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E’ tornato per la terza volta nella 10 D, la classe di chi sta per terminare la scuola dell’obbligo nella Albertville-Realschule di Winnenden, presso Stoccarda, poi con voce fredda ha gridato: “Ancora non siete morti tutti?”. A quel punto una tirocinante ha cercato di proteggere con il corpo un’allieva, ma è stata uccisa senza pietà. E’ un frammento dell’orrore seminato da un diciassettenne nel suo ex liceo, in una delle giornate piu’ cupe che la Germania abbia conosciuto negli ultimi anni.
Le prime testimonianze descrivono Tim Kretfchner come un ragazzo normale, che non dava particolarmente nell’occhio, un tipo tranquillo, senza arie da macho e per nulla emarginato.
“Era uno con cui si usciva volentieri”, ha affermato Jasmin, una ragazzina di 15 anni che lo conosceva. Anche <strong>Juergen Kieser</strong>, il borgomastro di Weiler am Stein, il paese di 5mila abitanti in cui viveva il ragazzo, figlio unico di un imprenditore di successo, non ha saputo spiegarsi cosa abbia potuto scatenare la furia omicida di Tim. “Non riesco ad immaginare - ha detto - cosa abbia potuto indurlo a compiere quella strage”. Il capo della polizia del Baden-Wuerttemberg, Erwin Hetger, ha visto i cadaveri nelle aule e ha parlato di “scene raccapriccianti”. Secondo il funzionario, la spietata freddezza e la brutalità con cui è stata compiuta la strage dimostrano che il killer “era deciso ad abbattere chiunque si fosse trovato davanti”. Betty, un’alunna quindicenne del liceo della strage, ha raccontato tra le lacrime i momenti terribili che ha vissuto. “Ho sentito due spari e le urla - ha spiegato - e all’inizio ho pensato che si trattasse di uno scherzo, fino a quando qualcuno ha gridato ‘rennt, rennt’ (correte, correte).
Allora ho visto alcuni compagni saltare dalla finestra e sono scappata anch’io”. La prima telefonata d’emergenza era arrivata alla centrale di polizia alle 9:33, dopo che il giovane killer, vestito con una tuta mimetica nera del “Ksk”, le forze speciali tedesche, era entrato in due classi sparando all’impazzata e senza dire una parola. Quando due pattuglie della polizia erano giunte nella scuola, Tim aveva già preso la fuga, prima che la polizia riuscisse a mettere in atto i posti di blocco.
- Mercoledì 11 Marzo 2009

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Il 11 Marzo 2009 alle 18:51 Stoccarda: strage della follia in una scuola » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’immagine della scuola dove è stata commessa la strage (Stern) LEGGI ANCHE: Le testimonianze dei sopravvissuti [...]
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