Omicidi mirati, per evitare che l’Iran abbia la bomba. Ma non solo. Sabotaggi agli impianti, infiltrazioni nelle rete di società e aziende che forniscono le componenti necessarie per la tecnologia nucleare; spie e doppiogiochisti. Tutti mobilitati con un unico obiettivo: fermare, o almeno rallentare il più possibile la corsa degli ayatollah verso l’ordigno atomico. L’operazione del Mossad, il mitico servizio di intelligence israeliano, va avanti da tempo. Sparring partner, la Cia, dopo il benestare dell’amministrazione Bush; anche se, ora, con l’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca, non è detto che l’Agenzia di Langley prosegua il “lavoro”. La rivelazione
è stata fatta oggi dal Daily Telegraph con un articolo ripreso dai maggiori media israeliani.
Il quotidiano britannico afferma che uno dei più importanti scienziati atomici iraniani, Ardeshire Hassanpour, morto in circostanze misteriose, ucciso da una miscela gassosa velenosa nel 2007, in realtà, sia stato assassinato dal Mossad. L’accusa non è nuova. Già all’epoca della scomparsa del 44enne, impiegato nell’impianto di Isfahan, dove viene prodotto il gas indispensabile per il processo di arricchimento dell’uranio che viene creato in un altro sito, quello di Natanz, i sospetti delle autorità iraniane furono indirizzati nei confronti degli israeliani. Secondo le fonti citate dal Daily Telegraph, non ci sarebbero dubbi: Hassanpour è stato eliminato perché anello chiave della catena per la costruzione della bomba. E accanto a lui, anche altre importanti figure, in Iran e in Europa, coinvolte nel processo di fabbricazione dell’Atomica khomeinista, sarebbero stati raggiunti dai discreti “colpi” israeliani, anche se, in questi casi, il giornale britannico non cita nomi e circostanze.
Il ricorso all’omicidio mirato sarebbe stato deciso nei mesi scorsi prima ancora che l’ipotesi di un blitz aereo militare contro gli impianti nucleari fosse bloccata dagli Stati Uniti. E per il Mossad non è una pratica nuova. A parte quelli eseguiti nei confronti dei leader di Hamas e - più in generale - dei palestinesi, in passato, all’epoca in cui Saddam Hussein tentava di avere l’atomica, il servizio di intelligence israeliano “intervenne” su alcuni scienziati di Baghdad. Uno di loro venne ucciso da un’auto pirata nel pieno centro di Parigi, dopo una notte d’amore con una misteriosa prostituta. La polizia francese non rintracciò mai il guidatore e la donna. Reva Bhalla, un’analista del think tank statunitense Stratfor, molto vicino agli ambienti dell’apparato di sicurezza americano, citata dal Daily Telegraph, non ha dubbi: “L’operazione coperta del Mossad ha l’obiettivo di eliminare fisicamente gli scienziati coinvolti nel programma e sabotare la catena di alimentazione del programma”.
Un ‘altra fonte, James Risen, un giornalista statunitense molto introdotto negli ambienti dell’Agenzia, ha rivelato che, da tempo, squadre speciali miste, composte da membri del Mossad e della Cia, si sono infiltrate in Iran e hanno compiuto attentati contro gli impianti nucleari. Ma non solo. Israele avrebbe assoldato diverse spie iraniane, per fare il doppiogioco. Avrebbe messo ul libro paga alcuni scienziati iraniani per avere le informazioni sull’andamento dei lavoro, la dislocazione dei siti, gli ultimi sviluppi del progetto. E sarebbe stato in grado di infiltrare il network di società di facciata e di comodo, e anche i veri canali, attraverso i quali gli ayatollah fanno arrivare in Iran la tecnologia e i componenti necessari per mandare avanti il programma nucleare. La strategia è nota: queste società prima forniscono materiale in ottimo stato e a buon prezzo agli iraniani, per conquistarne la fiducia, e poi, iniziano a inviare pezzi di scarto, o difettosi, in modo da far “inceppare” la macchina di produzione della bomba. Operazioni indispensabili - ha detto al Daily Telegraph Yossi Melman, un giornalista del quotidiano israeliano Haaretz - per evitare che Israele e Iran vadano a una escalation militare, ad uno scontro bellico aperto. Le covert operations saranno sufficienti a evitare una guerra? Aiuteranno Barack Obama a convincere l’Iran a lasciare perdere il programma atomico?
- Martedì 17 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 17 Febbraio 2009 alle 21:11 shift ha scritto:
Il carattere degli inglesi, almeno nei suoi rappresentanti estremi, e’ spesso composto da provocazioni calunniose nei confronti di qualcuno, per il semplice gusto di vedere che effetto fa e come si comporta la vittima in questione.
Il Daily Telegraph, il quotidiano inglese che riporta la notizia, si vede che carente di notizie si diverte a metterne di boutade, tanto per migliorare la tiratura e le vendite.
Non dico che non possa essere vera del tutto, ma francamente pensare che gli israeliani siano così potenti perfino in luoghi a loro del tutto proibitivi, mi sembra eccessivo.
Magari fosse così facile eliminare l’armamento atomico iraniano, con sistemi da guerra fredda, sarebbe la cosa migliore per tutti, non solo per Israele, ma per il restante Medio Oriente in testa, che si vedrebbe nell’assurda situazione di ringraziare gli israeliani per il favore fatto allo stesso tempo anche a loro, non contando la mollacciona Europa, che ormai e’ anch’essa raggiungibile dai missili intercontinentali posseduti dagli iraniani, oltre che dai loro Kamikaze ufficialmente arruolati e che pensa d’essere invulnerabile, o si fida troppo nel buon senso di fanatici di quel calibro.
Troppo bello per essere vero!
Per eliminare la minaccia occorreranno giocoforza dei raid aerei, se gli iraniani non intendono cambiare registro.
Il 9 Ottobre 2009 alle 19:38 NOBEL A OBAMA PER SCONGIURARE LA GUERRA CON L’IRAN ? « PETROLIO SHOCK ha scritto:
[...] i mullah non sembrano fidarsi molto delle aperture obamiane: recentemente Teheran ha denunciato i presunti omicidi e rapimenti commessi dagli Stati Uniti contro i suoi scienziati nucleari. Ed [...]
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