Una base dell’esercito britannico in Irlanda del Nord ieri sera è stata attaccata a colpi di arma da fuoco da alcuni sconosciuti che, secondo la polizia, hanno provocato due morti e quattro feriti. Un portavoce del ministero della Difesa citato dalla BBC Online riferisce che gli spari sono stati esplosi da un automezzo in corsa transitato attorno alle 21.40 (le 22.40 italiane) davanti alla base di Massereene, nella contea di Antrim. La base ospita il 38/mo reggimento del Genio. Testimoni hanno riferito di aver sentito due raffiche esplose nella notte ma al momento l’attacco sembra essere avvolto nel più fitto mistero.
Finora non vi sono state rivendicazioni di sorta. Il sito della BBC osserva comunque che, su richiesta del capo della polizia dell’Ulster, Sir Hugh Orde, il 38/mo reggimento del Genio è stato mobilitato per raccogliere informazioni su estremisti repubblicani dissidenti. Attorno alla base è in corso una massiccia operazione di rastrellamento da parte delle forze di sicurezza.
Il primo ministro britannico, Gordon Brown, ha detto stamani che l’attacco di ieri sera contro una caserma dell’esercito britannico in Ulster, che ha causato la morte di due soldati, non farà ‘”deragliare” il processo di pace in Irlanda del Nord. “Nessun assassino potrà far deragliare un processo di pace che ha il sostegno della gente dell’Irlanda del Nord”, ha detto Brown in una dichiarazione. “Aumenteremo i nostri sforzi perché il processo continui”. Brown ha definito “vigliacco” l’attentato e ha aggiunto che “la nostra priorità è sempre stata la sicurezza della gente in Irlanda del Nord e faremo tutto il possibile per garantire che il paese sia sicuro”. La polizia ha fornito poche notizie sull’attentato. Secondo i media locali, uomini armati di mitra sono arrivati con un taxi alla base di Massereene, nella contea di Antrim, 25 chilometri a nordovest di Belfast, che ospita il 38/o reggimento del Genio.
I terroristi alle 21.40 ora locale (le 22.40 in Italia) hanno aperto il fuoco con i mitra all’ingresso della caserma contro i soldati che ritiravano una pizza. Due militari sono rimasti uccisi, altre quattro persone (fra le quali due militari) sono rimaste ferite. Uno dei feriti è in condizioni critiche. Questa settimana, il capo della polizia dell’Ulster aveva detto che la minaccia di dissidenti repubblicani era al suo massimo da un decennio ed era trapelato che le forze speciali britanniche erano tornate nella provincia per raccogliere informazioni di intelligence.
- Domenica 8 Marzo 2009

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Il 9 Marzo 2009 alle 19:17 Ulster: chi sono e che cosa vogliono i terroristi di Real Ira » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sono l’ultima scheggia, l’ultima pattuglia di duri e puri; gli ultimi a credere ancora alla lotta armata. Ma non saranno una minaccia al processo di pace, nonostante l’attacco contro la caserma dell’esercito britannico alla caserma di Massereene, nella contea di Anrim, durante il quale sono stati uccisi due soldati. La Real Ira è tornata a colpire in Irlanda del Nord, come non avveniva da anni. Ma nonostante la sua nuova campagna, questa costola nata (dopo l’abbandono delle armi) dall’Irish Republican Army, non sarà in grado di fermare il percorso avviato tra il Sinn Feinn e gli Unionisti. [...]
Il 10 Marzo 2009 alle 10:40 Ulster: nuovo attacco terroristico, ucciso un poliziotto » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Un agente della polizia dell’Ulster ieri sera è rimasto ucciso nella contea di Armah in un attacco armato che rischia di far nuovamente sprofondare la provincia in una violenza che sembrava appartenere ormai alla storia. L’attacco fa seguito alla sanguinosa aggressione armata di sabato sera, quando due soldati di 21 e 23 anni sono stati uccisi davanti alla basa del Genio di Massereene, nella contea di Antrim, da militanti della ‘Real Ira’, un gruppuscolo di irriducibili repubblicani che non ha mai accettato gli accordi interconfessionali di pace del 1998. “Stasera siamo veramente sull’orlo dell’abisso e vorrei implorare tutti di tornare subito indietro”, ha detto dopo aver appreso dell’uccisione del poliziotto Dolores Kelly un influente membro del partito cattolico dell’Sdlp. Al momento i particolari sono scarni. Nella località di Craigavon, secondo quanto riferisce la BBC, la polizia ieri sera é stata chiamata per un controllo nei pressi di una scuola attorno alla quale erano stati notati movimenti sospetti. Una pattuglia è arrivata sul posto ed è stata attaccata da uno o più sconosciuti a colpi di arma da fuoco. Un agente è stato colpito ed è stato trasportato agonizzante in ospedale, dove poco dopo, secondo un annuncio ufficiale, è morto. Non è noto se anche questo attacco sia opera degli irriducibili della ‘Real Ira’. In ogni caso è destinato ad aggravare le preoccupazioni espresse su tutti i fronti dopo quanto accaduto sabato. Ieri il primo ministro britannico Gordon Brown era a Belfast per visitare la caserma di Massereene dove sabato gli uomini del gruppo dissidente hanno ucciso due militari del genio, Mark Quinsey e Patrick Azimkar. Nel corso della visita, Brown ha visto i principali leader politici dell’Ulster per essere certo che il processo di pace non subisca contraccolpi e per stroncare sul nascere possibili rappresaglie da parte di elementi unionisti protestanti. Il premier ha ripetuto che “il processo politico non può essere scosso”. Sabato sera gli estremisti della Real Ira hanno sparato oltre 60 colpi quando il furgoncino che recapitava le pizze che i soldati avevano ordinato è arrivato davanti al cancello della base. Due tra quattro i feriti - i killer hanno continuato a sparare mentre le vittime erano già a terra - sono i fattorini di Dominòs Pizza, una catena molto nota in Gran Bretagna. Sir Hugh Orde, capo della polizia nell’Ulster, ieri ha smentito che l’attacco sia stato causato dall’uso, da lui richiesto, dell’intelligence militare per raccogliere informazioni proprio sulle frange irriducibili repubblicane. A parte episodi sporadici, è dagli accordi del Venerdi Santo del 1998 che, dopo 30 anni di conflitto e oltre 3.600 morti, nell’Ulster le attività di guerriglia dell’Ira e dei gruppi paramilitari protestanti sono sostanzialmente cessate. Ma lo scorso mese una bomba da 130 chili era stata disinnescata nei pressi di una base militare a Castelwellan. Il governo della provincia, popolata da una maggioranza protestante e da una minoranza cattolica, è attualmente costituito da una coalizione interconfessionale. [...]
Il 13 Marzo 2009 alle 6:29 pietro berti ha scritto:
IRLANDA DEL NORD : I NODI VENGONO AL PETTINE. L’IMPORTANZA DEL RICORDO DI BOBBY SANDS
A soli tre giorni di distanza dall’attacco rivendicato dalla «Real Ira» una fazione dissidente dell’Ira contro una base militare dell’esercito britannico di Antrim in cui due soldati britannici di 23 e 21 anni sono rimasti uccisi, un altro gruppo scissionista radicale di dissidenti dell’Ira, la Cira (Continuity Irish Republican Army) firma l’agguato di Craigavon di lunedì notte che ha avuto luogo nei pressi di una scuola superiore in una zona cattolica della cittadina a sud-ovest di Belfast. La Cira è l’unica organizzazione repubblicana nordirlandese che non ha mai dichiarato un cessate il fuoco. L’agguato di lunedì è avvenuto in Ulster a poche ore dalla visita del primo ministro inglese Gordon Brown. A Craigavon, nella contea di Armagh (in Ulster) secondo le fonti inglesi è stato arrestato un giovane di 18 anni e un uomo di 37 anni per l’assassinio dell’agente Stephen Paul Carroll. Agli arresti si sarebbe giunti dopo che per tutto il giorno la polizia dell’Ulster, ha perquisito decine di abitazioni nei pressi del luogo dell’agguato. Il premier inglese Gordon Brown ha condannato l’attacco dichiarando: «L’Irlanda del Nord non ricadrà negli errori del passato». Secondo il quotidiano inglese “The Times”, che cita fonti di intelligenza britannica, i gruppi dissidenti dell’Ira che hanno rivendicato gli attentati potrebbero aver coordinato le loro operazioni. Un altro dato preoccupante è quello delle armi impiegate nell’agguato alla caserma di Antrim sabato scorso: i fucili utilizzati sarebbero armi di ultima generazione, importate illegalmente in Irlanda del Nord. Le forze di sicurezza irlandesi inoltre stanno dando la caccia a un ordigno fatto entrare nell’Irlanda del Nord dalla Real Ira, che secondo quanto riferisce il quotidiano The Guardian sarebbe stata fatta arrivare dal sud dell’Irlanda nel nord del Paese a bordo di una macchina. “L’allarme è stato lanciato lunedì e c’è panico ora su cosa possa accadere con una bomba da qualche parte nel nord. I servizi dell’MI5 i servizi segreti interni ammettono di disporre di poche informazioni sulle giovani “reclute” della Real Ira e della Continuity Ira che, secondo loro, sarebbero addestrate sia in Ulster che dall’altra parte del confine irlandese. Secondo quanto scrive ancora il Times,non esisterebbe una struttura di comando unificata tra la Real Ira, che ha rivendicato l’uccisione dei due soldati vicino Belfast, e la Continuity Ira, responsabile dell’agguato mortale contro il poliziotto. Ma, secondo l’intelligence, esiste un livello di “cooperazione di base” nell’organizzazione di questi attacchi. Riferisce il quotidiano “Il Corriere della Sera” del 10 marzo 2009 che gli irriducibili cattolici della «Real Ira» (un centinaio di elementi) abbandonarono l’Esercito Repubblicano Irlandese rifiutando il dialogo con i protestanti, culminato nell’accordo di pace del ’98. Lo stesso giornale riporta le dichiarazioni di Dolores Kelly, esponente di un partito cattolico moderato, che ha condannato l’ultimo episodio di violenza lanciando un allarme: «L’Irlanda del Nord può entrare in una nuova spirale di vendette incrociate» se gli estremisti protestanti — che hanno dichiarato una tregua nel 1994 — decideranno di reagire agli omicidi degli ultimi giorni. «Siamo sul ciglio di un abisso» ha detto ieri sera Kelly, membro della commissione congiunta incaricata di monitorare le forze di polizia a Belfast. «Non servirà a molto lanciare appelli a coloro che si sono macchiati di questi crimini, ma è molto importante che tutti noi che viviamo in Irlanda del Nord ci rendiamo conto della gravità del momento. Non possiamo permettere che un piccolo gruppo di gente che non ha niente da dire o da offrire possa distruggere quello che abbiamo creato negli ultimi dieci anni». Nelle aree storiche della «resistenza» cattolica – sostiene sempre Il Corriere della Sera - c’è chi non la pensa così. Nuovi murales si sono aggiunti a quelli «storici» dedicati a Bobby Sands che i turisti vanno a visitare lungo le strade di Falls Road, il quartiere cattolico più conosciuto di Belfast. «Fuck you and your pizza, Brits out» si legge in un messaggio recente scritto a caratteri arancioni.A migliaia i nord irlandesi, ieri, hanno riempito le strade delle città per manifestare contro gli omicidi dei giorni scorsi su invito dei sindacati. “E’ un’Irlanda unita come mai avevamo visto prima. Gli attentati di questi giorni rappresentano un’aggressione contro ogni cittadino che sostiene il processo di pace”, ha dichiarato Peter Bunting dell’Irish Congress of Trade Union. A Belfast, infatti, sono scese in piazza più di diecimila persone che hanno partecipato al corteo silenzioso organizzato per l’ora di pranzo, mentre la sera precedente si è tenuta una veglia a Craigavon, nella contea di Armagh, dove lunedì era stato ucciso l’agente di polizia Stephen Paul Carroll. > (fonte, Il Giornale, 12 marzo 2009).
In questo quadro acquista nuova importanza la figura di Bobby Sands, l’eroe nord-irlandese che si lasciò morire di fame nei carceri nord-irlandesi gestiti dalla polizia protestante connivente con il governo inglese, per far sapere al mondo che in nome della libertà e che contro l’oppressione di un regime anti-libertario che con la forza ha ghettizzato la parte della cittadinanza cattolica nelle 6 contee dell’Ustler ; con il suo sacrificio e con quello dei suo compagni ha gridato al mondo rompendo il silenzio assordante su una situazione di apartheid facendo in modo che tutti sapessero che la voce della non violenza, del rifiuto dell’alimentazione (anche forzata ) è come un grido sovrumano che ha fatto conoscere a tutti gli angoli della terra tutta quanta questa segregazione razziale di ordine religioso era stata subìta dai cattolici repubblicani nord-irlandesi da parte degli oppressori britannici. “Nel 2006 - scrive Silvia Calamati - sono stata due volte a Long Kesh, il carcere in cui tra il 1976 e il 1981 vennero compiuti atti di violenza inaudita contro centinaia di giovani detenuti. Tutto era stato ripulito, svuotato, reso quasi asettico. Ma quando sono entrata nel blocco H4, mi è sembrato di vedere quei ragazzi che sfilavano per i corridoi vestiti solo di coperte, magri, emaciati, picchiati diverse volte al giorno dai secondini per distruggere il loro spirito oltre che il loro fisico”. Ma il momento più forte, la giornalista l’ha vissuto nella cella di Bobby Sands: “Non c’era più niente, ormai. Solo la rete del letto su cui si spense il 5 maggio del 1981”. Fu proprio lì, infatti, in quel luogo dell’orrore, che il simbolo dei diritti umani negati in Irlanda del Nord e altre nove giovani come lui si lasciarono morire di fame. L’ultimo estremo gesto per rivendicare la loro libertà contro un sistema che li voleva annientati.” Oggi Bobby Sands torna a dover essere riscoperto come l’eroe positivo cui far riferimento, l’eroe che ha avuto il coraggio delle proprie idee che ha saputo portare avanti senza attuare alcuna violenza ma che con il suo eroico gesto ha avuto il potere di rompere il muro di silenzio contro le atrocità subìte dai cattolici dell’Irlanda del Nord. Avevo già da tempo evidenziato l’importanza della figura carismatica di Bobby Sands e della necessaria valorizzazione di questo eroe pacifista con il mio precedente intervento (Bobby Sands: un martire per gli Stati Uniti d’Europa ). L’iniziativa è denominata “un martire europeo per la libertà: Bobby Sands - Irlanda”. Questa mia proposta - già come ho detto formulata - che con gli Stati Uniti d’Europa ritengo debba essere non solo presa in considerazione, ma attuata nelle forme che più verranno ritenute opportune. Mi riferisco ad una raccolta di adesioni da inoltrare agli organi competenti del Parlamento Europeo che deliberino affinchè questa proposta venga accettata ed affinchè le provincie italiane possano adottarla nelle forme migliori che esse stesse riterranno opportune. Iniziative di questo tipo devono essere attuate per ricordare la strada da seguire per poter affermare diritti legittimi.
(cfr http://pietroberti.spaces.live.....m/blog/cns!1C64AF1C4E4DE4B2!632.entry ) Pietro Berti - Imola (BO)
Il 23 Marzo 2009 alle 15:06 pietro berti ha scritto:
Ad integrazione del mio precedente articolo, preciso che le citazioni relative alle dichiarazioni della giornalista Silvia Calamati sono tratte dal sito
http://www.ilreporter.com/stor.....la-memoria
del 12.03.2009 dal titolo Qui Belfast, “Per non cancellare la memoria”di Andrea Lessona. Preciso che nel testo originale la fonte era stata citata (come del resto le altre) ma l’editor purtroppo non lo ha inserito. Su questo pezzo gli editor su cui ho lavorato hanno presentato dei problemi. Spero che questo ulteriore mio tentativo di citare la fonte che non risulta inserita nel testo pubblicato in precedenza possa qui andare a buon fine. Saluto e ringrazio Andrea Lessona. Pietro Berti
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