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Davos, al dibattito sulla pace va in scena la lite Erdogan-Peres

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  • Tags: davos, erdogan, Gaza, Israele, Peres
  • 4 commenti

erdogan
Doveva essere un tranquillo dibattito sulla possibilitá della pace in Medio Oriente. Invece si è sfiorato l’incidente diplomatico, con il presidente della Turchia Recep Tayyp Erdogan che ha abbandonato il palco in polemica con il moderatore e il presidente israeliano Shimon Peres. Dopo aver accusato quest’ultimo di non aver fatto abbastanza per evitare vittime civili a Gaza.
Tra i presenti, sul palco dell’Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove in questi giorni si riuniscono alcuni tra i principali leader mondiali in campo economico e politico, c’era anche il segretario dell’Onu Ban Ki Moon, e il portavoce della lega araba Amr Mussa. A moderare, il giornalista del Washington Post David Ignatius. A scatenare la rabbia del presidente turco sarebbe stato proprio l’atteggiamento di quest’ultimo, rigoroso nel contare i minuti di intervento a tutti i leader fuorché a Peres. Nel suo intervento, il presidente della Turchia, uno dei paesi meno ostili a Israele in tutto il Medio Oriente, cruciale nei colloqui che hanno portato alla tregua, aveva criticato duramente l’operazione militare a Gaza, sostenendo che non si era fatto abbastanza per evitare un così alto numero di vittime civili. Dopo di lui aveva parlato Mussa, tutt’altro che conciliante verso lo stato ebraico. Poi è toccato al presidente israeliano, che si è lanciato in un discorso di venti minuti, alzando spesso la voce “Da tutta la vita lotto per la pace, ma cosa faresti tu” hadetto l’anziano politico indicando Erdogan “se ogni notte cadessero su Istambul 10 o 100 missili?” Alla fine dell’intervento, il presidente turco ha chiesto di poter replicare, ma il moderatore gli ha concesso solo un minuto, mandandolo su tutte le furie. Uscito in un’altra stanza, Erdogan ha improvvisato una conferenza stampa nella quale ha assicurato il proprio rispetto per Peres e gli sforzi della Turchia per la pace, anche se, ha aggiunto, “il presidente israeliano ha mentito. La storia rifiuta le sue parole”.

  • emanuele rossi
  • Giovedì 29 Gennaio 2009

Vedi anche:

  • Divorzio in Medio Oriente: ecco come turchi e israeliani sono arrivati ai ferri corti
  • La nuova opposizione turca: meno nazionalismo, più democrazia - L'ANALISI
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Commenti

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Il 30 Gennaio 2009 alle 0:01 shift ha scritto:

Come volevasi dimostrare le nazioni arabe, anche quelle apparentemente moderate, la Turchia addirittura in predicato d’entrare non si sa perché in Europa visto che Europa non lo e’ ne’ per collocazione ne’ per cultura, non riconoscono con la ragione i buoni motivi che Israele ha avuto per combattere i terroristi di Hamas.

Erdogan, il Presidente turco, a capo dei fondamentalisti in Turchia, anche se si atteggia a moderato con l’opposizione laica del suo paese e con l’occidente, da questa intervista e scambio d’opinione con il Presidente israeliano Peres, un Laburista e Nobel per la pace, alla fine ha dichiarato come se niente fosse:
“il presidente israeliano ha mentito.
La storia rifiuta le sue parole”.

Con questo ha dimostrato il suo vero volto al mondo, in un momento di rabbia dovuta alle modalità dell’intervista.

Cosa aveva detto Peres da beccarsi del “mentitore” e che “la storia rifiuta le sue parole”?

Semplicemente l’ovvietà dei fatti che hanno costretto Israele al suo intervento a Gaza:
“Da tutta la vita lotto per la pace, ma cosa faresti tu”
ha detto l’anziano politico indicando Erdogan
“se ogni notte cadessero su Istanbul 10 o 100 missili?”

Le nazioni arabe non ragionano in maniera obiettiva, questo risulta da tutto ciò, se rifiutano di prendere atto perfino della realtà di un’altra nazione e dei suoi legittimi interessi alla sicurezza nazionale.

Allora come ragionano?
Semplicemente con il loro diritto di colpire gli altri per poterli conquistare e sottomettere e non doverne ricevere alcuna risposta o danno.

Da ciò consegue che se l’Europa farà entrare nella comunità europea questa gente, saremo continuamente a rischio per qualsiasi contrasto o divergenza in qualsiasi campo, cui dovremo cedere anche se avessimo mille volte ragione.

In quanto alla Turchia ha sul gobbo il genocidio degli armeni, il primo genocidio moderno di cui si abbia notizia, di cui mai si e’ dichiarata colpevole, addirittura come per il caso israeliano con Peres si alterano con chi lo mette in evidenza, ne’ si sognano di riconoscerlo nonostante le prove storiche.

Non parlando, poi, della loro lotta contro i curdi tuttora in atto.

Come si vede non si tratta solo del cosiddetto popolo palestinese, ma della volontà di tutto il mondo arabo nella lotta contro chi mette in discussione il potere del mondo islamico e il suo “diritto” a conquistare e dominare gli altri.

L’occidente farebbe bene a darsi una svegliata, perché tali manovre del mondo musulmano non riguardano solo nazioni di cui possiamo fingere non ci interessino, ma sono a lungo raggio e prevedono anche noi nel mazzo di chi dovranno conquistare, con le buone o con le cattive.

L’invasione d’immigrati musulmani ha proprio questo obiettivo, anche se i singoli immigrati non ne hanno piena coscienza, cosa poco importante perché e’ la fede fanatica islamica stessa a dargli le direttive e i loro capi politici e religiosi a ricordarglielo, caso mai se ne dovessero dimenticare.

Il 1 Febbraio 2009 alle 15:14 pietroancona ha scritto:

—–

ERDOGAN ED IL TERRORISMO

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

L’incidente tra Erdogan e Perez a Davos merita qualche riflessione. In fondo la voce di Erdogan è stata la sola tra i capi di stato e di governo che si sia levata per condannare e protestare la violenta inaudita aggressione di Israele contro la città e la popolazione di Gaza. Una aggressione fatta con un potente esercito, con una modernissima aviazione di velivoli capaci di effettuare centinaia e centinaia di missioni che ha usato oltre cento aerei, con una marina che ha cannoneggiato dal largo la citta riducendola in macerie, con carri armati di proporzioni mostruose che hanno abbattuto edifici con le persone dentro. Un crimine contro l’umanità inammissibile svoltosi sotto gli occhi indifferenti dei governi europei, nel silenzio di Barak Obama ma talmente efferato che giornali schierati con Israele come il Corriere della Sera non hanno potuto fare a meno di pubblicare foto sconvolgenti come e forse più delle stragi naziste.

http://www.corriere.it/Special.....esi2.shtml
Erdogan ha accusato lo stesso Presidente Perez,( appartenente per vergogna del socialismo alla internazionale socialista), che collabora da anni con la destra religiosa fondamentalista israeliana in un governo che non ha mai concesso un giorno di tregua e di pace ai palestinesi, di voglia di uccidere.

Erdogan è stato costretto a lasciare l’assemblea per la scorrettezza dello speaker che gli ha dato la parola soltanto per metà del tempo concessa a Perez. Prima di allontanarsi ha svolto una interessante riflessione sul terrorismo sostenendo che bisogna evitare di evocarlo per giustificare i misfatti colonialistici e genocidi. Ha dichiarato: ” Presidente Obama deve ridefinire il terrorismo e le organizzazioni terroristiche del Medio Oriente e, basandosi su questa nuova definizione, l’America deve sviluppare la sua nuova politica nella regione”

Ho sempre pensato che il terrorismo di cui parlano gli americani su ispirazione degli israeliani sia soltanto uno strumento propagandistico ma che in effetti non esista se non come creatura

del Pentagono della Cia. Al Qaeda, Bin Laden, il suo v ice, fanno apparizioni nei massmedia di un tempismo perfettamente funzionale agli interessi americani. Un orologio a cucù che canta quando serve a Bush ed ora ad Obama.

Il Presidente del Parlamento Palestinese, molti ministri e parlamentari, sono stati arrestati dallo Stato di Israele, rinchiusi in carcere illegalmente. Nelle carceri israeliane sono rinchiusi in condizioni inumane tredicimila palestinesi. Sono malati di osteoporosi e hanno perso i denti per mancanza di sole e di luce.Si tratta di atti e comportamenti terroristici ma

non vengono catalogati in Occidente come tali. Hamas è un movimento che riscuote la fiducia della popolazione palestinese eppure viene considerato terrorista. Esiste un terrorismo di Stato americano ed israeliano contro i palestinesi, gli irakeni, gli afgani con ripetute azioni criminali con uso di armi terribili al fosforo, all’uranio, Dima, armi che non lasciano speranza di vita ai feriti, eppure sul banco degli accusati troviamo soltanto Hamas come ieri Arafat che fu tenuto prigioniero gli ultimi anni della sua vita a Ramal e la sua stessa abitazione spesso bombardata.

E’ importante la demolizione del concetto di terrorismo fatto da Erdogan dal momento che questo concetto pervade i discorsi di tutti i leaders occidentali ed ha conquistato anche parte importante delle opposizioni e della sinistra europea giungendo financo a fare abiurare a Bertinotti le giuste cose che qualche anno fa aveva scritto sul terrorismo.(*)

Ripetendo lo stesso concetto mille volte, come Goebbels ha insegnato ai propagandisti , si è giunti a far credere che il terrorismo esistente non è di reazione ai soprusi di azioni altrui ma è una vera e propria strategia di guerra attuata dai fondamentalisti islamici per attaccare l’Europa. Qualche cretino si spinge fino a dire che l’obiettivo è il Grande Califfato mondiale previa islamizzazione dell’Europa.

Erdogan ha messo in chiaro le responsabilità israeliane e la strumentalità dell’accusa di terrorismo. Ma le sue dichiarazioni sono state riportate in minima parte e nascoste ai lettori dei giornali europei.

Tutto quello che Erdogan ha detto a Davos è giusto e va sottoscritto. Ma dobbiamo ricordargli che da dieci anni il segretario del Partito Comunista Curdo Ocalon, sostenitore di una soluzione pacifica della questione del suo popolo, è tenuto prigioniero e che ancora oggi è vietato l’insegnamento della lingua curda e gravi discriminazioni subiscono i curdi che vengono costretti a vivere tra montagne inospitali da un esercito turco che frequentemente organizza spedizioni punitive che si concludono in massacri.Molti dirigenti kurdi sono chiusi da anni nelle prigioni turche. Molti sono stati e vengono torturati.

Penso che se Erdogan ha avuto parole chiare ed assai decise per la questione palestinese forse vuole risolvere positivamente la questione curda, il più grande popolo del pianeta privo di una patria. E’ così? Ne dubito, ma me lo auguro e spero che la sinistra europea si schieri con i popoli curdo e palestinesi minacciati di genocidio.

Intanto gli abitanti di Gaza sono tornati ad essere chiusi in gabbia da Israele con la complicità dello Egitto. Debbono morire di fame, di sete, di malattie? Quanti cittadini palestinesi sono stati rapiti e portati in Israele durante la “guerra” di Gaza?

Pietro Ancona

http://medioevosociale-pietro......gspot.com/ http://www.spazioamico.it

(*) Una lucida analisi della stretta connessione tra guerra unilaterale e terrorismo di Fausto Bertinotti

http://www.spazioamico.it/terr.....terrorismo

Il 2 Febbraio 2009 alle 13:31 shift ha scritto:

Erdogan, per chi non lo sapesse, e’ il Presidente della Turchia ma facente capo al partito fondamentalista turco che ha la maggioranza di governo.

Erdogan e il suo partito si mostrano moderati perché il potere militare in Turchia e’ stato dato più di un secolo fa ai laici da Ataturk, proprio per impedire che il fondamentalismo prendesse il sopravvento e la Turchia potesse uscire dalle nebbie del fanatismo islamico.

Di recente la Corte costituzionale turca ha condannato il partito di Erdogna a delle penalità per attentato ai principi costituzionali, mentre era stata richiesta l’estromissione di tale partito da tutte le cariche pubbliche.

Quindi una pena mite ma con il partito fondamentalista di Erdogan sotto stretta osservazione.

Adesso si permette di attaccare Peres e gli israeliani sul diritto alla propria difesa prendendo a scusa le modalità di un dibattito televisivo a tre, dove i tempi erano giocoforza contingentati e suddivisi a metà, tra le tesi del mondo musulmano rappresentato oltre che da lui anche dal portavoce della Lega araba e dal segretario Onu Ban Ki Moon notoriamente schierato con gli arabi e la tesi israeliana, sostenuta dall’unico sostenitore, per l’appunto Shimon Peres Presidente israeliano, per di più di sinistra e notoriamente favorevole a trattative con il mondo arabo.

Mi sembra del tutto ovvio che i tempi fossero divisi a metà tra queste due tesi, altrimenti la tesi dei musulmani avrebbe avuto tre quarti del tempo contro un quarto solo di quella israeliana.

Naturalmente la validità di una tesi o ragioni non dipende dal tempo, ma e’ anche ovvio che in un programma televisivo non si dia modo ad una parte di dare sulla voce ad un’altra che finirebbe per essere subissata.

Contestare uno speaker svizzero di parzialità, per di più sul contingentamento dei tempi a disposizione delle varie parti, quando e’ arci nota la precisione svizzera sul tempo, non mi sembra il massimo del savoir faire.

In più a difesa di un organizzazione terroristica riconosciuta tale internazionalmente come Hamas e che non fa mistero di fare terrorismo, che ha come unico obiettivo per Statuto stesso di tale organizzazione la distruzione d’Israele e degli israeliani.

Già solo queste enunciazioni di tale Statuto condannano irrimediabilmente agli occhi di chiunque sia provvisto di umanità, pur nell’ignoranza delle ragioni degli uni e degli altri, simili obiettivi al di fuori da qualsiasi ragione e umanità.

Se poi si pensa che la distruzione di una nazione e di un popolo possono essere la sola risultanza di un odio etnico e religioso, vale a dire razziale e di fanatismo, visto che non ha altre motivazioni in quanto il territorio che pretendevano lo hanno avuto da tempo concesso gratuitamente, senza che ne avessero alcun diritto, proprio da coloro che attaccano e vogliono distruggere, allora si comprende che la difesa di Erdogan di costoro non e’ una “difesa” ma richiesta di aggressione a torto evidente.

Comprensibile che un fondamentalista abbia dato il suo appoggio ad altri fondamentalisti, ma così facendo ha mostrato il vero volto della sua personalità, del suo partito turco e delle idee che lo spingono non solo nei confronti d’Israele, ma nei confronti dell’opposizione del suo paese e della falsità d’intenti nei confronti dell’Europa cui si vorrebbe infilare.

Lo dimostra anche l’accoglienza ricevuta dal mondo arabo fondamentalista a questa sua sparata televisiva.

Intanto la Germania e’ preoccupata proprio per i musulmani, la maggior parte turca, che si ritrova a gestire sul suo territorio in vista di attentati che lo stesso Panorama ha pubblicato in uno dei suoi articoli:

“La Germania trema.
Hanno lanciato l’allarme i massimi dirigenti dei servizi di sicurezza tedeschi: il rischio è quello di un’ondata di attentati terroristici da parte di fondamentalisti islamici rischiano di scuotere la nazione in vista delle elezioni per la Cancelleria, in programma il 27 settembre prossimo.
A rendere pubblico il pericolo sono stati i vertici degli apparati di sicurezza…”

Intanto c’e’ chi vuol far credere che i musulmani sono delle povere “vittime”, nonostante siano in guerra in mezzo mondo e l’altro lo minacciano con attentati terroristici spesso portati a segno.

Però la dietrologia di qualcuno dice che ci sono i “Bau Bau” americani e israeliani dietro a tutto, ignorando del tutto l’evidenza dei fatti per rifugiarsi in un mondo di favole a senso unico.

Il 17 Aprile 2009 alle 15:11 me.angela.1984 ha scritto:

Tante volte abbiamo visto al TV che un semplice dibattito e trasformato in una lite. Pensare che si doveva parlare della pace….e che pace sia.

———
http://www.renovar.it

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