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FORTE SCOSSA DI TERREMOTO AL NORD - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

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Ulster: chi sono e che cosa vogliono i terroristi di Real Ira

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  • Tags: Gerry-Adams, inghilterra, Ira, Irlanda-del-Nord, real-ira, repubblicani-irlandesi, Sinn-Fein, Ulster
  • 7 commenti

Irlanda del Nord
Un soldato inglese davanti alla base militare britannica di Massereene, dove è avvenuto l’attentato di Real Ira, gruppo scissionista repubblicano irlandese

Sono l’ultima scheggia, l’ultima pattuglia di duri e puri; gli ultimi a credere ancora alla lotta armata. Ma non saranno una minaccia al processo di pace, nonostante l’attacco contro la caserma dell’esercito britannico alla caserma di Massereene, nella contea di Anrim, durante il quale sono stati uccisi due soldati. La Real Ira è tornata a colpire in Irlanda del Nord, come non avveniva da anni. Ma nonostante la sua nuova campagna, questa costola nata (dopo l’abbandono delle armi) dall’Irish Republican Army, non sarà in grado di fermare il percorso avviato tra il Sinn Feinn e gli Unionisti.

Ne è convinto Brendan O’Duffy, politologo dell’Università di Londra, esperto della storia del conflitto dell’Ulster: “Real Ira non è un gruppo numeroso, direi al massimo una cinquantina di adepti, che ha colpito per la prima volta nel 1998 quando furono gli autori della strage di Omagh, quando vennero uccise 39 persone e altre decine rimasero ferite. Certo, sono pochi — prosegue O’Duffy — non hanno seguito, poco supporto logistico, ma sono intransigenti, motivati, credono di essere rimasti gli ultimi combattenti per la libertà, coloro che devono portare la torcia del sacro fuoco dell’indipendentismo irlandese”.

Nella sua rivendicazione con una telefonata al Sunday Tribune, dell’attentato di Antrim, la Real Ira ha annunciato un’ondata di nuovi attentati. Un’offensiva per ricondurre nel terrore l’Ulster. Era dal 1997 che un soldato dell’esercito britannico non veniva ucciso. Gli irriducibili, promettono altre vittime. Perchè la nuova campagna è partita ora? Secondo il politologo di Londra, la cellula si è riorganizzata. “Dopo la strage di Omagh, Real Ira venne smantellata. Infiltrata da elementi dell’Irish Republican Army - che voleva andare a concludere un’intesa sul cessate il fuoco con il governo britannico e gli unionisti - la frazione venne demolita dai fermi e dagli arresti dei suoi componenti. Ci ha messo anni, ma alla fine, ha ricostruito una rete. Non si sa che la comandi, se le persone che si trovano in carcere oppure una nuova leadership -che opera in clandestinità. Ad ogni modo, Real Ira si è mossa anche sulla scorta della competizione di un altra, piccola frazione armata separatista: l’esercito irlandese. Si tratta di una cellula armata che sta facendo una campagna “reclutamento”. Credo che l’attacco di Massereene faccia parte della volontà della Real Ira di lanciare una sua opera di reclutamento, alternativa a quella dell’altra organizzazione“.

Chi fa parte di queste cellule è stato per anni membro della vecchia Ira. Esperto in tecniche di guerriglia, abile con le armi e la fabbricazione di ordigni, vede nell’attacco militare contro i britannici lo “spot” migliore per attirare il consenso e l’adesione di coloro che pensano ancora lotta armata. I due killer e l’autista del commando che ha colpito, “devono essere catturati e portati davanti alla giustizia il più presto possibile”, ha dichiarato il premier britannico Gordon Brown, che si è recato nell’Irlanda del Nord per visitare le truppe e incontrare i principali i dirigenti politici dell’Ulster. “I membri della Real Ira si vedono come i veri e unici eredi dell’Esercito Irlandese Repubblicano nato all’inizio del’900 come strumento di lotta contro i britannici. Sperano di cacciare gli inglesi, riunificare l’Isola. Ma su questo terreno, non trovano fertilità” dice ancora Brendan O’Duffy “visto che tutti i partiti politici, compreso lo Sinn Feinn di Gerry Adams hanno condannato l’attacco”. Non saranno queste cellule di irriducibili a mettere in pericolo il processo di pace. “Non avranno abbastanza spazio per farlo” - dice deciso il docente dell’Università di Londra. Non riusciranno, cioè, a introdursi nelle pieghe delle costruzione della architettura degli accordi di pace raggiunti dai Lealisti e dai Repubblicani. Che, è vero, dice O’Duffy, hanno subito forti scossoni nel recente passato, ma che, alla fine, hanno prodotto elezioni libere e pacifiche, una convivenza difficile, ma perseguita, dopo i decenni di guerra civile.

  • michele.zurleni
  • Lunedì 9 Marzo 2009

Vedi anche:

  • Bomba a Newry. E allora, quale pace nell'Irlanda del Nord?
  • Lo Sinn Féin rilancia: Irlanda unita
Ulster: nuovo attacco terroristico, ucciso un poliziotto »
« Obama toglie i limiti alla ricerca sulle staminali embrionali

Commenti

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Il 10 Marzo 2009 alle 3:13 CHI E’ LA REAL IRA? ANCHE L’ITALIA SI INTERROGA « The Five Demands ha scritto:

[...] Questo il link all’articolo completo “Ulster: chi sono e cosa vogliono i terroristi di Real IRA” [...]

Il 13 Marzo 2009 alle 21:54 pietro berti ha scritto:

http://blog.libero.it/pietrobe.....sg=6684352

Il 13 Marzo 2009 alle 21:55 pietro berti ha scritto:

IRLANDA DEL NORD : I NODI VENGONO AL PETTINE. L’IMPORTANZA DEL RICORDO DI BOBBY SANDS
A soli tre giorni di distanza dall’attacco rivendicato dalla «Real Ira» una fazione dissidente dell’Ira contro una base militare dell’esercito britannico di Antrim in cui due soldati britannici di 23 e 21 anni sono rimasti uccisi, un altro gruppo scissionista radicale di dissidenti dell’Ira, la Cira (Continuity Irish Republican Army) firma l’agguato di Craigavon di lunedì notte che ha avuto luogo nei pressi di una scuola superiore in una zona cattolica della cittadina a sud-ovest di Belfast. La Cira è l’unica organizzazione repubblicana nordirlandese che non ha mai dichiarato un cessate il fuoco. L’agguato di lunedì è avvenuto in Ulster a poche ore dalla visita del primo ministro inglese Gordon Brown. A Craigavon, nella contea di Armagh (in Ulster) secondo le fonti inglesi è stato arrestato un giovane di 18 anni e un uomo di 37 anni per l’assassinio dell’agente Stephen Paul Carroll. Agli arresti si sarebbe giunti dopo che per tutto il giorno la polizia dell’Ulster, ha perquisito decine di abitazioni nei pressi del luogo dell’agguato. Il premier inglese Gordon Brown ha condannato l’attacco dichiarando: «L’Irlanda del Nord non ricadrà negli errori del passato». Secondo il quotidiano inglese “The Times”, che cita fonti di intelligenza britannica, i gruppi dissidenti dell’Ira che hanno rivendicato gli attentati potrebbero aver coordinato le loro operazioni. Un altro dato preoccupante è quello delle armi impiegate nell’agguato alla caserma di Antrim sabato scorso: i fucili utilizzati sarebbero armi di ultima generazione, importate illegalmente in Irlanda del Nord. Le forze di sicurezza irlandesi inoltre stanno dando la caccia a un ordigno fatto entrare nell’Irlanda del Nord dalla Real Ira, che secondo quanto riferisce il quotidiano The Guardian sarebbe stata fatta arrivare dal sud dell’Irlanda nel nord del Paese a bordo di una macchina. “L’allarme è stato lanciato lunedì e c’è panico ora su cosa possa accadere con una bomba da qualche parte nel nord. I servizi dell’MI5 i servizi segreti interni ammettono di disporre di poche informazioni sulle giovani “reclute” della Real Ira e della Continuity Ira che, secondo loro, sarebbero addestrate sia in Ulster che dall’altra parte del confine irlandese. Secondo quanto scrive ancora il Times,non esisterebbe una struttura di comando unificata tra la Real Ira, che ha rivendicato l’uccisione dei due soldati vicino Belfast, e la Continuity Ira, responsabile dell’agguato mortale contro il poliziotto. Ma, secondo l’intelligence, esiste un livello di “cooperazione di base” nell’organizzazione di questi attacchi. Riferisce il quotidiano “Il Corriere della Sera” del 10 marzo 2009 che gli irriducibili cattolici della «Real Ira» (un centinaio di elementi) abbandonarono l’Esercito Repubblicano Irlandese rifiutando il dialogo con i protestanti, culminato nell’accordo di pace del ’98. Lo stesso giornale riporta le dichiarazioni di Dolores Kelly, esponente di un partito cattolico moderato, che ha condannato l’ultimo episodio di violenza lanciando un allarme: «L’Irlanda del Nord può entrare in una nuova spirale di vendette incrociate» se gli estremisti protestanti — che hanno dichiarato una tregua nel 1994 — decideranno di reagire agli omicidi degli ultimi giorni. «Siamo sul ciglio di un abisso» ha detto ieri sera Kelly, membro della commissione congiunta incaricata di monitorare le forze di polizia a Belfast. «Non servirà a molto lanciare appelli a coloro che si sono macchiati di questi crimini, ma è molto importante che tutti noi che viviamo in Irlanda del Nord ci rendiamo conto della gravità del momento. Non possiamo permettere che un piccolo gruppo di gente che non ha niente da dire o da offrire possa distruggere quello che abbiamo creato negli ultimi dieci anni». Nelle aree storiche della «resistenza» cattolica – sostiene sempre Il Corriere della Sera - c’è chi non la pensa così. Nuovi murales si sono aggiunti a quelli «storici» dedicati a Bobby Sands che i turisti vanno a visitare lungo le strade di Falls Road, il quartiere cattolico più conosciuto di Belfast. «Fuck you and your pizza, Brits out» si legge in un messaggio recente scritto a caratteri arancioni.A migliaia i nord irlandesi, ieri, hanno riempito le strade delle città per manifestare contro gli omicidi dei giorni scorsi su invito dei sindacati. “E’ un’Irlanda unita come mai avevamo visto prima. Gli attentati di questi giorni rappresentano un’aggressione contro ogni cittadino che sostiene il processo di pace”, ha dichiarato Peter Bunting dell’Irish Congress of Trade Union. A Belfast, infatti, sono scese in piazza più di diecimila persone che hanno partecipato al corteo silenzioso organizzato per l’ora di pranzo, mentre la sera precedente si è tenuta una veglia a Craigavon, nella contea di Armagh, dove lunedì era stato ucciso l’agente di polizia Stephen Paul Carroll. > (fonte, Il Giornale, 12 marzo 2009).
In questo quadro acquista nuova importanza la figura di Bobby Sands, l’eroe nord-irlandese che si lasciò morire di fame nei carceri nord-irlandesi gestiti dalla polizia protestante connivente con il governo inglese, per far sapere al mondo che in nome della libertà e che contro l’oppressione di un regime anti-libertario che con la forza ha ghettizzato la parte della cittadinanza cattolica nelle 6 contee dell’Ustler ; con il suo sacrificio e con quello dei suo compagni ha gridato al mondo rompendo il silenzio assordante su una situazione di apartheid facendo in modo che tutti sapessero che la voce della non violenza, del rifiuto dell’alimentazione (anche forzata ) è come un grido sovrumano che ha fatto conoscere a tutti gli angoli della terra tutta quanta questa segregazione razziale di ordine religioso era stata subìta dai cattolici repubblicani nord-irlandesi da parte degli oppressori britannici. “Nel 2006 - scrive Silvia Calamati - sono stata due volte a Long Kesh, il carcere in cui tra il 1976 e il 1981 vennero compiuti atti di violenza inaudita contro centinaia di giovani detenuti. Tutto era stato ripulito, svuotato, reso quasi asettico. Ma quando sono entrata nel blocco H4, mi è sembrato di vedere quei ragazzi che sfilavano per i corridoi vestiti solo di coperte, magri, emaciati, picchiati diverse volte al giorno dai secondini per distruggere il loro spirito oltre che il loro fisico”. Ma il momento più forte, la giornalista l’ha vissuto nella cella di Bobby Sands: “Non c’era più niente, ormai. Solo la rete del letto su cui si spense il 5 maggio del 1981”. Fu proprio lì, infatti, in quel luogo dell’orrore, che il simbolo dei diritti umani negati in Irlanda del Nord e altre nove giovani come lui si lasciarono morire di fame. L’ultimo estremo gesto per rivendicare la loro libertà contro un sistema che li voleva annientati.” Oggi Bobby Sands torna a dover essere riscoperto come l’eroe positivo cui far riferimento, l’eroe che ha avuto il coraggio delle proprie idee che ha saputo portare avanti senza attuare alcuna violenza ma che con il suo eroico gesto ha avuto il potere di rompere il muro di silenzio contro le atrocità subìte dai cattolici dell’Irlanda del Nord. Avevo già da tempo evidenziato l’importanza della figura carismatica di Bobby Sands e della necessaria valorizzazione di questo eroe pacifista con il mio precedente intervento (Bobby Sands: un martire per gli Stati Uniti d’Europa ). L’iniziativa è denominata “un martire europeo per la libertà: Bobby Sands - Irlanda”. Questa mia proposta - già come ho detto formulata - che con gli Stati Uniti d’Europa ritengo debba essere non solo presa in considerazione, ma attuata nelle forme che più verranno ritenute opportune. Mi riferisco ad una raccolta di adesioni da inoltrare agli organi competenti del Parlamento Europeo che deliberino affinchè questa proposta venga accettata ed affinchè le provincie italiane possano adottarla nelle forme migliori che esse stesse riterranno opportune. Iniziative di questo tipo devono essere attuate per ricordare la strada da seguire per poter affermare diritti legittimi.
(cfr http://pietroberti.spaces.live.....m/blog/cns!1C64AF1C4E4DE4B2!632.entry ) Pietro Berti Imola (BO).

Il 23 Marzo 2009 alle 14:55 pietro berti ha scritto:

Ad integrazione del mio precedente articolo, preciso che le citazioni relative alle dichiarazioni della giornalista Silvia Calamati sono tratte dal sito
http://www.ilreporter.com/stor.....la-memoria
del 12.03.2009 dal titolo Qui Belfast, “Per non cancellare la memoria”di Andrea Lessona. Preciso che nel testo originale la fonte era stata citata (come del resto le altre) ma l’editor purtroppo non lo ha inserito. Su questo pezzo gli editor su cui ho lavorato hanno presentato dei problemi. Spero che questo ulteriore mio tentativo di citare la fonte che non risulta inserita nel testo pubblicato in precedenza possa qui andare a buon fine. Saluto e ringrazio Andrea Lessona. Pietro Berti Imola (BO)

Il 19 Giugno 2009 alle 16:38 Eta in crisi, ma è ancora terrore: autobomba e un morto nei Paesi Baschi » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Non finirà mai? L’Eta, l’organizzazione terroristica separatista dei Paesi Baschi spagnoli, è tornata a colpire. Senza neanche bisogno di rivendicazioni, la firma è sin troppo chiara. Un’autobomba poco dopo le 9 di questa mattina vicino a Bilbao. C’è una vittima, un ispettore dell’antiterrorismo. Quello che è chiaro è che Eta è ancora in grado di fare paura, anche se disperata e disorganizzata. Umiliata sul terreno dagli arresti e dalla collaborazione tra polizia francese e spagnola, espulsa dall’arena politica, ma non ancora smantellata. A differenza del ritorno della “Real Ira” in Irlanda del nord, qui non c’è stata nessuna pace, ma i terroristi hanno subito un’offensiva molto dura negli ultimi tre anni e sembravano allo sbando. Ricapitoliamo brevemente le ultime tappe del conflitto con lo Stato, sia dal punto di vista politico che da quello giudiziario. [...]

Il 13 Gennaio 2010 alle 20:45 Le paure degli italiani del 2010. Disoccupazione al primo posto - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] (3%). Pur avendo subito gli attentati di Al Qaeda del 7 luglio 2005 a Londra e dopo decenni di contrasto agli indipendentisti dell’Ira nell’Ulster, solo il 6% dei britannici temono ancora il [...]

Il 14 Gennaio 2010 alle 10:35 Circolo Luce Del Sud » Le paure degli italianidel 2010. Disoccupazione al primo posto ha scritto:

[...] (3%). Pur avendo subito gli attentati di Al Qaeda del 7 luglio 2005 a Londra e dopo decenni di contrasto agli indipendentisti dell’Ira nell’Ulster, solo il 6% dei britannici temono ancora il [...]

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