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Sono sempre più alte le probabilità che Cesare Battisti venga estradato in Italia. Ieri l’autorevole quotidiano brasiliano O Estado de Sao Paulo ha spiegato in un dettagliato articolo in prima pagina che gli undici magistrati del Supremo Tribunale Federale, massima autorità giuridica verde-oro che da domani comincerà a riunirsi per decidere la sorte dell’ex terrorista scrittore, avrebbero già esaminato cinque precedenti e, secondo fonti definite certe, l’estradizione sarebbe per la maggioranza dei membri della Corte brasiliana la misura più corretta da prendere. A patto che l’Italia si impegni ufficialmente a commutare l’ergastolo nei confronti dell’ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) in una pena non superiore ai trent’anni, il massimo previsto dall’ordinamento giudiziario brasiliano. Insomma, l’orientamento del Supremo sarebbe quello di contestare lo status di rifugiato politico concesso a Battisti dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, il 13 gennaio scorso.
A confermare quest’andamento, Panorama.it ha raccolto da fonti ministeriali che, ad oggi, degli undici membri che compongono il Supremo Tribunale Federale due si asterranno, cinque voteranno a favore dell’estradizione e solo quattro contro la richiesta del nostro governo. I due astenuti saranno il ministro Celso de Mello e la ministra Ellen Gracie. A votare in favore dell’estradizione, sempre secondo nostre fonti bene informate, ci sono il presidente del massimo organismo giuridico brasiliano, il ministro Gilmar Mendes, e il suo vice, Cezar Peluso, incaricato del caso. Così come i ministri Menezes Direito, molto impegnato al pari di Mendes a lavorare dietro le quinte, Carlos Britto e Ricardo Lewandowski il quale, tuttavia, starebbe subendo forti pressioni dall’ala del PT per cambiare idea. Contrari alla concessione dell’estradizione a Cesare Battisti, invece, i ministri Eros Grau, Joaquim Barbosa, Marco Aurélio e Carmen Lucia. Le pressioni politiche sono comunque pressanti, sia sul fronte dei favorevoli che dei contrari all’estradizione, e non è escluso che qualcuno dei ministri cambi idea negli ultimi giorni precedenti al voto che, secondo notizie dell’ultima ora, dovrebbe arrivare verso metà marzo. Se la decisione del Supremo venisse presa oggi, comunque, Battisti sarebbe estradato anche se poi la parola finale con relativa firma spetterà al presidente della Repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva.
- Lunedì 2 Marzo 2009
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