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Un campo profughi in Darfur
Darfur è ancora una parola oscura, lontana. Difficile da collocare su una mappa. Eppure nei villaggi in fiamme di questa regione del Sudan sono morte 300mila persone negli ultimi sei anni e più di due milioni di persone sono state costrette a fuggire verso il Ciad e altri Stati. Ma a riaccendere i riflettori internazionali sul dramma umanitario è stato il rapimento di tre volontari di Medici senza forntiere, dopo l’espulsione decisa dal presidente sudanese Omar Al Bashir. Trascurato dai mass media, il Darfur può contare, però, sulla mobilitazione continua del popolo della rete. Dove, invece, la regione africana è diventata il simbolo delle tragedie dimenticate.
Ashok Gadgil è un fisico dell’università di Berkeley: con alcuni colleghi ha progettato gratuitamente una stufa che può essere costruita con materiali di scarto. Si tratta, soprattutto, di uno strumento in grado di alleviare il problema della scarsità dei rifornimenti nei campi profughi perché brucia metà della legna richiesta dal focolare rudimentale con tre pietre. Ma il gruppo di Gadgil non si è fermato a questa ricerca tecnologica da “cervelloni”: attraverso il sito Darfur Stove è possibile acquistare le stufe e inviarle in Africa. Singole persone, poi, hanno deciso di contribuire alla mobilitazione globale con iniziative originali. Attraverso un blog, per esempio, una ragazza canadese ha venduto borse fabbricate con materiale riciclato per raccogliere fondi da destinare ai profughi.
Anche musicisti e reporter si sono impegnati per accendere i riflettori su un angolo di mondo così lontano. Due milioni di persone hanno potuto vedere su YouTube il video di Living Darfur, una canzone del duo inglese Mattafix.
Living Darfur dei Mattafix
Dal web è partita una mobilitazione per convincere le televisioni italiane a dedicare più spazio alla guerra nello Stato Africano: la proposta è stata lanciata dal team di Italianblogsfordarfur, un gruppo che ha girato un documentario nelle aree del conflitto.
Andata e ritorno dall’inferno del Darfur, di Antonella Napoli
Sulle mappe di Google Earth bruciano ancora le fiamme che indicano i villaggi distrutti dalle milizie legate al presidente Omar Al Bashir. Ma gli sforzi del pubblico di internet continuano.
LEGGI ANCHE: Darfur, rapiti tre operatori di Medici senza frontiere
- Venerdì 13 Marzo 2009

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Commenti
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Il 25 Aprile 2009 alle 2:36 Liberi i quattro operatori umanitari rapiti in darfur ha scritto:
[...] La crisi in Darfur è tornata in prima pagina anche in Italia, in questi ultimi giorni, ricordata non piu solo dal web, per il rapimento di quattro operatori di Medici Senza Frontiere nei pressi di Seraf Umra in Darfur. Tra gli ostaggi anche Mauro D’Ascanio, medico vicentino. E’ di oggi la lieta notizia, dopo tre giorni di prigionia, della loro liberazione.Firma l’appello on-line di Italians for Darfur! http://www.italianblogsfordarf.....ur.it - Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a: blog[at]italianblogsfordarfur.it [...]
Il 25 Aprile 2009 alle 2:37 Darfur, una crisi che non si vuole ricordare ha scritto:
[...] E’ stato presentato mercoledì scorso il nuovo rapporto sulle crisi dimenticate dell’Osservatorio di Pavia per Medici Senza Frontiere.Il Sudan resta nella triste top ten delle crisi umanitarie dimenticate dai media tradizionali italiani, va un pò meglio sul web, ma è considerevole il risultato ottenuto da Italians for Darfur, che dal 2006 porta avanti, unica in Italia, campagne di advocacy e lobbing mirate per il Darfur.Si legge nel rapporto:“Nel 2008 delle 53 notizie dedicate al Sudan 11 sono incentrate sulle iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, quali il Global Day per il Darfur (ad aprile) che vede come testimonial, tra gli altri, quel George Clooney diventato da tempo icona Darfur [vedi il videomessaggio di Clooney rilasciato a Italians for Darfur, ndr].Tra gli altri eventi che ottengono copertura mediatica dai TG nel corso dell’anno ci sono: ildirottamento del volo aereo della compagnia privata sudanese Sun Air a opera di ribelli del Darfur (10 servizi ad agosto), l’accusa per il presidente del Sudan Bashir di genocidio e crimini di guerra (8 notizie), gli scontri tra esercito e ribelli (9 notizie). “ [...]
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