
Un governo di destra per Israele. Sta prendendo quota, a Gerusalemme, l’ipotesi di una grande coalizione con i tre maggiori partiti usciti dalle elezioni del 10 febbraio. Confermando le indiscrezioni anticipate poco prima dalla radio dell’Esercito, l’ultranazionalista leader di Ysrael Beitenu (15 seggi) Avigdor Lieberman, la vera sorpresa di queste elezioni, ha suggerito al presidente Shimon Peres di designare il numero uno del Likud Benyamin Netanyahu (27 seggi) quale nuovo primo ministro dello Stato ebraico: a patto però che il futuro esecutivo sia appoggiato da una vasta coalizione che comprenda anche il centrista Kadima (28 seggi) guidato dalla stessa Livni, che Lieberman vorrebbe confermare agli Esteri.
Ora la palla a Shimon Peres, attualmente impregnato nelle consultazioni, e chiamato a conferire, probabilmente prima del fine settimana, l’incarico. Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri del governo Olmert, ha il vantaggio di guidare il partito con un maggior numero di deputati. Ma Netanyahu può contare, almeno sulla carta, su una maggioranza di destra di almeno 65 deputati, comprese le formazioni ultrareligiose come lo Jewish Home (3 seggi) e lo Shas (11 seggi). Il Labour di Ehud Barak (13 seggi), uscito con le ossa rotta dalle elezioni del 10 febbraio, è invece fuori dai giochi nonostante Peres, oggi in Kadima, provenga proprio dal campo laburista. Barak non ha indicato a Peres nessun premier.
Per formare una coalizione di maggioranza in Israele occorrono sessantun seggi dei 120 presenti alla Knesset. Ma una maggioranza risicata non può dare a Israele la necessaria stabilità per affrontare le questioni di politica estera ancora aperte. Dalle trattative per la liberazione di Gilat Shalit in cambio della riapertura dei valichi di frontiera con Gaza al dossier nucleare iraniano. Fino ai colloqui di pace con il presidente Abu Mazen. Su questi punti che riguardano la sicurezza dell’area, si sa che il neopresidente americano si augura per lo Stato ebraico un governo di coalizione con la Livni premier o, in alternativa, non troppo sostato sulle posizioni più oltranziste. Ma questa è una questione che riguarda la sovranità di Israele. E potrebbero non mancare le sorprese.
PARTITI ISRAELIANI |
SEGGI (tot:120) |
VOTI |
| Kadima (centro) | 28 | 23 |
| Likud (centrodestra) | 27 | 21 |
| Yisrael Beitenu (estrema destra) | 15 | 12 |
| Laburisti (centrosinistra) | 13 | 10 |
| Shas (ultraortodosso) | 11 | 9 |
| United Torah Judaism (ultraortodosso) | 5 | 4 |
| Meretz (sinistra) | 3 | 3 |
| Jewish Home (destra religiosa sionista) | 3 | 3 |
| National Home (destra religiosa) | 4 | 3 |
| Haddash (comunisti) | 4 | 3 |
| United Arab List (arabo-israeliano) | 4 | 4 |
| Balad (arabo-israeliano) | 3 | 3 |
- Giovedì 19 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 19 Febbraio 2009 alle 12:57 wargame ha scritto:
Io solo spero che questo Lieberman, sia escluso dalla politica ( di indagini ne ha a bizzeffe ).
E’ tornato dalle sue vacanze in BIELORUSSIA?
Il 19 Febbraio 2009 alle 19:07 wargame ha scritto:
Il leader di Israel Beitenu sotto inchiesta
Gerusalemme, 19 feb -
Avigdor Lieberman, leader del partito Israel Beitenu è sospettato di eveasione fiscale, riciclaggio di denaro e altri reati.
La polizia ha chiesto al procuratore generale dello stato Menachem Mazuz l’autorizzazione a interrogarlo.
La polizia avrebbe voluto interrogare Lieberman già due settimane prima delle elezioni politiche del 10 febbraio scorso, ma aveva poi deciso di attendere, per non essere accusata di voler influenzare gli elettori.
Secondo la radio delle forze armate Lieberman avrebbe ricevuto “considerevoli somme di denaro dall’estero”, tramite società ombra e diversi conti bancari, per finanziare la campagna elettorale del suo partito.
Sono sette le persone già interrogate sul caso, fra le quali la figlia di Lieberman, Michal.
E’ stato il quotidiano Haaretz ha dichiarare che la polizia vorrebbe interrogare Avigdor non nella veste di testimone bensì nella veste di persona indagata per reati.
Il 20 Febbraio 2009 alle 15:21 wargame ha scritto:
Le altre faccie di Lieberman:
Piu che un politico, uno che ama i soldi e la corruzione:
http://www.haaretz.com/hasen/s.....65678.html
“Ditta di Lieberman ritenuta sospetta di fare commercio con i funzionari della AP ( OLP )”
Di Uri Blau
Il 21 Febbraio 2009 alle 14:01 shift ha scritto:
Questa aspirazione d’apertura a sinistra da parte di Lieberman fa capire che il personaggio non e’ stupido politicamente.
Ha chiaramente capito che per Israele avere l’asse politico spostato troppo a destra potrebbe rivelarsi dannoso, senza contare che l’appoggio troppo frazionato della destra potrebbe portare a difficoltà di vedute di realizzazioni e di governabilità.
Mi meraviglia che Kadima e la Livni siano così restii ad accettare una soluzione che accontenterebbe tutti e permetterebbe la governabilità d’Israele e la facilitazione dei suoi rapporti, sia con gli USA che con il mondo arabo, senza troppi eccessi di destra.
In caso che Kadima e la Livni non accettino, Netanyahu e Lieberman farebbero bene a non formare giocoforza un Governo, ma rimpallare la responsabilità a Kadima di ciò, rimandando a rifare le elezioni, cosa che punirebbe sicuramente Kadima e accrescerebbe il Likud e forse anche Lieberman.
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