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Potrebbe essere a una svolta la trattativa per la liberazione di Gilat Shalit, il caporale dell’esercito israeliano rapito due anni e mezzo fa a Gaza dai miliziani di Hamas. Secondo quanto ha dichiarato il dirigente di Hamas Salah al-Bardawil all’agenzia palestinese Ma’an News, Israele sarebbe disposta, in cambio della cessazione del lancio dei Qassam e del rilascio del soldato sequestrato, ad allentare il blocco economico sulla Striscia facendo passare il 75% delle merci attualmente sotto embargo. Secondo il dirigente islamico Hamas avrebbe anche fatto pressione sull’Egitto perché convinca le altre fazioni palestinesi, tra cui la Jihad e le Brigate Martiri di Al Aqsa, a cessare il lancio dei Qassam verso Asquelon e Sderot. “Non abbiamo nessuna obiezione ad accettare la tregua in cambio della riapertura dei valichi e della cessazione delle ostilità”, ha detto Salah al-Bardawil. “E non siamo nemmeno contrari a inserire in queste negoziazioni il rilascio di Shalit. Abbiamo però chiesto chiarimenti sulle merci che Israele dovrebbe lasciar passare”. Alcune di queste, secondo Israele, vengono adoperate dai dirigenti islamici per fabbricare armi, anziché per aiutare la popolazione. Un punto di vista che Hamas non condivide.
Quanto alla richiesta di Israele che Hamas fermi il contrabbando di armi attraverso i tunnel tra Gaza ed Egitto, un’altra delle richieste avanzate da Gerusalemme, Salah al-Bardawil ha risposto che Hamas non è uno Stato, e per fermare il contrabbando servirebbe la cooperazione di tutti gli Stati circostanti. In ogni caso, “Hamas non è d’accordo a bloccare l’importazione di armi perché questo significherebbe la fine della resistenza”. Hamas ha fatto sapere anche al Cairo di essere disposta a un cessate il fuoco di almeno un anno se fosse riaperto il valico di Rafah con l’Egitto per far passare gli aiuti e i materiali per la ricostruzione della Striscia. Proseguono intanto le trattative tra i dirigenti islamici e l’Egitto per arrivare a una tregua nella Striscia. Il capo dei servizi segreti egiziani Suleiman sa che che senza un accordo di riconciliazione nazionale tra Hamas a Gaza e Fatah in Cisgiordania, le speranze di pace si riducono al lumicino. Anche di questo stanno discutendo al Cairo. Ma una delle questioni più calde nella complessa partita a scacchi che si è aperta in Medioriente dopo la fine della guerra è quella delle elezioni israeliane del 10 febbraio. Chi capitalizzerebbe dal punto di vista elettorale un’eventuale rilascio di Shalit in cambuio della sostanziale fine del blocco? Il falco Netanyahu o il duo Barak-Livni?
- Mercoledì 4 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 4 Febbraio 2009 alle 12:21 wargame ha scritto:
Penso sia veramente ora, che questo ragazzo sia liberato, e che torni a casa dai suoi.
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