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Crimini in Darfur: la Corte dell’Aja incrimina il presidente sudanese

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  • Tags: al-bashir, darfur, Nazioni-Unite, onu
  • 7 commenti

Omar al Bashir

Alla sbarra. Per la prima volta al mondo, un presidente in carica potrebbe essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale  per rispondere delle accuse di crimini di guerra e contro l’umanità. E’ quanto ha deciso oggi la Corte con sede all’Aja, che ha spiccato un mandato di cattura nei confronti di Hassan Omar al Bashir, il capo di stato sudanese, accusato dal procuratore generale Luis Moreno Ocampo di essere responsabile dei crimini commessi durante la guerra in Darfur.

La notizia era attesa da giorni, con trepidazione nelle cancellerie di mezzo mondo e con malcelata preoccupazione nelle stanze dei bottoni a Khartoum. Lo stesso Ocampo aveva anticipato la decisione della Corte nei giorni scorsi, annunciando di avere delle “forti prove” di colpevolezza nei confronti del presidente sudanese, contro cui sarebbero pronte a testimoniare circa trenta persone. Ancora ieri, Bashir  si faceva beffe della Corte, definendo l’eventuale mandato di cattura “non meritevole dell’inchiostro con cui sarà stampato” e invitando giudici e procuratore a “mangiarselo”. Il Sudan ha atteso la decisione per settimane, tra la preoccupazione dei sostenitori di Bashir e i timori di quanti paventano eventuali ritorsioni del governo sudanese in Darfur, dove la guerra è già costata la vita a 300 mila  persone in sei anni e dove le migliaia di caschi blu della missione Unamid potrebbero essere un facile bersaglio per le ire di Bashir.

Nonostante il mandato, è difficile che Bashir venga effettivamente assicurato alla giustizia: le autorità sudanesi hanno fatto sapere che non coopereranno nella cattura del presidente, e l’eventualità che i peacekeepers dell’Unamid, gestita congiuntamente da Onu e Unione Africana, arrestino Bashir, è praticamente impossibile. Ma non saranno solo i caschi blu e i civili darfurini a subire le conseguenze negative di quanto accaduto oggi. Un’anticipazione il governo sudanese l’ha data già, intimando a Medici Senza Frontiere di lasciare il Darfur entro oggi non potendo più garantire la sicurezza dello staff, a séguito della decisione presa dalla Corte.

Ma a segnare il passo potrebbe essere anche il processo di pace, avviato da anni ma mai seriamente decollato a causa delle divisioni interne ai ribelli, frazionatisi nel corso del tempo in dodici gruppi armati, ognuno con i propri uomini e la propria agenda politica. Nonostante l’opinione di alcuni analisti, che vedono il mandato nei confronti di Bashir come uno strumento di pressione diplomatica nei confronti delle autorità sudanesi, è probabile che la decisione di oggi irrigidirà la posizione del governo di Khartoum, già intransigente nei confronti delle richieste occidentali perché “protetto” al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dal veto della Cina, sua alleata.

A pronunciarsi sul mandato potrebbe essere lo stesso Consiglio, che ha facoltà di ritardare di un anno l’esecuzione del provvedimento. Usa, Gran Bretagna e Francia non sembrano però voler concedere ulteriore tempo a Bashir, per il quale il Sudan rischia di diventare una sorta di “prigione dorata” se, per sfuggire alla cattura, il presidente decidesse di rinunciare a vertici internazionali e summit. Certo, a Bashir rimangono gli amici della Lega Araba e dell’Unione Africana. Ma a prescindere dalle conseguenze pratiche, la decisione di oggi ha un altissimo valore morale. E nonostante la sua sicumera, da oggi Bashir potrà dormire un po’ meno tranquillo.

  • matteo.fagotto
  • Mercoledì 4 Marzo 2009

Vedi anche:

  • Sudan: il Presidente ricercato per genocidio vince le elezioni
Incontro Brown-Obama: si raffredda l’asse Londra-Washington? »
« Ali Khamenei: “Jihad contro il tumore sionista”

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Il 5 Marzo 2009 alle 10:59 Sudan: arresto di Bashir, dura protesta di Pechino all’Onu » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] La Cina ha inviato una nota di protesta contro la decisione della Corte Penale Internazionale di spiccare un mandato di cattura nei confronti del dittatore sudanese Hassan Omar al Bashir, accusato dal procuratore generale Luis Moreno Ocampo di essere responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante la guerra in Darfur costata la vita a circa 300 mila  persone in sei anni. «Auspichiamo che il Consiglio di sicurezza dell’Onu (di cui la Cina è un membro permanente, ndr) rispetti e ascolti l’Unione Africana, la Lega Araba e il Movimento dei paesi non Allineati e chieda alla Cpi di sospendere le udienze di questo caso», scrive il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang. Reazioni molto decise sono state espresse anche da parte dell’Egitto e dei ministri degli esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, che si sono detti «profondamente turbati» dalla decisione della Corte e hanno inviato una delegazione congiunta con i paesi dell’Unione Africana a New York per chiedere che sia ritardata l’esecuzione del mandato di cattura. [...]

Il 5 Marzo 2009 alle 11:11 Sudan: arresto di Bashir, dura protesta di Pechino all’Onu ha scritto:

[...] La Cina ha inviato una nota di protesta contro la decisione della Corte Penale Internazionale di spiccare un mandato di cattura nei confronti del dittatore sudanese Hassan Omar al Bashir, accusato dal procuratore generale Luis Moreno Ocampo di essere responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante la guerra in Darfur costata la vita a circa 300 mila  persone in sei anni. «Auspichiamo che il Consiglio di sicurezza dell’Onu (di cui la Cina è un membro permanente, ndr) rispetti e ascolti l’Unione Africana, la Lega Araba e il Movimento dei paesi non Allineati e chieda alla Cpi di sospendere le udienze di questo caso», scrive il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang. Reazioni molto decise sono state espresse anche da parte dell’Egitto e dei ministri degli esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, che si sono detti «profondamente turbati» dalla decisione della Corte e hanno inviato una delegazione congiunta con i paesi dell’Unione Africana a New York per chiedere che sia ritardata l’esecuzione del mandato di cattura. [...]

Il 6 Marzo 2009 alle 10:38 La ritorsione di Omar alBashir contro le Ong mette a rischio milioni di vite » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] All ‘indomani della decisione del Tribunale Penale Internazionale dell’Aia di spiccare un mandato di cattura internazionale contro il presidente del Sudan Omar el Bashir per complicità in crimini di guerra, genocidio e reati contro l’umanità in Darfur, il regime di Khartoum ha deciso di attuare una sorta di rappresaglia contro le martoriate popolazioni della regione, togliendo loro l’aiuto necessario per scampare alla morte. Una decina di Ong straniere — che operano sul terreno da mesi - sono state espulse dal paese. Non potranno più lavorare e portare avanti i loro programmi. Tra di esse, c’è la sezione olandese di Medici Senza Frontiere, la britannica Save the Children, la statunitense Care e l’Oxfam, una delle più importanti organizzazioni umanitarie al mondo. [...]

Il 6 Marzo 2009 alle 11:21 La ritorsione di Omar alBashir contro le Ong mette a rischio milioni di vite ha scritto:

[...] All ‘indomani della decisione del Tribunale Penale Internazionale dell’Aia di spiccare un mandato di cattura internazionale contro il presidente del Sudan Omar el Bashir per complicità in crimini di guerra, genocidio e reati contro l’umanità in Darfur, il regime di Khartoum ha deciso di attuare una sorta di rappresaglia contro le martoriate popolazioni della regione, togliendo loro l’aiuto necessario per scampare alla morte. Una decina di Ong straniere — che operano sul terreno da mesi - sono state espulse dal paese. Non potranno più lavorare e portare avanti i loro programmi. Tra di esse, c’è la sezione olandese di Medici Senza Frontiere, la britannica Save the Children, la statunitense Care e l’Oxfam, una delle più importanti organizzazioni umanitarie al mondo. [...]

Il 31 Agosto 2009 alle 21:05 Gheddafi ci riprova: il Darfur adesso è “colpa di Israele” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] 2) Su chi abbia compiuto la maggior parte dei massacri esistono pochi dubbi: sono i janjaweed, una sorta di milizia composta soprattutto da predoni delle tribù arabo-sudanesi sin dagli anni Ottanta compiono razzie e massacri contro altre tribù, soprattutto animiste e cristiane. 3) Sul fatto che il governo sudanese del presidente Hassan Omar el-Bashir sia in gran parte responsabile dei massacri fisicamente perpetrati dai janjaweed… beh anche su questo esistono ben pochi dubbi: i sopravvissuti hanno spesso testimoniato che a fianco delle milizie c’erano spesso truppe governative. La Corte penale internazionale dell’Aja ha accusato il presidente sudanese di crimini contro l’umanità. 4) Nonostante questo, l’Unione Africana, di cui la Libia di Gheddafi fa parte ha sempre difeso Bashir. [...]

Il 12 Luglio 2010 alle 18:30 Notizie dai blog su Sudan.Aja incrimina Al Bashir anche per genocidio Darfur ha scritto:

[...] Crimini in Darfur: la Corte dell’Aja incrimina il presidente sudanese Alla sbarra. Per la prima volta al mondo, un presidente in carica potrebbe essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale  per rispondere delle accuse di crimini di guerra e contro l’umanità. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

Il 12 Luglio 2010 alle 21:15 Notizie dai blog su darfur: bashir accusato anche di genocidio da corte aja ha scritto:

[...] per rispondere delle accuse di crimini di guerra e contro l’umanità. blog: canale mondo | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

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