di ironia…”Americaneggiante”.
In verità ne avevo preparate due di “chicche”. Un osannante ed un ironizzante. Ho preferito la seconda, a me più consona. Eccovela.
1) Attenti alla Lady Nera dallo sguardo che… ” strega” ! Sarà Hussein Barack o la “famelica” Lady Nera a comandare l’America di domani che poi è già quella di oggi ?
2) Ho visto in Tv l’Incoronazione del Presidente Usa. Non sapevo che il popolo Nero, nelle sue sfaccettature di usanze e costumi,coniugasse all’evento dell’insediamento del Presidente,la Santa Pasqua con tanto di regalo di uovo di cioccolata e ciocca coccardata e, come sorpresa, il Dvd del meraviglioso Inno Americano cantato nientemeno che da una tardona inedita, chiamata Areta Franklin. Ma…l’avete vista ? Abituiamoci a questi nuovi riti. Sì, l’America in questo è già cambiata. Il resto verrà e rimarremo stupiti ed attoniti. Impareremo anche a piantare il cotone nei campi ? Quien sabe? Dio salvi l’America ed il mondo intero, compreso l’Occidente.
3) Attenti Musulmani. Obama ha aperto sì, alla vostra razza, ma ha premesso: >. Più chiaro di così non poteva essere. Capito Veltroni, D’alema, Fassino, Bertinotti & sons ? No, Di Pietro no. Lui non può capire. E’ un giustizialista sull’aratro.
lapolide.
Il 22 Gennaio 2009 alle 0:58 shift ha scritto:
L’elezione di Obama e il suo insediamento alla Casa Bianca si e’ svolto come se fosse la favola del cenerentolo.
Il nero che e’ arrivato alla presidenza schiodando dal potere i bianchi, quindi l’apparente resa del razzismo che in realtà negli USA non esiste più, almeno formalmente, da dopo la guerra civile americana.
In realtà il razzismo, nella sostanza, continuerà ad esistere nei rapporti umani, perché fa parte della natura umana e di quella del mondo animale in genere di sentirsi vicini a quelli che sono più simili a lui, e a cercare di estromettere i diversi.
Ci sarà sempre il razzismo dei bianchi verso i neri, così come ci sarà sempre il razzismo dei neri verso i bianchi, anche se attenuato e sopito dalla ragione.
La stessa manifestazione di accoglimento del suo ingresso alla Casa Bianca lo dimostra appieno, per l’appunto la festa del cenerentolo.
Gli americani in lui vedono un aurea di sicurezza e di capacità a sapersi vendere con gli atteggiamenti, le pose e la voce, insomma un tipo suadente, ma il problema vero e’ se sarà realmente capace di dirigere la sua nazione al di fuori dell’atteggiamento Hollywoodiano.
L’impressione che ho avuto, personalmente non mi ha convinto, vedremo strada facendo cosa combinerà e da qui a tre mesi s’incomincerà a capire qualche cosa di lui di più solido.
La partenza non mi e’ sembrata delle migliori; invece di preoccuparsi nell’immediato dei problemi economici e di sicurezza nazionale, ha iniziato a dare un brutto segnale.
Il congelare Guantanamo può sicuramente colpire la fantasia di tutti i buonisti con poco sforzo e a buon prezzo, ma coloro che si trovano in quel luogo non sono delle pecorelle vittime di chissà quale sopruso, ma feroci terroristi acclarati.
Graziarli o permettere di liberarli attraverso normale giurisdizione non solo costituisce già una picconata alla sicurezza nazionale, ma un incentivo per tutti i terroristi di quella risma.
Pietà e giustizia non vanno tanto d’accordo e se si alimenta una si rischia di soffocare l’altra.
Perfino l’abolizione di una legge che vieta di non finanziare enti favorevoli all’aborto e’ un altro passo falso verso la distruzione di valori etici facenti parte dei fondamentali valori religiosi nazionali, un’altra picconata verso la distruzione dell’unita’ nazionale dei valori.
Così facendo si smantellano le difese morali degli USA, rendendoli facile preda di valori confusi e in disaccordo profondo, finendo per erodere l’unita’ d’intenti e d’aggregazione del popolo americano.
Staremo a vedere la sua azione nei prossimi tre mesi per valutarlo meglio, ma se continuerà di questo passo saranno nuvole nere ad addensarsi sul futuro degli USA.
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