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Il “New-New deal” di Obama è pronto a partire. La Camera dei Deputati Usa ha dato il via libera al piano di stimolo all’economia da 787 miliardi di dollari presentato dalla nuova amministrazione. Sono mancati però i voti dei repubblicani, schierati compatti per il no: il voto finale è stato 246 favorevoli e 183 contrari. Obama proprio nel tentativo di garantirsi i voti di parte dell’opposizione aveva inserito sensibili tagli alle tasse per la classe media, ma alla fine il partito dell’elefante si è ricompattato contro il piano economico, mandando all’aria i sogni di Obama di una prima fase della sua presidenza caratterizzata da un sostegno bipartisan alle sue scelte. La schiacciante maggioranza democratica ha comunque fatto dormire sonni tranquilli al presidente, anche se alcuni esponenti del suo partito avevano espresso più di un dubbio, sensibili alle voci repubblicane che qualificavano il piano del ministro del Tesoro Timothy Geithner come un inutile e mastodontico aumento della spesa pubblica. Ma alla fine la disciplina imposta dalla speaker Nancy Pelosi ha avuto la meglio: “Il popolo americano ci guarda e aspetta” così ha detto la dirigente democratica, “questo piano creerà lavoro e non è più rimandabile”. Nelle prossime ore il piano andrà al vaglio del Senato, dove è necessaria una maggioranza di 60 voti. I democratici hanno 58 seggi alla camera alta, ma Obama può contare su tre senatori repubblicani che si sono schierati con lui e che gli hanno già garantito una maggioranza di 61 voti durante la seduta che ha dato il via libera preliminare al testo definitivo del piano. Da lì il passo successivo sarà sulla scrivania del presidente, per l’approvazione definitiva.
La legge è frutto dei negoziati tra l’equipe economica della presidenza e i rappresentanti del Senato e giunge solo tre mesi dopo l’intervento da 700 milardi firmato da George W. Bush. Una spesa pubblica enorme, che preoccupa parecchio i repubblicani: “il debito sarà pagato dalle prossime generazioni di americani” ha detto il repubblicano Jerry Lewis. Ora si attende il responso di Wall Street, che nel giorno dell’accordo al Senato aveva mostrato scetticismo, chiudendo in negativo.
Il pacchetto di stimoli, secondo quanto si è appreso dal Congresso, prevede che dei 787 miliardi, il 38% circa sarà destinato agli sgravi fiscali, il 24% alla spesa pubblica e il 38% agli aiuti. Ben 29 miliardi saranno destinati alla costruzione e riparazione di strade, ponti e infrastrutture. Altre misure previste dal piano sono ancora sotto osservazione. In particolare la clausola “buy america”, per la quale la Casa Bianca è stata accusata di protezionismo e sulla quale probabilmente ci sarà una parziale marcia indietro a favore delle imprese estere che hanno già contratti negli Usa. Mentre dovrebbe passare la clausola presentata dal democratico Chris Dodd per imporre per legge un limite ai bonus dei top manager delle banche che hanno ricevuto aiuti dal governo: non i 500mila dollari annuali di cui si era parlato ma comunque un tetto di un terzo dei compensi attuali. ”Abbiamo la chance” ha commentato Obama “che capita una volta ogni generazione, di agire in modo forte, trasformare le avversita’ in opportunita’ e usare la crisi come chance di trasformare la nostra economia per il 21mo secolo”. Il pacchetto, ha detto il “commander in chief”, sarà ‘’solo l’inizio” per far tornare a girare l’economia: lo stimolo è un investimento per la crescita. ”La nostra ripresa sara’ misurata - ha aggiunto - in anni e non in mesi”.
- Venerdì 13 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 13 Febbraio 2009 alle 23:44 jimmie01 ha scritto:
E se il piano non funzionera’? Cosa si inventera’il Signor Obama? In un anno se la situazione economica non migliorera’ saranno guai grossi per il Presidente mezzo bianco e mezzo nero. Non voglio fare il menagramo, ma un intervento massiccio dello Stato nell’ economia non e’ quello che sta’ accadendo in Italia da sempre? E quali sono i risultati? Ho il sentore che molto presto gli americani si sveglieranno e capiranno l’ errore fatto eleggendo un ” community activist ” alla Presidenza; molto presto si accorgeranno del prezzo da pagare per aver eletto un personaggio che prima di frequentare le migliori universita’ degli States, frequento’ una madrass.Jimmie01
Il 14 Febbraio 2009 alle 16:36 davide.sher ha scritto:
un estratto del discorso di Obama ai democratici per spingere il suo piano:
Durante l’incontro annuale dei Democratici della Camera USA, che si è tenuto a Williamsburg, in Virginia, giovedì scorso, il neo-eletto presidente Obama non ha usato giri di parole, definendo “argomentazioni fasulle” tutte le critiche che sono state indirizzate alla sua proposta di stimoli per rilanciare l’economia americana.
“Non possiamo affidarci alle stesse politiche che negli ultimi otto anni hanno fatto raddoppiare il debito pubblico e sbandare la nostra economia”, ha dichiarato Obama. “Non possiamo abbracciare la formula perdente secondo cui l’unico modo di risolvere ogni problema è tagliare le tasse, ignorando problemi urgenti come la nostra assuefazione al petrolio straniero, la crescita esponenziale dei costi della sanità, o il decadimento di scuole, ponti, strade e argini fluviali”, ha aggiunto, con ovvi riferimenti a quelli che sono stati alcuni dei più eclatanti falimenti dell’amministrazione Bush: il dramma dell’uragano Katrina a New Orleans nel 2005 e il crollo del Mississippi River Bridge sull’autostrada I35W in Minnesota nel 2007.
“Non importa se state guidando un SUV o un’auto ibrida: se state andando verso un precipizio dovete cambiare direzione”.
Obama ha poi precisato di aver apprezzato le critiche costruttive espresse nei confronti del pacchetto di stimoli, che prevede una spesa di circa 800 miliardi di dollari (dopo che Bush ha appena stanziato circa 1.000 miliardi di dollari per salvare banche e istituti di credito colpiti dalla crisi della finanza) da destinare in parti più o meno uguali a ridurre le tasse e a investire nelle infrastrutture e nei servizi per i cittadini.
“Quando siamo entrati per la prima volta nell’Ufficio Ovale abbiamo trovato un debito pubblico raddoppiato. Il popolo americano non ci ha eletto per per ripetere gli stessi ritardi, le stesse distrazioni e le stesse chiacchiere inutili. Gli americani non hanno votato per ripristinare le false teorie del passato, non hanno votato per discussioni futili e non hanno votato per mantenere lo status quo”, ha rincarato Obama più volte interrotto dagli applausi.
Secondo il piano d’azione della nuova amministrazione il pacchetto di stimoli all’economia è solo il primo passo. Poi bisognerà risolvere i problemi sulle insolvenze dei mutui, stilare il nuovo budget, affrontare i problemi fiscali e implementare una nuova regolamentazione del mondo finanziario.
“Il pacchetto di stimoli non è un gioco - ha concluso - se non ci muoviamo rapidamente per renderlo effettivo, un’economia che è già in crisi andrà verso una catastrofe certa. Questa non è la mia opinione, non è l’opinione di Nancy Pelosi (Speaker dei Democratici della Camera) ma è l’opinione dei migliori economisti del Paese. E alcuni di loro in passato hanno cercato, senza successo, di consigliare quelle stesse persone che oggi criticano il mio piano di salvataggio”.
Il 15 Febbraio 2009 alle 0:43 jimmie01 ha scritto:
L’ opinione dei migliori economisti del Paese? Ma di quali economisti parla Mr. Obama? Tutti quelli che si sentono, ad eccezione del Prof. Krugman, premio nobel per l’ economia 2008, dicono che il piano non funzionera’. L’ ultima volta che mi sono sintonizzato su CNBC c’era circa venti luminari dell’ economia che erano contrari al piano di stimolo. Questo qui sta’ dando i numeri. E poi, perche’ non si dice cosa e’ successo nella seduta di borsa successiva all’ approvazione del pacchetto di stimolo? Gli indici della borsa erano tutti in negativo. Ecco, qual’e’ l’opinione che conta davvero a parte quella degli economisti. Obama, why don’t you do a pay roll tax cut, invece di ricorrere alle teorie Keynesiane? Jimmie01
Il 15 Febbraio 2009 alle 14:20 shift ha scritto:
Obama e’ tutto matto, sta andando contro le leggi di mercato, proprio come tentò di f are l’URSS sovietica finendo come tutti sappiamo, con una mano davanti e una di dietro.
Tentare di far riprendere l’economia americana solo con lavori pubblici e interferenze nel settore privato e’ come mettersi davanti ad una macchina lanciata a folle velocità, lui, i suoi investimenti e tutti gli USA verranno investiti.
Forse riuscirà a farne rallentare la corsa, ma di sicuro danneggerà perfino la macchina oltre che sé stessi.
Per di più aumentando le tasse toglierà denaro dalle tasche degli americani, che potrebbero tornare utili per fare qualcosa di veramente utile in altri momenti, invece di buttarli al vento.
Un nemico degli USA non sarebbe riuscito a fare di meglio.
Speriamo solo che i contrappesi politici della presidenza, appena vedranno i primi risultati, lo pongano in empeachment e lo allontanino dalla Casa Bianca, può solo che andare a fare gli show.
Il 15 Febbraio 2009 alle 15:11 vincenzoaliascontadino ha scritto:
UGUALE DESTINI: BERLUSCONI E BARAK HUSSEIN OBAMA
Ve lo annunciavo che…e, non è finita! Quando l’Hilary prenderà il volo resterà chiuso ed aperto al fuoco opposizione e da suoi che lo guardano storto e lo faranno nero altro che abbronzato. I fatti rimangono fatti non sono i 787 mld che scivolano via verso i meandri e rivoli: ricordate l’amico di Bill come fece scivolare fiumi di soldi “ Oil For Food “ e in Italia per le “ cattedrali nel deserto“. Insomma, quei miliardi nonostante la promessa di nuovi aiuti ai disoccupati e di nuovi sussidi sanitari, oltre che d’ulteriori 100 miliardi per gli Stati che compongono l’Unione: Obama ha stravinto per una novità, ma quale? Che piaccia o no, George Bush. J. ha difeso la Patria dal terrorismo nonostante i risultati d’evidente terrorismo strisciante di Al Qeada ora in Irak si vota! Risultati mediocre dovuto? In parte dall’ONU e all’Unione Europea che non sono Stati “ Uniti ” per colpa dei tanti degli ex mercenari della fu Urss che cambiato il nome, ma come scrisse William Shakespeare: ” Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.” In poche parole, rimasti Comunisti come quelli d’Italia del PD che sono ancora con mentalità del PCI e intanto per una Legge e mentalità cretina si subisce stupri e violenza e accuse di razzismo e di mafia da chi non ha nemmeno titolo per farlo come il Brasiliano Tarso Genro e il Romeno Cristian Diaconescu. Quindi se Barak Hussein Obama non prende lui le redini, anche se sotto consigli dei tecnici i falchi lo seppelliranno Politicamente. I temi sono tanti primo è l’alfabetazzazione dei deboli non con sigla ISSSS cioè; Infrastrutture non d’assistenza, ma diritti a tutti alla Scuola, Sanità e Servizi di Sicurezza che come abbiamo visto con gli aerei caduti la paura fa 90! In Italia lo stesso con Berlusconi che gli stupri sono un’emergenza Nazionale che piaccia o no, ad ermellini Rossi, Di Pietro, Cgil, Napolitano o Comunisti s’addafare! Poiché come negli USA la viltà è solo dei deboli. Oggi chi va in galera deve restarci e, non com’è successo per Contrada negata, un riesame o come il condannato a morte in USA, negato il DNA: negare visibilità a Di Pietro e i senza Valori alla Franceschielli. come Orlando e sue teorie del menga “ tenzone ” Falcone! vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.
Il 14 Marzo 2009 alle 14:25 Attacco alla Casa Bianca: Wall Street contro Obama » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il piano finanziario non funziona Forse il problema è di tono, come nota Edward Yingling, direttore dell’associazione bancaria Usa: “L’incapacità di distinguere tra Wall Street e le migliaia di piccoli istituti di credito sani sta distruggendo la fiducia nell’intero sistema bancario”. Forse si tratta di una mera questione di interesse: i democratici chiedono l’abolizione del bonus per i 20 dirigenti più pagati nelle banche che ricevono aiuti dal governo, e di tassare le commissioni degli hedge fund come se fossero reddito normale (ora l’aliquota è del 15 per cento). Ma c’è pure chi pensa che ad affondare la borsa sia proprio il tentativo di salvare grandi istituti come la Citigroup (il cui titolo è precipitato sotto 1 dollaro dopo avere ricevuto 45 miliardi) o il gigante Aig (che lotta per sopravvivere dopo avere ricevuto 150 miliardi). Nel suo budget Obama ha previsto altri 700 miliardi in aiuti, che si aggiungono ai 750 già versati. [...]
Il 14 Marzo 2009 alle 14:36 Attacco alla Casa Bianca: Wall Street contro Obama - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Il piano finanziario non funziona Forse il problema è di tono, come nota Edward Yingling, direttore dell’associazione bancaria Usa: “L’incapacità di distinguere tra Wall Street e le migliaia di piccoli istituti di credito sani sta distruggendo la fiducia nell’intero sistema bancario”. Forse si tratta di una mera questione di interesse: i democratici chiedono l’abolizione del bonus per i 20 dirigenti più pagati nelle banche che ricevono aiuti dal governo, e di tassare le commissioni degli hedge fund come se fossero reddito normale (ora l’aliquota è del 15 per cento). Ma c’è pure chi pensa che ad affondare la borsa sia proprio il tentativo di salvare grandi istituti come la Citigroup (il cui titolo è precipitato sotto 1 dollaro dopo avere ricevuto 45 miliardi) o il gigante Aig (che lotta per sopravvivere dopo avere ricevuto 150 miliardi). Nel suo budget Obama ha previsto altri 700 miliardi in aiuti, che si aggiungono ai 750 già versati. [...]
Il 10 Aprile 2009 alle 23:23 Usa, deficit da record. Ma per Obama ci sono “segnali di speranza” » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il debito pubblico Usa alla fine della crisi sara` un gigante con cui fare i conti. Ma per l’economia degli Stati Uniti il gioco vale la candela, almeno secondo la squadra del presidente Obama. Il deficit di bilancio degli Stati Uniti ha toccato la cifra record di 956,8 miliardi di dollari nella prima meta` dell’anno fiscale 2009. Lo ha comunicato il dipartimento del Tesoro Usa. Il dato supera di oltre tre volte quello dell’anno precedente, a causa degli ingenti piani anticrisi varati dall’amministrazione Obama. Nel mese di marzo il deficit e` arrivato a quota 192,27 miliardi di dollari, quasi quattro volte l’analogo mese del precedente anno fiscale. Nel bilancio di marzo si contano infatti i 10,6 miliardi di dollari spesi in sussidi di disoccupazione e 46 miliardi di iniezione di liquidita` per Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi dei mutui travolti dalla crisi e finiti sotto il controllo statale. E in questo contesto Obama oggi si e` guadagnato le critiche di alcuni esponenti democratici per aver chiesto altri 83 miliardi per Iraq e Afghanistan, promettendo pero` che “sara` l’ultima volta”. Ma secondo l’inquilino della Casa Bianca e la sua squadra economica, composta dal segretario al Tesoro Timothy Geithner, il presidente della Fed Ben Bernanke e il top advisor Lawrence Summers, ci sono motivi per azzardare un po’ di ottimismo. ‘’Iniziamo a vedere dei progressi: quello che iniziamo a intravedere sono barlumi di speranza’’ su diversi fronti, ha detto Obama, che si e’ detto ‘’assolutamente convinto che riusciremo a rimettere l’economia in carreggiata’’. Fra i segnali positivi considerati l’inversione di tendenza delle domande di rifinanziamento dei mutui e dei prestiti alle piccole e medie imprese. Proprio nelle ultime ore il presidente statunitense ha invitato gli americani ad approfittare dei minimi storici dei tassi per rinegoziare i propri finanziamenti. Nonostante i segnali positivi pero` la situazione resta difficile e lo stesso Obama invita alla prudenza: ‘’Dobbiamo esserlo nelle nostre previsioni, perche` le cose non cambiano solo perche` e` Pasqua. L’economia resta ancora sotto una terribile pressione”. “Al momento” ha aggiunto, “constatiamo l’esistenza di molte difficolta` e la perdita di molti posti di lavoro. Abbiamo molto lavoro da fare e nel corso delle prossime settimane ci saranno nuove iniziative dell’amministrazione’’ a sostegno dell’economia. Secondo il Blue Chip Economic Indicator, un sondaggio condotto fra economisti, l’economia americana emergera` dalla recessione nella seconda parte dell’anno grazie alla ripresa dei consumi e del mercato immobiliare, ma la disoccupazione continuera` ad aumentare fino al 2010, raggiungendo il picco proprio nel secondo semestre 2009 quando potrebbe raggiungere il 9,8%. [...]
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