Nel timore che possa risvegliare la memoria sulla tragedia di Piazza Tiananmen, il Partito Comunista Cinese interviene a Pechino per oscurare anche le espressioni artistiche che ricordano la sanguinosa repressione del 1989. Durante la cerimonia di inaugurazione a Pechino della “20 Year Anniversary of China Avant-Garde Exhibition“, un gruppo di studenti ha colto l’occasione per organizzare un piccola dimostrazione, che la polizia cinese ha immediatamente bloccato, approfittandone per fermare anche la cerimonia. Tra gli ospiti si era vociferato ci sarebbe stata anche la figlia di Zhao Ziyang, l’ex premier che aveva sostenuto gli studenti nel 1989 e che, per questo, fu epurato dal Partito subito dopo gli scontri in piazza. Gao Minghu, curatore della mostra, si aspettava che la polizia avrebbe reagito all’assembramento. Dal suo punto di vista, “nonostante siano passati vent’anni, in Cina non è cambiato niente”. Alla Galleria Jinri, sempre a Pechino, è stata proibita la messa in onda di un documentario intitolato “Sette peccati mortali”, anche questo per i riferimenti apparentemente troppo espliciti al 1989.
- Venerdì 6 Febbraio 2009

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