Sta calando la luna di miele tra Nicolas Sarkozy e i francesi. Dopo i successi eclatanti registrati in politica estera durante l’ultima presidenza europea, il presidente francese è tornato a confrontarsi con la dura realtà sociale d’Oltralpe. Tutta colpa della crisi, che ha costretto l’inquilino dell’Eliseo a rivedere totalmente il suo programma di rilancio economico incarnato dallo slogan elettorale di due anni fa “Lavorare di più per guadagnare di più”. Frastornati dall’ondata di licenziamenti che si sta abbattendo in Francia e un potere d’acquisto nuovamente in flessione, il 60% dei francesi ha finito per dare un giudizio negativo alla politica economica del governo. L’ultimo sondaggio BVA-BPI-Les Echos-France Info pubblicato ieri rivela che sei francesi su dieci giudicano inadatte le misure adottate dalla coppia Sarkozy-Fillon (Primo ministro). Di fronte alle prime ondate di protesta esplose nella scuola, nell’università e nelle realtà ospedaliere, il presidente francese è stato costretto ad accantonare il suo vasto di programma di riforme per concentrarsi su misure socio-economiche d’emergenza con lo scopo di arginare il malcontento sociale.
Dopo un’apparizione televisiva a reti unificate in cui aveva annunciato un incontro con sindacati e imprese, ieri Nicolas Sarkozy ha presentato ai partner sociali un pacchetto di misure finanziarie e fiscali per affrontare la crisi economica. Di un costo complessivo tra 1,65 e 2,65 miliardi di euro, il piano intende sostenere i consumi (col taglio all’imposta sul primo scaglione di reddito) e coordinare gli sforzi per proteggere gli impieghi (col varo di un Fondo per gli investimenti sociali”). Sul tavolo delle discussioni Sarkozy ha proposto un contributo una tantum di 400-500 euro ai disoccupati e l’aumento dell’indennità per i lavoratori in cassa integrazione dal 60 al 75% dell’ultimo stipendio lordo. Definendo queste misure “insufficienti”, i sindacati hanno confermato la loro giornata di mobilitazione prevista il 19 marzo. Il malcontento si è verificato anche nei ranghi del Medef (l’equivalente in Francia della Confidustria), poco soddisfatto dalle pressioni esercitate da Sarkozy sugli imprenditori per spartire i profitti sulla base della ‘regola di ripartizione dei tre terzi’ (un terzo ai dipendenti, un terzo agli azionisti e il resto agli investimenti). La presidente del Medef, Laurence Parisot, si è dichiarata contraria al desiderio del capo di stato transalpino di affrontare questo tema attraverso discussioni di livello nazionale con i sindacati. “Ogni anno” ha dichiarato la Parisot, “imprenditori e salariati si confrontano sulla spartizione del valore aggiunto, ma questo dialogo avviene all’interno delle imprese e non sul piano nazionale con i sindacati”. La Parisot non si è invece pronunciata sul taglio che Sarkò intende dare ai bonus degli imprenditori.
Per l’Eliseo, l’adozione di questo pacchetto fiscale e finanziario è importante per contrastare il malessere sociale che sta dilagando in Francia. E si sa, in uno Stato ipercentralizzato come quello francese le rivolte scoppiano sempre in periferia. Nicolas Sarkozy ne ha già fatto la triste esperienza nel 2005 quando in veste di ministro degli Interni dovette affrontare le rivolte giovanili scoppiate nelle banlieues. In veste di primo cittadino, deve ormai fare i conti con un’ondata di proteste del tutto inaspettate che stanno infiammando i territori d’Oltremare situati nei pressi dell’America centrale. Prima la Guadalupe, poi la Martinica e da ieri la Guyana, quelle che vengono definite ‘le periferie delle periferie’ sono in rotta di collisione con lo Stato centrale. All’origine del malcontento espresso con ripetuti atti di saccheggio nei negozi e di scontri violentissimi contro le forze dell’ordine, è la richiesta fatta dai sindacati locali di aumentare di 200 euro i salari dei lavoratori più poveri. Su sfondo di risentimento razziale (questi territori erano ex colonie francesi), le frangi più disperate della gioventù locale sono protagonisti di violenze che hanno già fatto una vittima. Secondo la testimonianza di una fonte della polizia di Point-à-Pitre (Guadalupe) raccolta ieri sera da Panorama.it “la situazione è esplosiva, siamo a due passi dalla guerriglia. Purtroppo, le forze dell’ordine, prive di mezzi adeguati, sono totalmente sorpassate dagli eventi”. Di fronte all’emergenza, Sarkozy ha annunciato per stasera un intervento televisivo su RFO (rete francese d’Oltremare) che seguirà il suo incontro all’Eliso con i rappresentanti locali. Da parte sua, il primo ministro François Fillon ha rivelato stamane che il governo è sul punto di accettare le richieste dei sindacati.
- Giovedì 19 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 19 Febbraio 2009 alle 12:10 vincenzoaliascontadino ha scritto:
IO MI RICORDO CHE IN POLINESIA FRANCESE E IN ALTRE ISOLE,
Alberghi Sheraton Hotels & Resorts di Bora Bora, Moorea, Huahine, Papete e Thaiti, erano vuoti per i costi eccessivi, infatti, oltre dal viaggio aereo ce il vitto l’alloggio e i regali di ogni genere: tutto costava dieci volte di più di Parigi per il prelievo del 60% Pil dovuto a Parigi in Francia! Mentre, Chiraq se la passava alla grande nella sua tenuta Presidenziale, confinante al mio chalet seduto nell’acqua dello Sheraton . Certo era come sempre, un viaggio fai da te, quindi, stornavo le parti costose e rimontavo per il tour del giro del mondo. Finiti quei tempi in cui pagai il primo tour del mondo per soli 1.800.000 lire, alla Nouvelles Frontieres o dal sito o dispense CTS quando studiavo. Oggi son cambiete le couse! Tutto è caro e maldestro per il cittadino che paga anche se sei: turista fai da te, Ahi! Ahi!Ahi!Ovvio che questi siano incazzati neri verso Parigi che li calcola come il continente la Sicilia e sardegna: caccole!vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera
Il 19 Febbraio 2009 alle 12:18 wargame ha scritto:
Apparte che la Francia non è l’Italia.
Tutta l’europa è attraversata da questa ondata, la quale Io denominerei FAME e disperazione.
Europa, verso lo smembramento di un sistema assurdo e retrogrado.
Il 19 Febbraio 2009 alle 12:37 vincenzoaliascontadino ha scritto:
NON VORREI ESSERE presuntuoso, ma penso che tutto questo è incominciato con la Presidenza dell’Unione Europea sostenere l’EURO e non per almeno dieci anni le monete locali per facilitare cambi e vedute: scelta del nome ” UNIONE ” improprio e non ” UNITE ” forse, per omaggiare L’Urss e odio o invidia per gli USA di Jacques Chirac e Gerard Schroeder un trio che ha distrutto i valori dell’amato ed apprezzato vecchio Continente che non ha avuto, amore e speranze come non sostenere i valori Cristiani per dispiacere chi? Vedi anche il simbolo della ” Croce rossa ” che dava fastidio a chi? Mai saputo rivalutare i valori dell’Est: questo è stata la zappa sui piedi non vi pare? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera
Il 21 Febbraio 2009 alle 15:59 shift ha scritto:
Il fatto e’ che Sarkozy non riesce a stare nelle sue scarpe, dice di essere di destra ma amoreggia con la sinistra, insomma non e’ carne ne’ pesce.
Era inevitabile che l’idillio finisse, considerato anche che la Francia come tutto l’occidente si trova alle prese con una crisi economica mondiale.
Il guaio e’ che i francesi non hanno ancora ben capito che gran parte della loro sovranità nazionale e’ finita nel Parlamento europeo, così come anche per l’Italia.
Di conseguenza Sarkozy potrà fare ben poco senza grandi poteri sulle leve fiscali ed economiche, per di più alla deriva.
Chissà se i guai francesi non siano del tutto un male, ma la chiave per far cadere questa finta Europa costruita e voluta da grandi imprese, banchieri e politici intrallazzatori, dietro le spalle dei loro stessi popoli.
Di solito e’ la Francia quella a creare agitazioni e movimenti che finiscono per interessare tutta l’Europa, come abbiamo visto accadere in più occasioni.
Mi spiacerebbe per questa pallida parvenza di destra di Sarkozy, ma se si mandasse a monte il congegno europeo ne varrebbe proprio la pena e il sacrificio di Sarkozy.
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