- Tags: pirateria, somali, Somalia
- Lascia un commento

Pirati somali ancora all’arrembaggio nelle acque del Golfo di Aden dove negli ultimi giorni sono state sequestrate una petroliera tedesca e un cargo degli Emirati Arabi Uniti a fronte del rilascio, dietro pagamento di un lauto riscatto, della nave ucraina Faina carica di armi dirette in Kenya e di un peschereccio d’altura cinese.
La motonave Faina, sequestrata in settembre, è stata rilasciata dopo lunghe trattative che hanno ridotto il riscatto a 3,2 milioni di dollari contro i 20 richiesti inizialmente mentre nel 2008 111 navi sono state attaccate dai pirati somali che ne hanno catturato 42 incassando almeno un centinaio di milioni di dollari. Nonostante siano ormai due dozzine le navi da guerra schierate nell’area il fenomeno non accenna a diminuire forse anche perché la flotta internazionale non è in grado di coprire un’area che marittima che si estende da Gibuti alle coste del Kenya e anche quando intervengono a difesa di navi mercantili, le forze navali si limitano quasi sempre a mettere in fuga i pirati senza aprire il fuoco.
Oltre alla flotta americana (Task Force 150) e a quella europea (Operazione Atalanta) sono presenti nell’area due navi cinesi, una russa, due indiane, due iraniane e una malese mentre sono attese almeno due fregate turche inviate da Ankara dopo il sequestro di tre cargo nazionali e due cacciatorpediniere giapponesi.
Uno sforzo militare costosissimo non solo perché richiede l’impiego di navi del valore di centinaia di milioni di euro ma anche per gli elevati costi di mantenimento di queste unità navali per turni prolungati in quelle acque. Improbabile che gli equipaggi delle navi mercantili abbiano la capacità e la convenienza ad esporsi in pericolosi tentativi di difesa per i quali non sono addestrati ma al tempo stesso è evidente che una forza navale così imponente è paradossalmente anche così inutile dal momento che nessuno applica quanto previsto dall’ultima risoluzione dell’Onu che in dicembre autorizzò l’attacco diretto alle basi dei pirati sulla costa somala.
Il prolungarsi della crisi che ha raggiunto l’apice già dal giugno scorso, rischia poi di facilitare improbabili giustificazioni ideali all’opera dei criminali del mare come dimostrano le dichiarazioni del leader libico Muhammar Gheddafi, presidente di turno dell’Unione Africana, che il 6 febbraio è sceso in campo in difesa dei pirati somali. “Non è pirateria, è autodifesa, stanno difendendo il cibo dei loro figli” ha dichiarato il leader libico al giornale keniota Daily Nation aggiungendo che la pirateria “è una risposta all’avidità delle nazioni occidentali che invadono e sfruttano illegalmente le risorse delle acque territoriali somale”.
- Martedì 10 Febbraio 2009

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.