E’ stato approvato dal Parlamento di Strasburgo l’appello alle autorità brasiliane affinché tengano conto delle sentenze italiane di condanna di Cesare Battisti. La risoluzione, approvata dall’europarlamento con appello nominale, è stata approvata con 46 voti a favore, 8 contro e nessun astenuto. Panorama.it ha ricevuto la lettera che ieri la giallista Fred Vargas, firmataria assieme a Daniel Pennac e altri intellettuali dell’appello a favore dell’ex terrorista rosso, ha inviato al Presidente Ue, Hans-Gert Pöttering, per cercare di convincere gli eurodeputati a non votare la risoluzione di appoggio alla richiesta di estradizione che Roma ha inviato a Brasilia.
Signor Presidente,
Dopo aver saputo che il Parlamento Europeo esaminerà giovedì 5 febbraio il caso di Cesare Battisti, mi permetto di portare alla sua conoscenza e a quella dei deputati le informazioni fondamentali che hanno motivato la decisione del ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, e che ritengo necessarie per una vostra comprensione oggettiva del caso.
Prima del processo che ha condannato in contumacia all’ergastolo, Cesare Battisti era stato giudicato in Italia in un processo contro di lui e contro altri imputati durante il quale era presente (1979-1981). In quel frangente Battisti è stato condannato a 12 anni di carcere per attività sovversiva e porto illegale d’armi – fatti da lui mai negati – non essendo stato in nessun momento accusato di qualsiasi partecipazione nei quattro omicidi commessi dai Pac, il suo antico gruppo politico (13 i casi di tortura denunciati durante questo processo).
Il secondo processo contro il gruppo è iniziato nel 1982 (1982-1993). Cesare Battisti, assente e senza conoscere questo fatto, non ha avuto diritto ad una difesa normale: tre procure false sono state fabbricate per “rappresentarlo” in questi 11 anni (i legali d’ufficio, secondo la scrittrice, sono stati nominati, con l’imputato in contumacia, usando firme apposte in precedenza dallo stesso Battisti ndr). I suoi accusatori e, in particolare l’antico capo del gruppo, sono stati considerati “pentiti” o “dissociati” dal gruppo, ottenendo benefici con riduzioni di pene in cambio di delazioni. Di conseguenza Battisti è stato l’unico del suo gruppo a ricevere un ergastolo.
Vari altri elementi dimostrano che Cesare Battisti non ha partecipato agli omicidi per i quali è stato condannato. Questo insieme di informazioni ha consentito alle autorità brasiliane di riconoscere che il processo è stato sostanzialmente viziato, che la colpevolezza di Battisti era dubbia e che la pressione violenta del governo italiano conferma una persecuzione politica nei suoi confronti. Le autorità e la magistratura italiana non vogliono che siano rivelate le terribili irregolarità dei 4.700 processi degli anni di piombo attraverso questo caso altamente simbolico.
Numerose personalità brasiliane appoggiano la decisione, competente e basata sui fatti, del ministro Tarso Genro. Tra queste il senatore Eduardo Matarazzo Suplicy e uno dei giuristi più rispettati del paese, Dalmo Dallari, e con me si mettono a sua disposizione per informazioni più dettagliate. Spero che il Parlamento Europeo non si pronunci a favore dell’estradizione di un uomo la cui colpevolezza suscita grandi dubbi e che la giustizia italiana, per 11 anni, ha giudicato con l’aiuto di false procure (che colloco a sua disposizione).
Riceva, Signor Presidente, la mia più alta considerazione
Fred Vargas
- Giovedì 5 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 5 Febbraio 2009 alle 20:10 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Giusto è ora di pagare! L’Unione Europea però doveva anche chiedere la confisca dei suoi beni per risarcire il Popolo Italiano e le vittime: strano che com’è successo a me per i 42 giorni di fermo dopo il mio ferimento, L’USSL ha pagato il danno, mai chiesto risarcimento a chi l’ha causato. Credo che questo debba legiferate non vi pare?vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.
Il 6 Febbraio 2009 alle 3:15 paolo.manzo ha scritto:
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 febbraio 2009 sul rifiuto di estradare Cesare Battisti dal Brasile P6_TA-PROV(2009)0056 Rifiuto dell’estradizione dal Brasile di Cesare Battisti
Il Parlamento europeo,
– vista la sua proposta di raccomandazione destinata al Consiglio sul partenariato strategico Unione europea-Brasile (B6-0449/2008),
– visto l’accordo quadro di cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica federativa del Brasile,
– visto il caso del cittadino italiano Cesare Battisti, la cui estradizione dal Brasile è stata richiesta dall’Italia ed è attualmente negata dalle autorità brasiliane,
– visto l’articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che Cesare Battisti è stato condannato in contumacia con sentenze definitive emesse dalle autorità giudiziarie italiane per aver commesso quattro omicidi, oltre che per banda armata, rapine, detenzione di armi e atti di violenza a mano armata,
B. considerando la fuga in Francia di Cesare Battisti nel 1990 e la definitiva decisione del 2004 del Consiglio di Stato e della Corte di cassazione francesi di autorizzare la sua consegna alle autorità italiane,
C. considerando che a seguito di tale provvedimento Cesare Battisti si rese latitante, sino al suo arresto avvenuto in Brasile nel marzo 2007,
D. considerando che Cesare Battisti ha presentato ricorso contro la sua estradizione in Italia presso la Corte europea dei diritti dell’uomo e che tale ricorso è stato dichiarato inammissibile nel dicembre 2006,
E. considerando che il 17 gennaio 2009 il governo brasiliano ha attribuito a Cesare Battisti lo status di rifugiato politico e ha pertanto negato la sua estradizione, sostenendo che il sistema giudiziario italiano non fornisce sufficienti garanzie per quanto attiene al rispetto dei diritti dei detenuti,
F considerando che l’attribuzione dello status di rifugiato politico deve essere conforme alle norme definite dal diritto internazionale,
G. considerando che tale decisione può essere interpretata come una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’Unione europea, la quale è fondata, tra l’altro, sul rispetto dei diritti fondamentali e della legalità, che comprende il rispetto dei diritti dei detenuti, e che tali principi sono condivisi da tutti gli Stati membri,
H. considerando che le relazioni economiche, commerciali e politiche tra il Brasile e l’Unione europea sono ottime, in continua espansione e basate, tra l’altro, su principi condivisi quali il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto,
I. considerando che il Brasile, con il pieno sostegno degli Stati membri dell’Unione europea, sta assumendo un ruolo di spicco a livello internazionale e che la sua partecipazione al vertice del G20 tenutosi a Washington lo scorso novembre, così come ai futuri incontri di questo tipo, sono un segnale della sua crescente responsabilità a livello internazionale,
1. rileva che sono stati avviati dei procedimenti giudiziari e che la decisione definitiva delle autorità brasiliane sarà probabilmente resa nelle prossime settimane;
2. confida che il riesame della decisione sull’estradizione di Cesare Battisti terrà conto della sentenza emessa da uno Stato membro dell’Unione europea nel pieno rispetto dei principi di legalità su cui si fonda l’Unione europea;
3. auspica che, alla luce di tali osservazioni, le autorità brasiliane possano prendere una decisione basata sui principi comuni che il Brasile e l’Unione europea condividono;
4. ricorda che il partenariato tra l’Unione europea e la Repubblica federativa del Brasile è fondato sul riconoscimento reciproco che entrambe le parti rispettano la legalità e i diritti fondamentali, compreso il diritto alla difesa e il diritto a un processo giusto ed equo;
5. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo del Brasile, al Presidente della Repubblica federativa del Brasile, al Presidente del Congresso brasiliano e al Presidente della commissione parlamentare del Mercosur.
Il 6 Febbraio 2009 alle 13:43 shift ha scritto:
Questa della Fred Vargas ha l’aria di una barzelletta, pure senza capo ne’ coda!
E’ ovvio che se uno e’ in contumacia, cioe’ s’e’ “dato”, in altre parole e’ scappato, il processo avviene lo stesso in assenza dell’imputato e con Difensori d’Ufficio, ovviamente nominati dal tribunale stesso, non di certo dal Battisti.
Percio’ di che diavolo di firma del Battisti parla la Fred Vargas?
Non ce n’era alcun bisogno, altrimenti qualsiasi imputato gli sarebbe sufficiente squagliarsela o non firmare per dichiarare che l’hanno processato ingiustamente.
In piu’ la signora in questione adesso si attacca alla correttezza formale dei procedimenti, dimenticando del tutto i fatti che riguardano il terrorista e assassino Cesare Battisti.
Ben quattro omicidi!
Di cui due eseguiti personalmente da lui medesimo e uno dei quali, un povero macellaio ucciso per rapina davanti agli occhi del figlio, colpito lui medesimo e finito in carrozzella.
Certo che questi sinistri hanno la faccia di tolla pur di tentare di rivoltare le frittate, quando non ci riescono con l’ipocrisia.
Non c’e’ proprio neinte da discutere sul caso, solo da infilare in galera il fantomas di turno della sinistra.
Il 9 Febbraio 2009 alle 11:40 Le domande a cui Cesare Battisti non risponde » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Caso Battisti, la lettera al parlamento Ue della scrittrice Fred Vargas [...]
Il 18 Luglio 2010 alle 7:46 Notizie dai blog su Fred Vargas: Sotto i venti di Nettuno ha scritto:
[...] Sì di Strasburgo alla risoluzione contro Battisti. Esclusivo: la lettera al Parlamento Ue di Fred Vargas E’ stato approvato dal Parlamento di Strasburgo l’appello alle autorità brasiliane affinché tengano conto delle sentenze italiane di condanna di Cesare Battisti . La risoluzione, approvata dall’europarlamento con appello nominale, è stata approvata con 46 voti a favore, 8 contro e nessun astenuto. Panorama. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
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