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La Svizzera al voto sulla libera circolazione dei lavoratori Ue

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  • Tags: bulgaria, europa, romania, Svizzera, ue
  • 2 commenti

svizzera

Sui manifesti affissi nelle strade di Zurigo, Lugano e Ginevra appaiono tre corvi neri che si avventano minacciosi su una Svizzera piccina piccina. Così hanno deciso di rappresentare il proprio dissenso coloro che non vogliono l’abbattimento delle barriere alla circolazione delle persone anche per i cittadini di Romania e Bulgaria, gli ultimi paesi entrati nell’Ue. Gli svizzeri sono chiamati a esprimersi sul rinnovo della libertà di circolazione con l’Ue e la sua estensione ai nuovi membri, domenica 8 febbraio, in un referendum che prevede anche il rinnovo di una serie di accordi bilaterali faticosamente raggiunti tra la confederazione elvetica e l’Unione europea.

A guidare il fronte del no è l’SVP  (in italiano, l’Unione democratica di centro Udc), un partito di estrema destra che agita lo spauracchio dell’invasione di disoccupati e rom dall’Europa dell’est a caccia di un posto di lavoro. “Il pacchetto sulla libera circolazione sarebbe di fatto un lasciapassare per tutto e tutti. Le conseguenze sul nostro paese sarebbero abnormi. Più disoccupazione, salari più bassi, previdenza sociale alla rovina, criminalità”  tuonano dal sito della campagna che ricorda molto da vicino quella, dal sapore razzista, delle elezioni legislative del 2007. Tre pecore bianche che cacciano la pecora nera fuori dalla bandiera rosso-crociata, prendendola a calci. Dalle urne, allora, l’SVP uscì vittoriosa conquistando il 29 per cento dei voti e 61 deputati su 200 alla camera bassa.

L’accordo sulla libera circolazione tra Svizzera e Unione europea è entrato in vigore nel giugno del 2002. Tre anni dopo con un referendum gli svizzeri hanno accettato l’estensione del trattato ai dieci paesi che sono entrati nell’Ue nel 2004. Attualmente gli europei possano vivere e lavorare senza particolari restrizioni in Svizzera e gli svizzeri possono a fare lo stesso, alle medesime condizioni, nei paesi europei. La libertà, però, è totale solo per i vecchi membri dell’Ue, per Cipro e per Malta, mentre per gli stati baltici e le repubbliche dell’Est che si sono seduti al tavolo europeo nel 2004, è prevista una sorta di quota negli ingressi in Svizzera applicata fino al 2011, ovvero per sette anni dall’entrata in vigore dell’accordo.

Gli opposti estremismi antieuropei. Domani la Svizzera dovrà decidere se confermare definitivamente l’accordo o rescinderlo e, contemporaneamente, se estenderlo a Romania e Bulgaria che loro volta per sette anni dovranno sottostare al sistema della quote. Contrariamente alle indicazioni del Consiglio federale, il parlamento ha deciso di riunire le due questioni in un unico decreto. Non è realistico, secondo i legislatori, supporre che l’UE accetti di mantenere la libera circolazione delle persone con la Svizzera se questa non intende estenderla ai nuovi membri. Questa decisione ha provocato parecchi malumori nelle forze politiche, soprattutto nella destra dell’Unione democratica di centro, che ora si batte per il no insieme all’estrema sinistra, convinta che la libera circolazione dei lavoratori sia un danno.

Cooperazione commerciale e scientifica. Oltre che sulla libera circolazione, gli elvetici sono chiamati a esprimersi sul rinnovo anche di altri accordi bilaterali in materia di scambi commerciali, cooperazione scientifica, appalti pubblici trasporto, inclusi nello stesso pacchetto di accordi di cui fa parte quello sulla libera circolazione. Il no a quest’ultimo manderebbe all’aria tutto con conseguenze ancora tutte da calcolare.

Più del 60 per cento delle esportazioni svizzere è diretto all’Unione europea: l’interscambio tra la Confederazione elvetica e i 27 membri Ue genera vale 1 miliardo di franchi svizzeri al giorno. “La nostra economia ha beneficiato molto della libertà di circolazione dei lavoratori” ha chiarito Adrian Sollberger, ufficio dell’integrazione europea dell’amministrazione elvetica.  “Il trattato ha reso possibile la creazione di 250 mila posti di lavoro e ha permesso la crescita di un punto del Pil”.

In Svizzera vivono 600 mila cittadini europei, mentre 400 mila svizzeri risiedono nei paesi dell’Ue. La temuta ondata migratoria verso la Confederazioni elvetica non c’è stata, al punto che non sono stati richiesti neppure tutti i permessi di soggiorno previsti dai contingenti.

Se vince il no, avverte il consiglio federale, le ripercussioni sarebbero gravissime: “La Svizzera guadagna un franco su tre grazie agli scambi economici con l’UE. Gli Accordi bilaterali costituiscono il pilastro di queste relazioni. Qualora fossero annullati, le imprese svizzere risulterebbero svantaggiate rispetto ai loro concorrenti europei. La piazza economica elvetica s’indebolirebbe e le aziende sarebbe costrette a delocalizzare all’estero la loro produzione con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro. I danni per il mercato del lavoro e il benessere della Svizzera sarebbero incalcolabili”.

Guarda il video della trasmissione MicroMacro (TSI)  sulla libera circolazione

  • froiatti
  • Sabato 7 Febbraio 2009
Gaza, trattative per la tregua. Shalit forse libero prima delle elezioni »
« Biden presenta al mondo il “Nuovo approccio” Usa

Commenti

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Il 8 Febbraio 2009 alle 15:22 La Svizzera dice “Sì”. Vittoria per gli europeisti » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Sì. Oui. Ja. Un passo verso l’Europa. Tutta, anche quella che fa paura e include Bulgari e Romeni. La Svizzera ha deciso: le urne hanno chiuso alle 12 e in tutte le proiezioni appare chiara la vittoria del “Sì” al referendum dell’8 febbraio. Secondo le prime proiezioni della Radio e televisione svizzere, tra il 55 ed il 60% dei votanti avrebbero approvato l’accordo sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea nel territorio elvetico. E viceversa. Ma tra i punti sottoposti al quesito referendario c’è anche l’estensione dell’accordo ai nuovi membri dell’Unione, Bulgaria e Romania incluse. E proprio la paura dell’immigrazione dall’Est è stata la carta giocata dal primo partito del paese, l’Udc di Cristoph Blocher, con il suo manifesto per il “no” in cui tre corvacci neri si cibavano della bandiera elvetica. Ma alla fine ha prevalso l’apertura all’Europa: difficile tornare indietro dopo anni (il primo accordo è del 2002) di frontiere aperte e con molti lavoratori svizzeri andati a cercare fortuna fuori dai cantoni. LEGGI ANCHE: LaSvizzera al voto sulla libera circolazione dei cittadini Ue [...]

Il 9 Febbraio 2009 alle 15:03 shift ha scritto:

I politici, finanzieri e imprenditori della Svizzera sono riusciti nel loro intento, con il ricatto economico a far aderire gli svizzeri alla farsa che rappresenta l’Unione Europea.

Naturalmente tutte le forze politiche, finanziarie ed imprenditoriali europee, in perfetto accordo con gli ideologi di sinistra, il cui scopo e’ del tutto diverso ma considerano una fase preliminare questa miscellanea di popoli, ovviamente brindano al loro primo successo a livello di popolo, visto che finora hanno preso solo mazzate dai referendum francesi, olandesi, irlandesi mentre in Gran Bretagna c’e’ maretta, con i sindacati sul piede di guerra per il lavoro agli autoctoni, come nel caso della Total e dei lavoratori italiani impiegati in quei luoghi.

Anche Panorama si accoda all’alleluia di tutti costoro, visto che ne rappresenta gli interessi.

Tutto ciò e’ tragico perché distruggerà le singole nazionalità, le singole culture, i singoli confini in quanto l’intento di tutti costoro e’ l’agglomerato economico nel primo caso e per le sinistre l’agglomerato ideologico.

I popoli e i singoli individui saranno considerati peggio che semplici numeri, semplice massa di lavoro da gestire come meglio si crede e senza alcuna opposizione possibile nel primo caso, e semplice massa informe senza principi da gestire come meglio si crede, nel caso delle sinistre.

In parte ciò avviene di già nei singoli popoli, cosa che ovviamente crea dei forti contrasti con i principi, le culture, la storia e quindi contrasti non facilmente superabili da tutti costoro con coloro che a tutti questi valori sono profondamente connessi.

“Gli Italiani e i cittadini degli altri Stati europei a loro volta sono costretti dai propri governanti a lasciarsi conquistare, spodestare, senza poter neanche aprire bocca per difendersi perché il grande progetto europeo consiste proprio in questo: la cancellazione della cultura occidentale.”
Tratto da un articolo di: Ida Magli da “italiani liberi”

In tutto questo c’e’ sicuramente dietro grossi investimenti di denaro arabo, visto che possiedono quasi la meta di tutto il denaro circolante in tutto il mondo, che trova conveniente “mischiare” le identità dei vari popoli facendogli perdere l’ultimo baluardo all’invasione dei “veri” credenti.

“E’ da tanto tempo che si parla di invasione islamica, di islamizzazione portata avanti con intenzionalità e attuata in Europa,semplicemente attraverso quella che si fa passare, come una innocua emigrazione.

Ho già avuto modo di scrivere, su questo argomento e di avervi offerto opinioni anche diverse dalle mie.

Ora però c’è qualcosa che lo prova.

In Francia esiste un dossier che dimostra la strategia dei Fratelli musulmani per conquistare l’Europa.

Al primo punto si trova questo: allearsi con la sinistra no global e i cattolici terzomondisti.

Al secondo: dissimulare.”
Tratto da: Lisistrata

“Fukuyama: «L’Europa è a rischio»

Il politologo americano: «Il fallimento del sogno multiculturale mina le fondamenta della democrazia»

L e moderne società liberali in Europa e Nord America tendono ad avere identità deboli; molti celebrano il loro pluralismo e multiculturalismo, sostenendo che la loro identità in effetti è non avere identità.”
tratto dal Corriere della sera

Come giustamente scrive Ali Sina un iraniano apostata:
“I Marxisti non sono soltanto nemici di tutte le religioni, ma vedono anche il patriottismo come un problema.

Sperano di stabilire una dittatura mondiale dei proletari.

Anche gli Islamisti vedono il patriottismo come un problema.

Il loro obiettivo è creare un Califfato globale Islamico.

Di conseguenza entrambi questi gruppi fanno odiare alla gente il proprio passato e la propria eredità culturale.

Per soggiogare le persone ed imporre su di loro il proprio ethos, occorre prima derubarle della propria identità.

Devi far loro odiare la loro cultura, le loro tradizioni, i loro costumi, il governo, e la religione.

Queste cose danno forza alle persone.

Svestite della propria identità, diventano come creta nelle tue mani.

Una volta private della proprie radici, è possibile plasmarli a proprio piacimento.

Questo è esattamente quello che fanno i Marxisti e i Musulmani.”

E aggiungo quello che fanno gli attuali politici, finanzieri, imprenditori europei, convinti di fare esclusivamente i loro interessi, piaccia o non piaccia ai vari popoli europei, non rendendosi conto minimamente che stanno facendo gli “apprendisti stregoni”, manovrati e sospinti anche dai soldi islamici e dall’ideologia di sinistra.

Il tutto fatto solo con accordi tra governi senza alcuna approvazione diretta dai vari popoli, quindi senza nemmeno una Costituzione, che sarebbe dovuto essere il primo passo, invece di procedere all’incontrario per non dover subire il rifiuto elettorale.

Nel caso della Svizzera hanno avuto il primo successo, ma con il ricatto di perdita economica e di lavoro.

In pratica e’ come se avessero costretta una piccola botteguccia a divenire una succursale del supermercato a fianco, pena l’inevitabile chiusura, di conseguenza anche se restii si e’ costretti ad accettare.

Le “magie” degli apprenditi stregoni sfuggiranno dalle mani di costoro, a danno dei popoli europei e delle loro identità, per essere utilizzate da i veri conquistatori e invasori: i musulmani.

In quanto a quelli di sinistra sono così presi dal loro fanatismo di distruzione del mondo libero che appoggiano costoro, senza pensare o badare che per loro in un mondo del genere non c’e’ futuro, saranno i primi a soccombere perché i musulmani non ammettono nessun altro fanatismo che il loro, dopo tanto aver operato a tradire la loro stessa civiltà e nazioni.

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