
Iniziano a delinearsi chiaramente i possibili scenari per la soluzione del controverso caso di Cesare Battisti, l’ex terrorista scrittore di cui l’Italia ha chiesto l’estradizione nel 2007 e al quale il governo Lula ha concesso invece lo status di rifugiato politico lo scorso 13 gennaio. Ma soprattutto comincia a concretizzarsi la data in cui conosceremo la sorte di Battisti. Panorama.it ha infatti raccolto da fonti sinora molto attendibili che sarà il prossimo martedì 3 marzo il giorno in cui il Supremo Tribunale Federale verde-oro, massima autorità del giudiziario brasiliano, deciderà se concedere l’estradizione di Battisti all’Italia o, invece, avallare la decisione dell’esecutivo Lula. Quali invece gli scenari possibili e le probabilità che si realizzino?
Maurizio Lupi, forzista e vicepresidente della Camera, e Fabio Porta, deputato eletto all’estero nelle fila dei DS, sono stati entrambi nei giorni scorsi a Brasilia nella prima missione ufficiale dopo lo scoppio della crisi diplomatica tra Roma e Brasilia. Una missione bipartisan e benedetta dal presidente della Camera Gianfranco Fini per spiegare la posizione del governo italiano sul caso Battisti ma, soprattutto, per far capire che, al di là delle polemiche, i legami economici e culturali tra Italia e Brasile vanno ben oltre la sorte di una singola persona. Tra le tante testimonianze i due hanno anche raccolto quella di César Alvarez, petista storico che lavora nel gabinetto di Lula e vecchio amico del Partito Comunista Italiano che lo accolse a lungo in quel di Bologna oltre vent’anni fa. Alvarez ha delineato ai due nostri deputati tre scenari possibili per il prossimo 3 marzo e, grazie a queste ed altre informazioni raccolte sul campo, Panorama.it è oggi in grado anche di fare delle previsioni sull’esito del caso Battisti.
Primo scenario. Il Supremo confermerà la decisione del ministro della Giustizia Tarso Genro e, dunque, lo status di rifugiato politico all’ex terrorista scrittore (15% di possibilità).
Secondo scenario. Il Supremo concederà l’estradizione di Battisti e Lula firmerà l’atto di rimpatrio dell’ex terrorista scrittore (35% di possibilità).
Terzo scenario. Il Supremo troverà una formula per dire “siamo d’accordo con l’estradizione ma questo atto, vista la decisione dell’esecutivo, non è di nostra competenza bensì dell’esecutivo”. Lula, a quel punto, confermerà quasi sicuramente la decisione di Genro (50% di probabilità). Altre informazioni raccolte a Brasilia, intanto, confermano che nel governo brasiliano il ministro che più difende lo scenario dell’estradizione è il ministro della Difesa Nelson Jobim, seguito a ruota dal ministro degli Esteri Celso Amorim. D’altra parte, invece, Genro con tutti gli altri ministri del PT sono per la concessione del rifugio politico a Battisti che, a detta loro, rischierebbe la vita se dovesse tornare in Italia.
- Martedì 24 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 24 Febbraio 2009 alle 14:14 melloni ha scritto:
Nella foto paiono tutti contenti.
Battisti ha distribuito autografi alle forze speciali del mitico Lula ?
Stanno osservando le gambe di Carlà ?
Il 24 Febbraio 2009 alle 22:44 shift ha scritto:
Di tutto questo can can dobbiamo ringraziare la pubblicita’ negativa fatta all’Italia da molti media italiani e uomini politici di sinistra, che ci raffigurano come una nazione dittatoriale e da repubblica delle banane.
Eppure il Brasile dovrebbe conoscere l’Italia dal punto di vista politico e democratico, sicuramente superiore al loro.
In quanto al Battisti e’ inutile discuterne, ha commesso dei delitti che sono gia’ stati abbondantemente giudicati, di politico non c’e’ un bel niente.
Viene perseguito per i reati non per la sua appartenenza a dei movimenti politici, nemmeno esistenti o chiaramente in contrasto con la democrazia.
Il 25 Febbraio 2009 alle 1:45 m xsantayana ha scritto:
Ultimi giorni, la stampa italiana e la grande stampa brasiliana hanno fatto una campagna immensa contro il governo brasiliano, a proposito della decisione d’ accordare asilo al cittadino italiano Cesare Battisti. I giornali, nei due paesi, non riescono a nascondere gli interessi che difendono, ne una evidente manipolazione esercitata con parzialità furiosa.
In Brasile, persona non ha voluto pubblicare, ad esempio, che ha già avuto una manifestazione d’ aiuto alla posizione brasiliana a la nostra ambasciata a Roma, e che a questo momento decine d’ Italiani scrivono ai giornali ed inviano messaggi in Internet per difendere Battisti, che è accusato tramite delazione premiate, tra l’altro cose, di avere ucciso, lo stesso giorno, in due città diverse, messe a 200 chilometri uno di l’ altra, due persone diverse, con l’ intervallo soltanto di 30 minuti.
Persona non ha voluto pubblicare che, oggi, l’ Italia ha imputati di terrorismo in asilo in paesi così diversi come il Giappone (Delfo Zorzi), Francia (Maria Petrella) e gli Stati Uniti e gli italiani non abbiano fatto con questi paesi lo stesso scandalo che fanno con Brasile, chiamando ambasciatore, minacciando boicottare nostri prodotti e le nostre spiagge e (ai, che timore!) di sospendere il gioco con la seleção.
Questo perche gli italiani non si muovono con paesi che trovano che sono di “primo mondo”. Ma hanno rotto il viso perche hanno pensato che il Brasile fosse una repubblica di banane pronta a cedere alla pressione della stampa d’ un paese come l’ Italia, quando la Francia, nello stesso caso, è restata con Battisti per undici anni ed gli francesi non hanno ceduto alla pressione.
Il Brasile è uscito ora dalla presidenza di G-20, sta a fare la BRIC, anche notto come G-4, con la Russia, la Cina e l’ India, a la terza più grande industria aeronautica del mondo, 8.5 milioni di chilometri, 200 milioni d’ abitanti, risorse naturali immense, una riserva potenziale di 100 miliardi di barili di petrolio, grazie alla migliore tecnologia mondiale d’ esplorazione in acque profonde, non deve nulla al FMI, ha 200 miliardi di dollari di riserve internazionali “cash” ed è nella sesta posizione tra le più grandi economie del pianeta d´accordo l’ultima relazione della Banca Mondiale, per parità di potere d’ acquisto. Ed ancora pensano molti brasiliani che una nazione come la nostra cederà alla volontà d’ un paese comandato da un pagliaccio, che è ragione di ridere in qualsiasi l’ Europa.
Il Brasile ha dato asilo a Battisti, che è di sinistra, come ha già dato asilo al generale Alfredo Stroessner, che è di destra, e che ha ordinato di uccidere e di torturare centinaia di persone in 30 e tanto anni come dittatore in Paraguay. E persona non ha cercato gli giornali della grande stampa brasiliana almeno per suggerire che sia tornato alle autorità del suo paese.
L’ Italia è in crisi, è entrato in recessione allo stesso momento in cui l’ economia brasiliana ha aumentato la vendita d’ macchine nel 5% in gennaio su dicembre di l’ anno scorso, ed è naturale che il governo Berlusconi busca qualche argomento (il caso Battisti è perfecto per quello) per distrarre l’ attenzione di l’ opinione pubblica italiana.
Se volevano Battisti, che è in galera dal 2005 in Brasile, perché non sono cominciato questa buffonneria due anni fa? Perché hanno deciso di fare questo circo allora? E perché non hanno fatto pressione sulla Francia durante gli 11 anni dove Battisti è stato là, molto vicino, di l’ altro lato della frontiera?
Con l’ ingratitudine e l’ arroganza di tutti gli ” nouveau-riches” impertinenti, l’elite che occupa il potere in Italia s’ è dimenticato che quest’ultimo è lo stesso paese che ha ricevuto milioni d’ Italiani per i quali l’ Italia mai, né anche oggi, avrebbe condizioni d’ ottenere pane e lavoro, e che, ha poco piú di mezzo secolo, ha ordinato 25.000 soldati ed aviatori della Forza Spedizioniere Brasiliana di combattere alla Seconda Guerra Mondiale per la libertà del popolo italiano. Patrioti che hanno caduto nel campo d’ onore, e che prima di essere trasferiti per il Brasile, sono restate molti anni sepolti nel suolo incoronato del cimitero militare brasiliano di Pistóia.
http://www.madeinbrasile.blogs.....pot.com
Il 8 Aprile 2009 alle 11:08 Battisti? Di sicuro resta in carcere sino a maggio, poi si vedrà » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il 3 marzo, metà marzo, aprile, adesso maggio. In realtà nessuno in Brasile sa quando il caso dell’ex terrorista dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), il più spinoso tra le 69 richieste di estradizione al vaglio del STF, verrà giudicato. Anche perché tutto indica che l’obiettivo di Brasilia è quello di far scemare l’attenzione dei media, soprattutto quelli italiani, su una vicenda che ha prodotto una crisi diplomatica senza precedenti e che ha messo in grave imbarazzo il governo Lula. [...]
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