TGCOM News
Arriva la bufera, Alemanno chiude scuole e uffici Governo: rafforzeremo la Protezione civile Meteo - Gelo e neve, allerta per il weekend. Consumatori: bollette record nel 2012 - Questa volta Roma, a detta di Alemanno, è pronta per affrontare l'emergenza: obbligo di catene montate, previsti 30 cm di neve. Scuole e uffici chiusi domani e sabato. In Molise nuova vittima: è un'anziana.

Panorama.it

Mondo

Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Annunci
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Incubo nucleare: come uscirne

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Franco Frattini, Hillary Clinton, Iran, nucleare, Teheran
  • Un commento

Iran

Di Fausto Biloslavo, Pino Buongiorno E Marco De Martino

Tante volte annunciato, smentito, rievocato, l’incubo si è trasformato in realtà: l’Iran ha abbastanza uranio per costruirsi una bomba nucleare. A fine gennaio una tonnellata di materiale sufficiente a produrre 25 chili di uranio arricchito è passata attraverso le 6 mila centrifughe della centrale di Natanz. E a fine febbraio l’ultima consegna dalla Russia di 82 tonnellate di uranio a basso arricchimento ha attivato il reattore di Bushehr, destinato a entrare in piena attività in estate. Ma forse Teheran quella bomba non la costruirà.

Per fermare l’orologio dell’apocalisse la Casa Bianca ha cambiato linea: Barack Obama è il primo presidente Usa a proporre negoziati diretti con gli ayatollah dai tempi della crisi degli ostaggi del 1979 (era Carter). E ha coinvolto l’Italia. Una svolta diplomatica vista con sospetto da Israele, che pur invocando sanzioni più dure contro l’Iran mantiene aperta l’opzione militare. Anche se il no degli Stati Uniti al sorvolo dell’Iraq rende impossibile, per ora, un attacco aereo ai siti nucleari iraniani. In compenso il governo israeliano ha già intrapreso una guerra segreta, fatta di sabotaggi, appoggio ai dissidenti armati e operazioni con tro le centrali nucleari. Ma se Israele dovesse colpire, ora che Benjamin Netanyahu si appresta a diventare premier, i pasdaran sarebbero pronti alla rappresaglia missilistica.

Come promesso da Obama in campagna elettorale, l’amministrazione americana ha aperto le porte a un dialogo diretto con l’Iran invitando Teheran al summit sull’Afghanistan in programma a fine marzo. È il primo tentativo di coinvolgere gli iraniani su una questione cruciale come quella afghana, dove dovrebbe esistere una convergenza di interessi con gli Stati Uniti: è comune l’obiettivo di bloccare i talebani, ma anche la lotta al traffico di droga e armi. In realtà il processo di revisione della politica nei confronti dell’Iran non è ancora concluso, anche se l’obiettivo strategico è fissato: coinvolgimento del regime teocratico e non più esclusione.

Una strategia di piccoli passi. Meno chiaro il ruolo dei diversi emissari e consiglieri: da Richard Holbrooke, rappresentante del presidente Usa per la regione Afghanistan-Pakistan, a Dennis Ross, consigliere speciale del segretario di Stato per il Golfo Persico, fino a Lee Hamilton, consulente di Obama. “Le linee guida mi sembrano ben definite. Il pericolo di un attacco militare americano non esiste più” dice l’analista Fareed Zakaria a Panorama. “Le circostanze possono cambiare, ma la strategia sarà quella del contenimento, da tentare insieme a europei, arabi moderati e anche a Israele. Non dimentichiamo che questo processo ha pure i suoi benefici: è la prima volta che Israele e i paesi arabi sono sullo stesso fronte per una grossa questione strategica”. Sulla linea dei piccoli passi è un altro studioso assai ascoltato a Washington, Richard Haas, presidente del Council on foreign relations. “L’obiettivo è fare progressi ove possibile, come in Afghanistan” spiega a Panorama. “Gli Usa devono procedere applicando il multilateralismo e lavorare con l’Aiea di Vienna, l’Europa, la Russia, la Cina e gli altri importanti partner commerciali dell’Iran. Bisogna anche consultarsi di continuo con Israele, gli stati arabi e la Turchi”. Rimane la domanda: e le sanzioni economiche già applicate all’Iran? Per Dennis Ross non bisogna mollare. Come nella più classica diplomazia di scuola pragmatica, insomma, ci sono l’incentivo delle porte aperte verso la comunità internazionale e la minaccia delle ulteriori misure punitive. “A Teheran vanno indicati chiaramente costi e benefici della rinuncia al nucleare” conclude Zakaria. Hillary Clinton deve muoversi su un pericoloso crinale, attenta a non cadere nelle trappole di Teheran e a non scontentare né Israele né i paesi arabi moderati. È una diplomazia che punta, da un lato, a capire meglio le intenzioni dei capi della teocrazia.Il ruolo di Roma. Ed è qui che l’Italia è entrata in gioco, tanto che il ministro degli Esteri Franco Frattini ha avuto da Washington un incarico speciale, con pesanti malumori dei colleghi di Gran Bretagna, Francia e Germania: sondare a Teheran il governo per verificare se c’è una concreta possibilità di cooperazione, a cominciare dalla questione afghana, per la quale potrebbe partire anche un altro invito nel corso del prossimo G8. Il viaggio, inizialmente annunciato, è stato annullato suscitando qualche polemica. Ora si attende una nuova data: prima del 21 marzo o dopo il 5 aprile. Sull’altro fronte c’è il tentativo di isolare l’Iran per spingerlo a più miti consigli. Hillary Clinton ha già avuto reazioni positive da Mosca e ha spedito due alti emissari a Damasco per avviare negoziati con il presidente Bashar Assad. “Ora gli iraniani hanno abbastanza uranio per farsi la bomba atomica. Per poi trasformarla nella testata di un missile potrebbero metterci altri sei mesi” dichiara a Panorama Emily B. Landau dell’Istituto di studi per la sicurezza nazionale di Tel Aviv. “Ma anche se avranno la bomba non è detto che la sganceranno. La vogliono per ribadire il loro ruolo di potenza regionale, non solo nei confronti di Israele ma agli occhi dei paesi arabi come l’Arabia Saudita altrettanto allarmati”.

Milizie Basij

Milizie Basij

Tensioni latenti. Da Teheran Naaser Saghafi-Ameri, del Centro per le ricerche strategiche, minimizza: “Il governo ha detto ripetutamente che il programma nucleare è solo civile. Se l’Iran l’avesse voluto, si sarebbe già dotato di un arsenale nucleare, come Pakistan e Corea del Nord. Comunque Teheran sta considerando l’ipotesi di negoziare con gli Usa”. Ma il 5 novembre un rapporto per la guida suprema Ali Khamenei consigliava di accogliere a braccia aperte le proposte di dialogo dell’Occidente, che potrebbe far crescere lo status regionale dell’Iran e far guadagnare tempo per lo sviluppo dei progetti atomici. Gli israeliani guardano con sospetto alle aperture diplomatiche verso l’Iran. “Useranno il dialogo con l’Occidente per prendere tempo al fine di costruire la bomba” ha dichiarato Amos Yadlin, il capo dell’intelligence militare, durante la riunione di gabinetto dell’8 marzo. “Abbiamo queste alternative: un inasprimento delle sanzioni e la dissuasione nucleare americana. Infine è sempre sul tavolo l’opzione militare con un attacco preventivo” spiega Ely Karmon dell’Istituto per l’antiterrorismo di Herzliya. “L’opzione militare è l’extrema ratio, ma in Israele tutti se l’aspettano” spiega a Panorama Mario Arpino, ex capo di stato maggiore e comandante italiano durante la prima guerra del Golfo. “È possibile un attacco aereo di 24 ore, ma neppure gli israeliani riuscirebbero a evitare la ritorsione. Per ora verrà usata la carota diplomatica facendo balenare il bastone della forza”. Secondo un recente rapporto del Centro di studi internazionali e strategici di Washington, l’attacco preventivo dal cielo coinvolgerebbe tre squadroni per un massimo di 150 aerei.

L’ex agente Cia Bob Baer però osserva: “Un intervento militare per ora è fuori discussione, gli americani rifiuterebbero a Israele l’uso dello spazio aereo sull’Iraq”. Ossia il percorso più breve per colpire i siti nucleari, anche se una via alternativa potrebbe essere l’Oman. Gli obiettivi primari sarebbero i sei grandi complessi coinvolti nel programma nucleare e altri 18 centri sospetti o in via di costruzione. Per piegare veramente l’Iran ci vorrebbero tre settimane di raid. Missione quasi impossibile, che prevede un piano alternativo: l’uso di ordigni nucleari adatti a perforare i bunker per polverizzarli nel sottosuolo. Se poi gli iraniani osassero una rappresaglia nucleare su Israele, i sottomarini con la stella di Davide colpirebbero Teheran dal Golfo di Oman con testate nucleari miniaturizzate. “In cooperazione con gli Stati Uniti le operazioni coperte israeliane puntano a eliminare figure chiave coinvolte nel programma nucleare e a sabotare la catena di forniture” ha rivelato Reva Bhalla, analista di Stratfor.

Nel 2007 Ardeshire Hassanpour, responsabile dell’impianto di Isfahan, è morto avvelenato dal gas. Il Mossad ha poi ottenuto da società europee presenti in Iran informazioni e foto di siti sensibili. E Israele crea società di copertura per infiltrare la catena di forniture al nucleare iraniano inserendo materiale difettoso che sabota gli impianti. Fra gli obiettivi, i progetti 110 e 111 per la costruzione della prima testata nucleare. Per l’ex generale Carlo Jean, “se Teheran aiuta Hezbollah, dall’altra parte si riforniscono le dissidenze armate interne all’Iran. A partire dai baluchi”. “Tutte le installazioni nucleari sul territorio dell’occupante sionista sono nel nostro raggio d’azione. Se saremo attaccati, risponderemo con i missili” ha appena annunciato il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei guardiani della rivoluzione. In caso di attacco, l’Iran mobiliterebbe contro Israele le milizie sciite di Hezbollah in Libano e le cellule di Hamas a Gaza. Attentati e attacchi suicidi colpirebbero obiettivi come ambasciate e centri ebraici, pure in Europa.

Anche i paesi del Golfo temono rappresaglie della propria popolazione sciita. Arabia Saudita ed Egitto considerano una minaccia il nucleare iraniano. Non solo: Teheran mette in dubbio la sovranità del Bahrain (fatto che ha portato il Marocco a rompere le relazioni diplomatiche con l’Iran). “Attaccarci sarebbe una follia” osserva l’ex ambasciatore Saghafi-Ameri. “Potrebbe scoppiare una specie di terza guerra mondiale con effetti devastanti nella regione, ma anche in Europa”.

  • redazione
  • Sabato 14 Marzo 2009
Darfur, sono liberi i quattro ostaggi »
« Chicago, atterraggio d’emergenza per Alitalia

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 15 Marzo 2009 alle 10:39 vincenzoaliascontadino ha scritto:

INCUBO NUCLEARE BUNGEE JUMPING PER NOI?
Crisi create a hoc, per usarci come il filo elastico di Bungee Jumping, ogni volta da Terrorismo, Atomica, Droga ed Economica (Tade)? Operazioni ad arte fare sempre meeting e mai concludere un tubo? Abbiamo visto, Pino Arlacchi con Amman a Palermo spendere 80 miliardi di lire stiamo aspettando ancora i fatti, intanto i Talebani producono 5 600 per cento più. Meeting sulla crisi Iran su atomica una telenovela infinita e risultati zero! Intanto a Taranto venne fermata con bandiera Tedesca BB China diretta in Libia con un carico di elementi nucleare, centrifughe per l’arricchimento dell’uranio si vocifererà che il nucleare di 3^ generazione iraniano è sotto controllo con gestione Russa! Non finito la crisi droga ed Economia, ecco spuntare quella Cubana con base di MiG-25 sull’isola: abituarsi e cercarsi un ponte o palazzo, per curarci da Tade, buttarsi con Bungee Jumping? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

IL MONDO CHE SARÀ IL MONDO CHE SARÀ


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

OGGI AVVENNE OGGI AVVENNE

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

GUARDA IL VIDEO GUARDA IL VIDEO

VAI ALLO SPECIALE VAI ALLO SPECIALE

I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011 I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • Ecco come il Pentagono si prepara alla guerra con la Siria - L’ANALISI
  • Maldive: le proteste si allargano agli atolli. Mandato di arresto per Nasheed. I familiari fuggono nello Sri Lanka
  • Viaggio nei misteri dell’antico Egitto: le 10 più grandi scoperte - Speciale con Panorama
  • Asma al-Assad, la first lady siriana che piace(va) a Oriente e Occidente - LA FOTOSTORIA
  • Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA
  • Femen, il femminismo in topless - LA FOTOSTORIA
  • Obama accoglie Monti, il nuovo volto dell’Italia
  • [Elezioni Usa 2012] Il terremoto Rick Santorum
  • Che fine ha fatto Occupy Wall Street? - L’ANALISI
  • Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • paolo.manzo su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia
  • indigesto su Washington legalizza i matrimoni gay
  • jimmie01 su Ecco come il Pentagono si prepara alla guerra con la Siria - L’ANALISI
  • paolo.manzo su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia
  • anna.one su [Elezioni Usa 2012] Il terremoto Rick Santorum
  • anna.one su Ecco come il Pentagono si prepara alla guerra con la Siria - L’ANALISI
  • anna.one su Ecco come il Pentagono si prepara alla guerra con la Siria - L’ANALISI

Archivi

  •  2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152