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Che cosa prevede il piano Obama
Barack Obama registra la sua prima vittoria legislativa - 244 voti favorevoli, 188 contrari - con il varo da parte della Camera del pacchetto di stimolo per l’economia da 825 miliardi di dollari. Non riesce però ad ottenere l’auspicato voto bipartisan: la maggior parte dei repubblicani hanno votato contro perché hanno giudicato insufficienti i tagli alle tasse ed eccessive le spese previste nel provvedimento. In una dichiarazione diffusa poco dopo il voto, Obama ha auspicato una rapida approvazione anche da parte del Senato, lasciando intendere di essere pronto a nuove concessioni nei confronti dell’opposizione. “Non possiamo permetterci di perdere tempo - ha detto il presidente - lasciando che le dispute ideologiche blocchino il nostro cammino”.
Le parole del capogruppo repubblicano alla Camera John Boehner, secondo cui “i miei compagni di partito pronti ad approvare il piano sono molto pochi” sono state quindi confermate. Il suo collega John Pence dell’Indiana aveva riassunto con una frase ad effetto come la vedono la maggioranza dei repubblicani: “I democratici non stimoleranno nulla se non una presenza maggiore del governo e un debito sempre grande”. Al Senato, le discussioni dovrebbero iniziare lunedì. Visto che ci saranno emendamenti, il testo tornerà poi alla Camera, perché i testi approvati nei due rami del Congresso devono essere identici. Obama spera di firmare la legge entro metà febbraio.
Ieri, dopo avere ricevuto alla Casa Bianca 14 grandi imprenditori, tra cui Eric Schmidt di Google e Sam Palmisano della Ibm, Obama aveva detto sperare che il programma di stimolo verrà “varato nelle prossime settimane”. All’inizio dell’incontro il presidente si era detto convinto che comunque andranno le cose il pacchetto otterrà l’ok del Congresso, perché tutti sono convinti e consapevoli ormai che occorre fare in fretta, visti i licenziamenti ormai quasi quotidiani. Ad Obama ha fatto eco il suo portavoce Robert Gibbs, ricordando che l’obiettivo è di creare (e salvaguardare) 3/4 milioni di posti di lavoro e che oggi la Camera “fa un importante primo passo verso il rilancio, verso una economia che riprende a muoversi”.
Il neo segretario al Tesoro Thimothy Geitner ha dal canto suo confermato che ci sarà la massima trasparenza, con la possibilità di verificare passo a passo, sul web, come sono stati spesi i fondi. Lunedì, con una mossa inedita, Obama si era recato al Congresso per fare pressioni sui repubblicani, e spiegar loro quali concessioni e’ disposto a fare. Il presidente ha chiesto ai leader, sia democratici sia repubblicani, di Camera e Senato, di recarsi a fine giornata alla Casa Bianca, per fare il punto della situazione, dopo il voto alla Camera. Attualmente il piano di stimolo ha un valore complessivo di 825 miliardi, due terzi dei quali consistono in investimenti, un terzo in sgravi fiscale: una percentuale insufficiente agli occhi dei repubblicani.
Obama ha già accettato una serie di concessioni, ultima delle quali la soppressione della ‘Alternativa Minimum Tax’, una imposta forfettaria creata per penalizzare i più ricchi ma che con l’inflazione grava in realta’ sulla classe media. Se ne occuperà il Senato. Secondo il Wall Street Journal il costo del piano di stimolo rischia di lievitare ancora, superando i 900 miliardi. Miliardi che andrebbero ad aggiungersi ai 700 già varati per le banche. E’ una somma che a sua volta potrebbe crescere, avvicinandosi ai mille miliardi, se verra’ creata una nuova banca pubblica per gli asset ‘tossici’. A titolo di paragone, i costi fino ad oggi della guerra in Iraq sono stimati in circa 700 miliardi di dollari. Wall Street ha concluso ieri sera euforica le contrattazion. Il Dow Jones ha chiuso le contrattazioni con un rialzo di 200,72 punti - pari al 2,46 per cento, mentre il Nasdaq ha guadagnato 53,44 punti - pari al 3,55 per cento per attestarsi a quota 1.558,34.
- Giovedì 29 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 29 Gennaio 2009 alle 14:03 shift ha scritto:
Era Evidente che le prime decisioni economiche di Obama avrebbero ottenuto la maggioranza dei voti, dato che i Democratici sono in maggioranza e di regola gli altri non si mettono di traverso a tutti i costi, per facilitare le decisioni anche se non condivise.
In ogni caso i Repubblicani non erano affatto d’accordo come principi di economia, lo hanno detto chiaramente: “I democratici non stimoleranno nulla se non una presenza maggiore del governo e un debito sempre grande”.
In pratica una chiara condanna per la violazione dei principi del liberismo e capitalismo su cui si fondano gli USA.
La scusa dei Democratici e di Obama e’ che si cerca di salvare il salvabile di posti di lavoro e di imprese, ma e’ una scusa che non reggerà a lungo e si rileverà probabilmente infondata nei fatti, come d’altronde e’ sempre stato in tutte le nazioni che si sono affidate a questa errata maniera di vedere le cose, gli USA, pertanto, non faranno eccezione.
Da qui a qualche tempo tali decisioni di spreco di risorse incominceranno a mostrare i loro risultati negativi e altre decisioni future similari non riceveranno più appoggio, nemmeno dai Democratici stessi.
Intanto gli USA avranno perso tempo e denaro e rallentato la loro economia, nemmeno il peggior nemico USA sarebbe riuscito a tanto come sta facendo Obama.
Il 31 Gennaio 2009 alle 3:17 jimmie01 ha scritto:
Shft- Hai ragione. Il ” bello ” deve ancora arrivare. Nel pacchetto ci sono circa 200 billioni ( con la ” b ” )destinati agli Stati per aiutarli con le spese interne. Sai che sperpero ne faranno? Quando non si e’ responsabili della provenienza dei soldi ( imposizione fiscale ) non si cura la destinazione degli stessi. E’ quello che accade anche in Italia. Cosa fanno gli Enti Locali con i soldi che arrivano da Roma? Gli estimatori di Mr. Obama farebbero bene a leggere in toto le misure a sostegno dell’ economia e a documentarsi sulla reale situazione produttiva degli USA. Per esempio i c.d. ” green ” ( gli ambientalisti ) si dicono felici perche’ il pacchetto destina 600 milioni di dollari all’ acquisto di ” hybrids ” ( autovetture ad alimentazione mista, elettrica e benzina )da parte dei vari uffici federali. Eppero’ dimenticano che il mercato delle vetture suddette e’ praticamente monopolio dei giapponesi. E cosi’, se da una parte ci si lamenta dell’ ” outsourcing ” del mercato del lavoro, dall’ altro si mandera’ denaro all’ estero per l’ acquisto di beni. E non voglio nemmeno parlare dei soldi destinati ad un parco di giochi acquatici in Florida o alla sottoscrizione di una assicurazione per gli ” honey bees “, le api. A detta di alcuni il pacchetto di stimolo non e’ altro che la paga a tutti coloro che hanno ” lobbied ” per Mr. Obama alla Casa Bianca. Una comica.
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