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Forte scossa in Emilia, paura in tutto il Nord Il sindaco di San Felice: "Ci sono vittime" - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

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Obama presenta il piano per rilanciare l’economia

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  • Tags: Barack Obama, John McCain, presidenziali-usa-2008, Stati Uniti
  • 7 commenti

Barack Obama

Per Barack Obama è la prima, grande scommessa. Per giocarla, martedì mattina, lascerà la Casa Bianca, percorrerà Pennsylvania Avenue, coprirà la distanza che lo separa da Capitol Hill e, una volta arrivato, si siederà al tavolo dei leader del Partito Repubblicano del Congresso. Chiederà il loro voto al piano di stimolo economico, quel pacchetto da 825 miliardi di dollari con il quale il presidente spera di evitare il baratro della Recessione, rilanciare l’economia statunitense.

Il consenso dei rappresentanti del Grand Old Party non è indispensabile: i democratici hanno la maggioranza assoluta alla Camera dei Rappresentati e al Senato.

Spirito bipartisan. Potrebbero fare passare il provvedimento senza preoccuparsi dei voti repubblicani. Ma Barack Obama vuole che i primi passi della sua amministrazione, specialmente su un terreno così delicato come quello economico, siano all’insegna dello spirito bipartisan; ottengano il massimo del gradimento anche da parte dell’opposizione. Per il Paese, sarebbe un segnale forte. Di unità, di fronte alla grave crisi. Alla vigilia delle fondamentali sedute del Congresso, il suo rischia però di rimanere un desiderio. Il suo (ex) rivale nella corsa alla presidenza, John McCain ha già fatto sapere che non intende dare il suo sì al pacchetto. In un’intervista alla trasmissione Fox News Sunday, il senatore dell’Arizona ha spiegato il suo voto contrario, criticando il piano e descrivendolo come “un’inutile pioggia di finanziamenti a vuoto”.

Il pacchetto deve essere “ridiscusso” - ha detto l’ex candidato repubblicano alla Casa Bianca. Molti membri del suo partito lo seguiranno. Come, per esempio, il leader del GOP alla Camera dei Rappresentanti, John A.Boehner, secondo il quale il piano è destinato a “non funzionare”. In particolare, le loro critiche si concentrano sui 275 miliardi di dollari di taglio alle tasse. Barack Obama li ha voluti per il ceto medio. Per i repubblicani, questa è una strategia insufficiente per rivitalizzare i consumi e far ripartire l’economia. Per tutto il week end, la squadra del nuovo presidente ha fatto a gare per rilasciare interviste per convincere gli americani che questo è invece la strada da seguire. Lawrence H. Summers, il capo del Consiglio Nazionale sull’Economia della Casa Bianca è andato in televisione per spiegare il senso, la portata, gli ingredienti e l’obiettivo del piano. Il mix di iniziative e finanziamenti a medio-lungo termine - come gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, la ristrutturazione di 10.000 edifici scolastici, la digitalizzazione del sistema sanitario nazionale -  e la diminuzione della pressione fiscale, secondo l’economista di punta dell’amministrazione, saranno in grado di produrre i primi risultati concreti entro il prossimo aprile, quando Barack Obama parteciperà alla sessione straordinaria dei G20 a Londra. Entro un anno e mezzo - ha fatto capire Summers - il volano dell’economia andrà in una direzione opposta all’attuale; gli 825 miliardi del pacchetto - la maggior parte dei quali saranno spesi entro i primi 18 mesi della presidenza - daranno i loro frutti.

È  questo il messaggio che Obama vuole fare passare: il lavoro sarà fatto “presto e bene”. Ciò che gli interessa è che l’opinione pubblica non sia delusa nelle sue aspettative, riprenda fiducia Ma, se il nuovo presidente vuole spargere ottimismo, rimangono comunque molte le incognite rispetto al pacchetto. All’interno dello stesso governo, alcuni ritengono che la montagna di dollari messi sul tavolo sia comunque non sufficiente per raggiungere il traguardo. L’ammontare dell’intervento dovrebbe essere superiore. “Una parte della discussione è su quanto possiamo spendere” - ha fatto sapere una fonte anonima dell’entourage dei vertici del Partito Democratico. L’altro grande dubbio è sulla parte dei finanziamenti che verranno messi nelle mani delle amministrazioni locali, governatori statali e sindaci delle grandi città. Come verranno distribuiti questi soldi? Nella prossima settimana, al Congresso le trattative andranno avanti per limare i particolari del piano e cercare anche il consenso dei repubblicani. E mentre a Capitol Hill discuteranno dei dettagli del pacchetto, nelle stanze che contano alla Casa Bianca e al Dipartimento del Tesoro, Barack Obama e il suo team economico rifletteranno su altro importantissimo possibile passo da compiere: la nazionalizzazione del sistema bancario americano. Il tema è all’ordine del giorno, secondo il New York Times.  I consiglieri più vicini al presidente si chiedono se non sia il caso di andare in quella direzione dopo che appaiono sempre più necessari nuovi interventi — ben oltre i 300 miliardi di dollari già spesi — per salvare istituti come Bank Of America e Citigroup. Allo studio di sono diverse opzioni, parziali o temporanee per mettere interamente nelle mani dello stato le banche più in difficoltà. Una scelta - drastica - che potrebbe provocare notevoli ripercussioni, soprattutto per le tasche dei contribuenti.

Ma che Barack Obama, nel tentativo di salvare il salvabile dell’economia Usa, non esclude.

  • michele.zurleni
  • Martedì 27 Gennaio 2009
La commozione di Israele nel giorno della memoria »
« Si celebra all’Aja il primo processo della Corte Penale Internazionale

Commenti

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Il 27 Gennaio 2009 alle 16:00 Obama presenta il piano per rilanciare l’economia « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:

[...] È questo il messaggio che Obama vuole fare passare: il lavoro sarà fatto “presto e bene”.[continua...] [...]

Il 27 Gennaio 2009 alle 19:41 jimmie01 ha scritto:

Una sola domanda. E chi paghera’ per tutto questo piano di spese? Dove prendera’ i soldi Mr. Obama? Ogni qualvolta si da’ qualcosa a qualcuno, bisogna prima prenderla da qualcun altro. La gente pensava che Bush fosse un cattivo Presidente? Wait, you ain’t see nothing yet. Hold on on your wallet, people. Jimmie01.

Il 27 Gennaio 2009 alle 19:48 jimmie01 ha scritto:

Per tutti coloro che pensano che Mr. Obama sa cosa sta facendo. Ma lo sapete che il nuovo Presidente vuole rimborsare le tasse anche a chi non ha fatto la dichiarazione dei redditi perche’ non ha l’ obbligo di pagare le tasse in quanto ha introiti non superiori a 16.000 dollari l’ anno? E in base a che cosa quantifichera’, questo genio, l’ ammontare da rimborsare? Questo e’ assistenzialismo puro; vi ricordate i tempi della DC? Ed ancora. Ma lo sapete chi e’ stato nominato dal Presidente e confermato dal Parlamento americano come ministro del tesoro? Ve lo dico io. Uno che e’ stato condannato per non aver pagato tasse per anni. E che ad oggi deve ancora pagare due anni tasse arretrate. E’ questo individuo e’ a capo dell’ IRS ( l’ ufficio americano delle tasse ). Certo e’ che Mr. OBama ha portato un nuovo modo di fare politica a Washington. Jimmie01.

Il 27 Gennaio 2009 alle 22:49 shift ha scritto:

Proprio come immaginavo e come John Mac Cain ha fatto rilevare, finanziamenti a vuoto, spreco di risorse mandate nel nulla, un vero tradimento del liberismo e del capitalismo su cui poggiano gli USA e tutto il mondo libero..

Temo proprio che l’Obama più che il Presidente degli USA, sia il suo peggior nemico.

Il 28 Gennaio 2009 alle 10:50 A Davos il forum delle idee per battere la recessione » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Lo stato del mondo non è buono e tutti sperano anzitutto nella nuova amministrazione americana di Barack Obama per risolvere gli annosi conflitti mediorientali e sedare i nuovi confronti politico-militari. Lo stato dell’economia è ancora peggiore. I paesi avanzati sono in recessione. Quelli in via di sviluppo sono stati costretti a rallentare la corsa e alcuni a frenare bruscamente, con le prime sommosse popolari in Russia, Cina e Grecia. Il pendolo oscilla da un eccesso all’altro: dalla sacralità del mercato senza regole al ritorno dello stato padrone. Toccherebbe ai leader politici e imprenditoriali rallentare l’oscillazione e invece non accade per la confusione che regna sovrana. A tutti i livelli. [...]

Il 29 Gennaio 2009 alle 10:40 La Camera Usa approva il maxi-pacchetto per l’economia » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Che cosa prevede il piano Obama [...]

Il 29 Gennaio 2009 alle 16:34 pietroancona ha scritto:

—–kejnes è estremista?

—–

Combattere la crisi dalla parte dei lavoratori
=====================================

C’è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del “sistema” al potere sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata delle istituzioni finanziarie e dall’altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese quasi attaccato a Palermo,Villabate, divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c’è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l’abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l’infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell’Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell’essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l’obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all’economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un

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