
Il sindaco di Antanarivo e nuovo presidente Andry Rajoelina
Andry Rajoelina ce l’ha fatta. Il 34 enne ex – sindaco della capitale Antananarivo e leader dell’opposizione ha raggiunto oggi l’obiettivo che si era prefissato a gennaio, allo scoppio delle proteste in Madagascar: le dimissioni del suoi rivale, il presidente Marc Ravalomanana, che ha preferito cedere il potere ai militari piuttosto che arrivare allo scontro finale con Forze Armate e opposizione.
L’annuncio delle dimissioni del presidente è stato dato dal suo portavoce, Andry Ralijaona. Ravalomanana avrebbe designato l’ammiraglio alla guida della Marina militare, Hyppolite Ramaroson, come nuovo capo di stato ad interim. In pratica, però, l’esercito sembra concorde nel concedere la presidenza al leader dell’opposizione Rajoelina, che proprio a questo scopo avrebbe rifiutato oggi l’opzione di creare una giunta militare per guidare la transizione. Le dimissioni di Ravalomanana, sempre più in difficoltà negli ultimi giorni a causa del crescente appoggio dato dall’esercito a Rajoelina, erano diventate quasi un atto dovuto dopo gli avvenimenti di ieri, quando alcuni contingenti dell’esercito avevano fatto irruzione in uno dei palazzi presidenziali e due granate erano state lanciate contro i sostenitori del presidente, asserragliati all’esterno della sua residenza.
Ora, per la Grande Ile si apre uno scenario tutto da decifrare. In teoria, Rajoelina avrebbe promesso l’organizzazione a breve di libere elezioni, ma se lui stesso dovesse venire ufficialmente designato come presidente ad interim le cose potrebbero cambiare. Molto peso avrà l’atteggiamento delle Forze Armate, che nel corso della crisi sono passate dal sostenere il presidente a una sorta di neutralità attiva a favore del leader dell’opposizione. Sabato scorso, Rajoelina era addirittura arrivato a concedere al presidente appena quattro ore per lasciare la guida del Paese.
L’Unione Africana (UA) ha condannato nei giorni scorsi le pressioni esercitate sul presidente perché rassegnasse le dimissioni. Certo, la decisione presa oggi da Ravalomanana non può essere equiparata a un golpe, ma poco ci manca. E se i precedenti di Guinea e Mauritania valgono ancora, l’organizzazione potrebbe decidere di sospendere il Madagascar finché non verranno tenute nuove elezioni. Un danno tutto sommato accettabile per Rajoelina, che con gli eventi di oggi ha siglato una specie di nuovo record: la presa del potere attraverso metodi al limite della legalità, ma non condannabili a priori come eversivi o anticostituzionali. Nonostante i saccheggi dei primi giorni della crisi, nessun colpo è stato sparato dai sostenitori dell’opposizione, che posso anzi vantare almeno 25 morti uccisi dai proiettili della guardia presidenziale. In tutto, la crisi ha provocato almeno 135 vittime e un numero imprecisato di feriti, mettendo in ginocchio il settore turistico e di conseguenza l’economia di un Paese in cui il 70 percento della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
- Martedì 17 Marzo 2009

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