Da San Paolo
Il partito del presidente brasiliano Lula, il Partido dos Trabalhadores, fa fronte comune sul caso Battisti, diventato ormai un affaire internazionale. E lo fa per mezzo di un comunicato ufficiale che dà pieno appoggio alla decisione del ministro della giustizia Tarso Genro di concedere lo scorso 13 febbraio lo status di rifugiato all’ex terrorista dei Pac, i Proletari Armati per il Comunismo, un gruppo dell’ultrasinistra che tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80 firmò gli omicidi del macellaio Lino Sabbadin, del gioielliere Luigi Torregiani a Milano, dell’agente della Digos Andrea Campagna. Nella nota il caso è stato definito di sovranità nazionale, da qui la solidarietà di tutto il partito che riconosce a Genro, tra i fondatori del partito nel 1980, di aver agito in base alla Costituzione federale brasiliana. Una presa di posizione compatta e solidale quella del Pt in risposta alle dichiarazioni del nostro ministro degli Esteri Franco Frattini che ha definito Genro “un politico sudamericano legato alla sinistra radicale”.
Intanto in queste ore il ministro brasiliano ha sostituito Lula all’apertura dell’anno giudiziario, un segnale importante dell’appoggio del Presidente alla questione e, dicono alcuni media brasiliani, una provocazione nei confronti dell’Italia. Parlando con la stampa Genro ha dichiarato che secondo lui il Supremo Tribunale Federale, ovvero la Corte Suprema, non rovescerà la sua decisione. Negli ultimi giorni, infatti, si è discusso se è valida la legge brasiliana che dà all’esecutivo facoltà di concedere o meno lo status di rifugiato politico. A favore di Battisti gioca un illustre precedente, quello di Francisco Cadena alias padre Medina, prete narcoguerrigliero delle Farc, che nel 2007 ha ottenuto lo status di rifugiato politico e che per questo non è stato estradato. Con una differenza sostanziale, però, cioè che per Cadena il CONARE, il Comitato brasiliano per i rifugiati, aveva dato l’ok alla concessione dello status di rifugiato politico mentre per Battisti no. Quanto a Gilmar Mendes, presidente del Supremo Tribunal Federal, ha fatto sapere che la Corte giudicherà il caso Battisti entro l’inizio di marzo.
Intanto non cessa la mobilitazione degli intellettuali brasiliani a favore dell’ex terrorista, tra cui spicca l’ultracentenario architetto ideatore di Brasilia Oscar Niemeyer. E c’è già chi ironizza. Proprio Niemeyer oltre ad aver firmato una petizione insieme ad altri 500 tra artisti, scrittori, filosofi è nell’occhio del ciclone. Il suo progetto di una torre/obelisco per Brasilia è stato infatti bocciato dal sindaco perché considerato inutile. Non solo ma ancora non sono sopite le ire contro di lui per il risultato della Biblioteca Nazionale sempre di Brasilia da lui realizzata. Per un errore di progettazione nelle sale entra troppa luce quindi non si possono conservare i libri se non in forma elettronica.
- Martedì 3 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 24 Febbraio 2009 alle 16:08 Caso Battisti: si decide il 3 marzo. Ecco i tre possibili scenari » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Terzo scenario. Il Supremo troverà una formula per dire “siamo d’accordo con l’estradizione ma questo atto, vista la decisione dell’esecutivo, non è di nostra competenza bensì dell’esecutivo”. Lula, a quel punto, confermerà quasi sicuramente la decisione di Genro (50% di probabilità). Altre informazioni raccolte a Brasilia, intanto, confermano che nel governo brasiliano il ministro che più difende lo scenario dell’estradizione è il ministro della Difesa Nelson Jobim, seguito a ruota dal ministro degli Esteri Celso Amorim. D’altra parte, invece, Genro con tutti gli altri ministri del PT sono per la concessione del rifugio politico a Battisti che, a detta loro, rischierebbe la vita se dovesse tornare in Italia. [...]
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