Il presidente Medvedev (sx), il premier russo Putin (c) e il patriarca Kirill
Si è conclusa oggi la complessa procedura per scegliere il patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Ad Alessio II, morto il 5 dicembre, succede Kirill, il metropolita di Smolensk e Kaliningrad ed ex capo della diplomazia del Patriarcato che ha già assunto le funzioni temporanee di “luogotenente patriarcale”.
Il Concilio episcopale aveva fino a sei mesi di tempo per scegliere il successore, ma ha deciso di affrettare i tempi. Il 25 gennaio ha preselezionato, tra i 140 candidati, i tre più votati: lo stesso Kirill, Clement, il metropolita di Kaluga e Borovsk e attuale amministratore del Patriarcato, e infine il metropolita di Minsk e Slutsk Filaret. Oggi, 27 gennaio, il conclave, massimo organo di rappresentanza della Chiesa ortodossa russa, si è riunito nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca per eleggere il nuovo patriarca tra i tre rimasti in lizza: 711 i votanti, tra cui i membri del concilio episcopale, i rappresentanti dei ranghi inferiori del clero, i fedeli eletti dalle loro parrocchie che rappresentano le 157 diocesi del Patriarcato.
Risultato: consapevole di non poter aspirare all’elezione, il metropolita Filaret ha ritirato la sua candidatura, aprendo di fatto la strada all’elezione del sedicesimo patriarca di tutte le Russie, Kirill. La Chiesa Ortodossa ha due correnti principali, una riformista e una conservatrice, che in parte ricalcano il classico dualismo russo tra occidentalisti e slavofili. Kirill è considerato il rappresentante forte dei riformisti, molto conosciuto all’estero e in Vaticano e aperto al dialogo ecumenico.
Una curiosità, non da poco. Un mese fa è stato aperto un portale dove era possibile votare il proprio candidato preferito a ricoprire la carica di Patriarca e partecipare ad un forum. Hanno messo 7 candidati, (tra quali ovviamente entrati tre finalisti). In 40 giorni hanno votato più di 700 mila persone (entro 25 gennaio). Il 72,2 per cento ha votato per Kirill.
Alessio II ha notevolmente rafforzato la Chiesa ortodossa. Dalla caduta dell’Unione Sovietica il numero dei monasteri si è moltiplicato in maniera esponenziale passando dai diciannove del 1990 agli ottocentoquattro del 2008. Nell’ultimo anno sono cresciute anche le parrocchie (da 27.942 a 29.268) e le scuole di catechismo. E tre russi su quattro si dichiarano credenti e ortodossi (erano uno su quattro nel 1990).
- Martedì 27 Gennaio 2009

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Il 28 Gennaio 2009 alle 22:43 Il Papa spegne le polemiche: “Solidarietà ai fratelli ebrei” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “Piena e indiscutibile solidarietà con i nostri fratelli destinatari della prima alleanza”. La frase che molti aspettavano dal Papa. Quella che spegne un focolaio di tensione intorno alla Chiesa e al suo rapporto con l’ebraismo, arriva al termine dell’udienza vaticana. Il giorno dopo il 27 gennaio dedicato alla memoria delle vittime dell’Olocausto nazista, con il montare delle polemiche sulla riabilitazione degli scismatici lefebvriani, incluso il negazionista Williamson, Benedetto XVI decide di mettere le cose in chiaro: “auspico che la memoria della Shoah induca l’umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell’uomo’’, ha detto Ratzinger, ‘’La shoah - ha proseguito - sia monito contro l’oblio, la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti’’. E ai rapporti con i lefebvriani il Papa ha dedicato il secondo di tre brevi messaggi fuori programma letti alla fine dell’udienza, il primo dedicato all’elezione del patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, il terzo alla memoria dell’Olocausto. Ricordando la parabola della pesca miracolosa, riferita alla costante ricerca di unità della Chiesa, il Pontefice ha detto di aver concesso ‘’la remissione della scomunica in cui erano incorsi i quattro vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre senza mandato pontificio’’, ‘’proprio in adempimento di questo servizio all’unità’’. Ma poi ha aggiunto una frase che è un monito chiaro agli ex scismatici: “Auspico che a questo mio gesto faccia seguito il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell’autorità del Papa e del Concilio Vaticano II’’. Il richiamo al Concilio rivolto a chiudere anche le polemiche sulla strada intrapresa dal suo pontificato, secondo alcuni commentatori segnato da molte revisioni di quanto stabilito dalla Chiesa negli anni ‘60. Le parole del Pontefice sono arrivate poco dopo la decisione del rabbinato di Israele riportata dal Jerusalem Post sulla sospensione dei rapporti con la Santa Sede nel caso in cui non ci fosse stata una presa di distanza esplicita dalle opinioni di Williamson. Poco dopo l’udienza vaticana, il direttore generale del rabbinato Oded Wiener intervistato dall’Ansa esprimeva la propria soddisfazione per la dichiarazione del Papa e ha parlato di “Grande passo avanti” in vista della riunione della Commissione inter-religiosa presieduta dal cardinale Walter Kasper. Intanto la diocesi di Ratisbona ha messo al bando il vescovo lefebvriano britannico Richard Williamson, che da oggi non potrà più frequentare i luoghi di preghiera della Chiesa cattolica della città bavarese. La decisione, confermata dalla stessa diocesi, è stata presa dal vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, e vale anche per gli altri tre vescovi ultra-conservatori ai quali il Papa ha revocato la scomunica la settimana scorsa. [...]
Il 24 Aprile 2009 alle 11:19 Il sogno di Lukashenko: organizzare un incontro tra il Papa e il Pope » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, ha un progetto ambizioso: fare da intermediario per un storico incontro tra il Papa Benedetto XVI e il patriarca di Mosca Kirill. La faccenda sembra difficilie da realizzare. Ma per un noto ateo (lui stesso ha recentemente detto, che il metropolita di Minsk Filaret lo avrebbe esortato: “Alexander, la prego, almeno in pubblico, non dica che Lei è un ateo”) niente è impossibile. Il 10 aprile scorso, all’incontro con patriarca Kirill a Mosca, Alexander Lukashenko ha avanzato l’ipotesi di un incontro a Minsk tra i due massimi vertici delle chiese. “La Bielorussia è il miglior posto possibile, situata al centro dell’Europa, all’incrocio tra ortodossi e cattolici ed è un isola di tolleranza tra diverse religioni”, l’opinione di Minsk. [...]
Il 30 Novembre 2009 alle 12:08 Intervista esclusiva al Patriarca russo: caro Papa, ti aspetto a Mosca - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] resto, dopo i primi segnali che sembravano testimoniare una possibile accelerazione del processo di riavvic…, lo stesso patriarca Kirill non aveva esistato a testimoniare la solidarietà con Roma per la [...]
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