LEGGI ANCHE: Chiudono anche le carceri segrete della Cia
Guantanamo, ha detto nei giorni scorsi il neo-presidente Obama, deve chiudere entro un anno.
L’ordine è già stato firmato e la prigione per i terroristi creata da Bush nel 2002, salvo nuove disposizioni, dovrebbe essere svuotata entro il 31 dicembre 2009. Ma a parte l’annuncio, la nuova amministrazione statunitense vuole - ma soprattutto deve - muoversi con cautela. Perché, come ha riportato il New York Times, gli ex detenuti di Guantanamo spesso e volentieri non sono agnellini.
Non lo è di certo Said Ali al-Shihri, uno dei sospettati per l’attentato all’ambasciata americana in Yemen dello scorso settembre. Al-Shihri nella prigione americana a Cuba c’è stato fino al 2007, e poi è stato rilasciato e portato nel suo paese natale, l’Arabia Saudita. Da lì, dopo un corso obbligatorio per gli ex jihadisti, è riemerso dalle sabbie dello Yemen. Ed è riemerso come capo di Al Qaeda nello Stato del sud della penisola arabica, con tanto di annuncio del gruppo terroristico del suo nuovo ruolo.
Un annuncio che è stato confermato addirittura dal contro terrorismo americano. “Si tratta proprio dell’ex detenuto - ha detto al giornale liberal newyorkese un ufficiale, chiedendo di rimanere anonimo - Dopo il ritorno in Arabia Saudita, i suoi movimenti fino allo Yemen devono ancora essere scoperti”. La lezione, mentre Obama discute con i leader dei vari paesi alleati per sondare la loro disponibilità a prendere parte dei detenuti, è che chi accetta i prigionieri di Guantanamo, deve anche tenerli d’occhio.
E nella superprigione, ora, almeno metà dei carcerati sono di origine yemenita e gli sforzi per rimpatriarli dipendono, in buona parte, dalla creazione in Yemen di un programma di riabilitazione, finanziato parzialmente dagli Usa. Ma il piccolo Stato è da anni ritenuto un paradiso dai membri di Al Qaeda: la presenza di un governo debole e la povertà disperata in cui versa buona parte della popolazione del Paese hanno sempre attirato la presenza dei terroristi, e negli ultimi due anni c’è stata un’escalation nel numero degli attentati. Una circostanza che fa buon gioco all’opposizione dei repubblicani, che criticano il piano di Obama per la chiusura della base in assenza di misure precise per chi sarebbe rilasciato.
- Venerdì 23 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 23 Gennaio 2009 alle 18:03 Con Guantanamo chiudono anche le prigioni segrete della Cia » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Liberato da Guantanamo nel 2007 ora dirige Al Qaeda nello Yemen: storia di Said Ali al-Shihri [...]
Il 24 Gennaio 2009 alle 4:05 shift ha scritto:
Ecco che succede a fare troppo i buonisti!
Un terrorista liberato frettolosamente o per altre cause che si ritrova a capo di un movimento, a combinare altri guai in quei luoghi e quasi sicuramente anche in occidente.
Il 24 Gennaio 2009 alle 17:50 lapolide ha scritto:
Padova, Genuary - 3 days “the Obama day after”.
Are you ready, Mister Obama ?
Si eravamo ancora al tempo di “Obama before”,
OOOYes.
By, By, New-America.
Ditelo a Walter e D’Alema ancora proni in adorazione.
No che pensate,” ammè me piace…”
Obama….ma si sta scoprendo “chiano,
chiano” che poi non è tutto oro quello
che luccica, o no ?
E quelli che saranno “liberati ” a breve da
Guantanamo, dove saranno diretti dal
“Clan abbronzato” ?
Sai come fischieranno le orecchie
al Cow boy Bush ?
lapolide.
(Da Panorama.it del 13 gennaio 009).
Liberato da Guantanamo, ora guida
Al Qaeda nello Yemen
Said Ali al-Shihri, rilasciato dal carcere
statunitense nel 2007, ora dirige il
network terroristico nella penisola arabica.
Lo annuncia il gruppo di Bin Laden, lo
conferma un ufficiale del antiterrorismo
statunitense.
to be Continued…
P.S. Mi scuso per gli “errori” di inglese. ( probabili).
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