TGCOM News
Forte scossa in Emilia, paura in tutto il Nord Evacuate alcune scuole, si temono nuovi crolli - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Con Guantanamo chiudono anche le prigioni segrete della Cia

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Barack Obama, Guantanamo, presidenziali-usa-2008, Stati Uniti
  • 5 commenti

Centro di detenzione di Guantanamo
LEGGI ANCHE: Liberato da Guantanamo nel 2007 ora dirige Al Qaeda nello Yemen: storia di Said Ali al-Shihri

Quella di Guantanamo è la più conosciuta, la più famosa, ma non sarà l’unica prigione speciale statunitense contro il terrorismo destinata a chiudere con l’ordine esecutivo firmato da Barack Obama nel suo secondo giorno alla Casa Bianca.

Anche i Black Sites, le carceri clandestine della Cia, sparse per il mondo, dovranno sigillare i battenti, sparire dal programma di lotta contro Al Qaeda dell’Agenzia. E questa volta, per davvero. Già, perché ufficialmente cancellate nel 2006, dopo un’ordine di George W. Bush, in realtà le prigioni segrete della Cia hanno continuato a funzionare, con il loro carico di ospiti, persone prelevate nei loro paesi di origine, rinchiuse e spesso torturate nei “buchi neri” perché sospettati di fare parte del network del terrore. Il fatto che fossero ancora operative, non è stata confermato solo ieri, dal documento che ne ha ordinato la chiusura, siglato dal neopresidente americano, ma anche dalle denunce fatte nei mesi precedenti dalle maggiori organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. In particolare, Amnesty International e Human Rights Watch un anno fa circa pubblicarono un rapporto secondo il quale almeno 39 persone, comprese diverse donne e forse anche minorenni, erano “sparite nel nulla”, sequestrate in paesi come l’Egitto, il Kenia, la Libia l’Iran e il Pakistan dagli agenti statunitensi per essere poi trasferiti nei Black Sites dell’Agenzia.

Nate nel 2002, con le azioni di Redemption, cioè i rapimenti dei presunti affiliati ai gruppi terroristici islamici, le prigioni clandestine della Central Intelligence Agency, diventarono - in breve tempo - un vero e proprio network carcerario mondiale segreto. Gli uomini di Langley le allestirono direttamente in Afghanistan e poi, dopo l’invasione, anche in Iraq; in paesi i cui governi avevano lo stesso interesse nel combattere il fondamentalismo, come Giordania, Egitto, Mauritania, o in luoghi inaccessibili come l’isola-base militare di Diego Garcia, in pieno Oceano Indiano. I Black Sites sorsero anche nel Vecchio Continente, secondo un’inchiesta condotta dal parlamentare svizzero Dick Marty per conto del Consiglio Europeo, dove gli agenti statunitensi sfruttarono specialmente le strutture che i servizi di sicurezza sovietici avevano costruito nell’Europa dell’Est.

Per i sospettati, erano luoghi di passaggio, prima di essere trasferiti a Camp Delta, a Guantanamo, oppure prima di finire in qualche carcere speciale del paese di origine. Della loro esistenza avevano parlato per prime, alcune inchieste giornalistiche. Poi si erano moltiplicate le denunce da parte delle organizzazione per la difesa dei diritti civili. Nel 2004, la clamorosa ammissione di George W. Bush: il presidente americano, in un discorso televisivo, confermò la loro esistenza e - anche dietro le pressioni internazionali - ne promise lo smantellamento. Ufficialmente, gli unici 14 ospiti, tutti leader di Al Qaeda, vennero portati a Guantanamo. In realtà, i Black Sites continuarono a “inghiottire” persone.

Chi sospettava che non fossero in realtà mai state chiuse, ne ebbe la prova nell’aprile del 2007, quando Abd Al-Hadi Al Iraq, un uomo accusato di essere un capo del network del terrore, venne portato da agenti della Cia a Guantanamo, confermando così che l’Agenzia continuava nella sua opera di sequestro e detenzione clandestina. La decisione di Barack Obama di firmare l’ordine esecutivo può provocare forti reazioni nella Cia. Molti sono adesso i funzionari che si “sentono in pericolo” per aver agito secondo le indicazioni della precedente amministrazione.

Secondo alcuni esperti, come Mark M. Lowenthal, un veterano che ha lasciato l’Agenzia nel 2005, la stessa nomina del nuovo Numero Uno, Leon E. Panetta, amico personale di Obama ed ex capo dello staff della Casa Bianca ai tempi di Clinton, un assoluto outsider per quella poltrona, è stato un messaggio ben preciso lanciato ai funzionari più coinvolti nell’operazione “Black Sites”. E il messaggio è: siete nel mirino della nuova amministrazione. In realtà, Panetta dovrà tentare di fare piazza pulita dentro il quartier generale di Langley senza spargimenti di sangue, senza che questo provochi troppe tensioni tra lui e coloro che hanno servito sotto il precedente direttore Michael V. Hayden. Sarebbe stato lo stesso Barack Obama a dare questa indicazione a Panetta. Seguire un basso profilo. E questo non perchè si abbia timore che questa possibile tensione possa provocare addirittura complotti della Cia contro il nuovo presidente, ma perché, come ha detto Mark M. Lowenthal, “c’è il rischio che gli agenti dell’Agenzia, se puniti, d’ora in avanti si tirino indietro, non vogliano più rischiare per difendere gli Usa”. Nessuno vuole correre il rischio che l’intera agenzia venga risucchiata in un “Buco nero”.

  • michele.zurleni
  • Venerdì 23 Gennaio 2009

Vedi anche:

  • Gran Bretagna: risarcimento milionario agli ex detenuti di Guantanamo
Liberato da Guantanamo, ora guida Al Qaeda nello Yemen »
« Arresto Nkunda, il capo dei ribelli congolesi

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 23 Gennaio 2009 alle 17:59 Liberato da Guantanamo, ora guida Al Qaeda nello Yemen » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Chiudono anche le carceri segrete della Cia [...]

Il 24 Gennaio 2009 alle 3:58 shift ha scritto:

La Democrazia e’ bella perché e’ il miglior sistema che l’uomo finora e’ riuscito a trovare, per dirigere i rapporti fra individui ed enti all’interno di una nazione.

Il problema sorge quando una nazione democratica si viene a trovare di fronte a nazioni, gruppi o individui che le sono dichiaratamente nemici irriducibili e feroci, che non solo hanno poco a che fare con la democrazia, ma con il concetto stesso di umanità.

Pensare di contenere costoro con sistemi democratici non solo non ha senso, perché inefficace e anche pericoloso, ma perché non porta a risultati atti a salvaguardare la nazione democratica e i suoi cittadini da costoro, ma addirittura rischia di aiutarli nella loro opera propagandistica e di guerra, accrescendo i danni proprio per non essere stati adeguati nell’azione di contenimento.

Parlare di situazioni idealistiche e’ facile, credere che il sistema sia perfetto in tutti i sensi e’ pura illusione, oppure una pretesa che desidera soddisfare la nostra visione ideale dell’universo, o come diceva Voltaire: la pretesa che sia il naso ad adattarsi agli occhiali e non viceversa, un semplice rifiuto della realtà di chi vuole sentirsi sotto i piedi un terreno sicuro su cui muoversi, ma creato unicamente dalla sua mente e dalle convenzioni sociali e umane.

In questo Universo non esiste la perfezione in niente, dalle piccole alle grandi cose, comunque la si rigiri in qualsiasi campo del sapere umano, delle sue azioni, dei sistemi di vita individuale o sociali, e quant’altro, si scoprirà sempre che la “coperta” e’ troppo corta, quindi necessita giocoforza un rimedio non perfetto per ottenere il miglior risultato.

Guantanamo e le varie situazioni fuori dalla norma adottate dagli USA, facevano parte di chi ha preso coscienza della realtà e ha la responsabilità politica e militare di salvaguardare, prima ancora della democrazia, la sicurezza stessa della sua nazione.

La “coperta” democratica per quanto perfetta non lo sarà mai del tutto, in tutti i sensi.

Ma se alcune situazioni illegali si possono correggere oppure ignorare perché il danno e’ minimo, altre non e’ possibile farlo per uomini politici e soldati che devono difendere la sicurezza di tutti, altrimenti non sarebbero uomini politici pragmatici, ma solo dei vuoti idealisti, che si accontentano della fantasia di ipotetica perfezione per rifiutare l’inevitabile rimedio alla “coperta” troppo corta e portando la propria nazione al disastro annunciato.

Clinton volle ignorare il terrorismo durante la sua presidenza, avrebbe potuto far catturare o far uccidere tranquillamente Bin Laden offertogli su un piatto d’argento, ma non fece nulla e così gli USA ebbero l’11 settembre 2001 con quasi tremila morti e tutti i danni e morti successivi, causa guerre.

Perfino la storica disfatta di Pearl Harbour fu causa di incapacità ad attuare azioni e ordini, fuori dal normale codice etico militare e amministrativo, anche qui una “coperta” troppo corta.

La decisione di Obama e’ grave perché lascia di nuovo gli USA con una “coperta” troppo corta, incapace di coprire la sicurezza nazionale, pur coprendo la democrazia.

Il problema quindi era cosa fosse più importante per gli USA, la democrazia o la sicurezza nazionale?

La democrazia può continuare a vivere con qualche strappo, la sicurezza nazionale no, perché saranno le persone a morire, i cittadini USA nel caso di un altro 11 settembre o peggio.

Sulla bilancia di ciò che conviene fare da parte di persone responsabili, come dovrebbero essere i politici che hanno a cuore gli interessi nazionali per cui si sono impegnati, c’era la scelta tra un sogno idealistico e una certezza drammatica.

Assurdamente Obama ha preferito vivere nelle favole, speriamo che non se ne debba pentire amaramente lui e tutti gli USA.

Tra l’altro a Guantanamo non si torturava nessuno, si tenevano dei prigionieri in una zona caldissima e li si sottoponeva a situazioni psicologiche, non fisiche.

Fare un dramma del genere quando in Medio Oriente si fustiga come se niente fosse, si tagliano mani e piedi, si lapida, si fanno ammazzare per puro fanatismo, o fanno ammazzare perfino degli innocenti senza alcuno scrupolo, si cavilla su inezie all’americana?

Le guerre quando si fanno o ci si trova in mezzo giocoforza, non si può cavillare, o si vince o si muore, non ci sono alternative e il terrorismo di sotterfugio non e’ un gioco, e’ una guerra anch’essa e non si possono fare sconti perché a qualcuno gli prude la democrazia nel cervello, al momento sbagliato e per cause sbagliate, per poter realizzare un’ipotetica perfezione che non esiste in questo mondo..

Il 25 Gennaio 2009 alle 12:31 Ora, i fatti ha scritto:

[...] Dopo aver accuratamente evitato di commentare l’insediamento del presidente Obama, perché non posso evitare di commuovermi e di piangere come un vitello, siamo giunti al momento dei fatti. Così mentre l’Internazionale Cattolica con sede in Roma approfitta del momento di scarsa popolarità di ciò che si lega al popolo ebraico per riabilitare tra baci e abbracci alcuni vescovi che negano l’Olocausto (con la motivazione “da giovani abbiamo fatto tutti delle stronzate”), Barack Obama chiude Guantanamo (assieme alle altre prigioni segrete della CIA) e riafferma il diritto delle donne di gestire liberamente il loro corpo. Niente male per uno che, secondo alcuni commentatori, “dava al popolo false speranze”, la cui azione di governo sarebbe stata “mirante al compromesso, distante dalle posizioni dei liberal”. Bene bene. Ora, vorrei porre una domanda maliziosa ai vertici del Partito Democratico di casa nostra. Non tanto a Veltroni che come sappiamo tutti purtroppo conta nemmeno come il due di picche, piuttosto come quella carta con su tutte le istruzioni e i punteggi. Avreste voi mai portato avanti la posizione di Obama evidentemente pro-choice? Non rispondetemi, vi prego. [...]

Il 26 Gennaio 2009 alle 13:53 Stati Uniti: la svolta ambientalista di Barack Obama » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Dopo l’ordine esecutivo per la chiusura di Guantanamo e delle altre prigioni segrete della Cia sparse per il mondo,  Barack Obama lancia un altro segnale di forte  discontinuità rispetto all’Amministrazione Bush. Questa volta, a meno di una settimana dal giuramento, sulla lotta al surriscaldamento climatico e sulla cosiddetta riconversione ecologica dell’economia, un tema su cui  la nuova presidenza scommette per rimettere in moto la locomotiva dello sviluppo e affrancare gli Stati Uniti dalla dipendenza del petrolio mediorientale. [...]

Il 13 Luglio 2009 alle 17:59 Cia parallela: perché Obama non umiliare Cheney » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] L’Attorney General, il ministro della giustizia, Eric H. Holder, avrebbe poi comunicato al presidente la sua intenzione di procedere con un’inchiesta formale sulle torture nei confronti dei prigionieri della War on Terror. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • Il Titanic naviga ancora, in un mare di teorie del complotto
  • Attenti alla “dracmatizzazione”, perché l’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti terribili per tutti
  • La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • Scossa di terremoto e allarme tsunami in Giappone, ma senza danni
  • Pane e sangue: le 10 città più violente del mondo
  • Laurea e stipendio: le 10 migliori città per studiare e trovare un lavoro

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152