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	<title>Mondo &#187; Mani cinesi sul continente nero </title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Mani cinesi sul continente nero</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 09:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.fagotto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non solo petrolio e risorse naturali: il viaggio del presidente Hu Intao in Senegal, Mali, Tanzania e Mauritius è stata l'occasione per rispondere ai critici della politica cinese. E per rafforzare il dominio commerciale di Pechino in Africa ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.archivio.lapresse.it/zooms3/00000000115/mi180508est_0192.bro" width="500" border="0" height="329" />Un breve tour di quattro Paesi, per siglare accordi di cooperazione, concedere aiuti e rassicurare l&#8217;Africa sulle intenzioni del Pechino. Stavolta, però, petrolio e ricchezze naturali non c&#8217;entrano. Il presidente cinese <strong>Hu Jintao</strong>, dalla scorsa settimana in visita in <strong>Senegal</strong>, <strong>Mali</strong>, <strong>Tanzania </strong>e <strong>Mauritius</strong>, ha scelto volutamente di recarsi in quattro Paesi poveri di risorse per ribattere ai critici della politica cinese, che molti ritengono orientata esclusivamente a ottenere materie prime a basso costo. E per sottolineare come, nonostante la crisi economica mondiale, la partnership tra Cina e Africa non subirà conseguenze.</p>
<p>er suggellare le sue parole, il presidente Hu ha scelto la maniera più eclatante: lo scorso venerdì, nella capitale maliana <strong>Bamako</strong>, il capo di stato cinese ha posto la sua firma sull&#8217;accordo per la <a href="http://www.chinadaily.com.cn/china/2009-02/14/content_7477145.htm" target="_blank">costruzione del &#8220;ponte sino-maliano dell&#8217;amicizia</a>&#8220;, un&#8217;opera lunga 2 chilometri e mezzo e del costo di 75 milioni di dollari, definita da Hu &#8220;il più grande regalo della Cina&#8221; all&#8217;Africa occidentale. In <strong>Senegal</strong>, <a href="http://news.yahoo.com/s/ap/20090214/ap_on_re_af/af_senegal_chinese_president;_ylt=AoStrv8rCF9Kz0HHnihSq7W96Q8F" target="_blank">il presidente ha concesso un totale di 90 milioni di dollari</a> in cooperazione, finanziamenti e investimenti, tra cui figurano quello il rinnovo del parco autobus e la costruzione di un teatro nella capitale Dakar. Mentre a <strong>Dar es-Salaam</strong>, la capitale della <strong>Tanzania</strong>, <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7891418.stm" target="_blank">Hu si è presentato con 22 milioni di dollari in aiuti</a>, inaugurando un nuovo stadio da 55.000 posti costruito, neanche a dirlo, grazie a contributi cinesi.</p>
<p>E mentre il presidente si prepara a visitare le Mauritius, ultima tappa del suo viaggio, i messaggi lanciati durante la sua visita fanno già discutere gli analisti. Non solo petrolio e risorse naturali, dunque: per Hu, Pechino è interessata a una partnership commerciale più completa con il continente africano, che comprenda progetti infrastrutturali, aiuti allo sviluppo, potenziamento dei rapporti culturali e riduzione del debito. Tutti obiettivi, ha detto il presidente, <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601116&amp;sid=a5GhcWThp3iA" target="_blank">che non verranno meno neanche ora che la crisi economica sta facendo sentire i suoi effetti sui Paesi in via di sviluppo</a>. L&#8217;interscambio tra Cina e Africa, cresciuto di dieci volte dal 2000 ad oggi e giunto alla ragguardevole cifra di 107 miliardi di dollari, non dovrebbe quindi essere in pericolo.</p>
<p>&#8220;Gli aiuti e i finanziamenti cinesi sono accolti dall&#8217;Africa meglio di quelli occidentali, perché vengono concessi senza grandi condizionamenti politici&#8221; spiega a <em>Panorama.it </em>l&#8217;economista <strong>Ed Kutsoati</strong>, docente presso la <em><a href="http://www.tufts.edu/" target="_blank">Tufts University </a></em> <a href="http://www.tufts.edu/" target="_blank">di Boston</a>. &#8220;Sta poi ai Paesi africani diversificare la propria offerta economica, investendo in campi come quali sanità, istruzione e infrastrutture, per garantirsi un futuro economico&#8221;. Dopo anni di investimenti cinesi, infatti, l&#8217;Africa sta cominciando a conoscere i lati negativi di questa alleanza. Buona parte delle &#8220;donazioni&#8221; o dei finanziamenti cinesi comprendono infatti progetti inutili o poco produttivi, come palazzi presidenziali e stadi, che hanno uno scarso effetto sull&#8217;economia dei singoli Paesi. Inoltre, per realizzare queste opere vengono impiegate imprese (cinesi) che si portano dietro la manodopera, lasciando a bocca asciutta gli operai locali. Effetti denunciati da alcuni politici e sindacati africani negli anni passati (memorabili i <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1530464/Rioters-attack-Chinese-after-Zambian-poll.html" target="_blank">disordini scoppiati in <strong>Zambia </strong>qualche anno fa</a>), e che sul lungo periodo potrebbero intaccare l&#8217;aura di Pechino.</p>
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