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Le frasi di Benedetto XVI contro la distribuzione dei preservativi in Africa preoccupano Francia e Germania. “Mettono in pericolo gli imperativi di protezione della vita umana” secondo il ministero degli Esteri francese. “I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti (…). Tutto il resto sarebbe irresponsabile”, aggiungono in un comunicato congiunto le ministre tedesche della Salute, Ulla Schmidt, e della Cooperazione economica e dello sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul. In serata alle critiche verso il pontefice si aggiunge anche la Commissione europea per bocca del portavoce del commissario Ue agli aiuti umanitari Louis Michel che sostiene: “Il preservativo è uno strumento essenziale nella lotta al male”.”Chi ha l’Aids, è sessualmente attivo e cerca partner differenti deve proteggere gli altri e se stesso. I preservativi possono proteggere, anche se spesso gli uomini li rifiutano”, ha scritto invece, prendendo le distanze dal Vaticano, il vescovo ausiliario di Amburgo, Hans Jochen Jaschke, in un un articolo per il settimanale Die Zeit. E sarà un caso, ma proprio oggi il ministero della sanità spagnolo ha annunciato che invierà un milione di preservativi in Africa per contribuire alla lotta contro la diffusione dell’Aids sottolineando l’importanza delle protezioni. Ma forse la critica che più farà arrabbiare Oltretevere arriva dal teologo musulmano Adnane Mokrani, docente alla Pontificia Università Gregoriana, che in merito alla posizione ribadita dal Papa dice: “Tra la salvaguardia della famiglia e quella della vita è prioritaria la seconda”.
”All’apparire di queste nuove tecniche, nel secolo scorso, c’è stata una certa resistenza anche nel mondo islamico, legata alla tecnofobia e alla paura della modernita’ - ricorda Mokrani - ma poi è gradualmente subentrata l’accettazione, sia tra i sunniti sia tra gli sciiti”.
Il fuoco di fila contro le parole del Papa in Camerun non fa però arretrare il Vaticano. Che oggi è tornato sull’argomento per spiegare come vanno intese le parole del pontefice. Non una semplice condanna dell’uso del condom ma un invito a una vita sessuale basata sull’astinenza e su un rapporto più “equilibrato” con la sessualità. “A proposito degli echi suscitati da alcune parole del Papa sul problema dell’Aids - si legge nella nota vaticana odierna - il direttore della sala stampa, P. Federico Lombardi, precisa che il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell’Aids: primo, con l’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia; due: con la ricerca e l’applicazione delle cure efficaci dell’Aids e nel metterle a disposizione del più ampio numero di malati attraverso molte iniziative ed istituzioni sanitarie; tre: con l’assistenza umana e spirituale dei malati di Aids come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa”. La Chiesa, conclude la nota - “non ritiene che puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore, più lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell’Aids e tutelare la vita umana”.
- Mercoledì 18 Marzo 2009
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