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Il braccio di ferro tra il governo di Pechino e il Dalai Lama è sbarcato per la prima volta anche in Africa. Stavolta, a finire nel ciclone delle polemiche è stato il governo sudafricano, reo, secondo gli organizzatori di una conferenza di pace in programma per il prossimo fine settimana a Johannesburg, di aver negato un visto d’ingresso al leader spirituale e politico del popolo tibetano per compiacere l’alleato cinese.
A denunciare il fatto sono stati l’arcivescovo Desmond Tutu e l’ex presidente Frederick De Klerk che, assieme al terzo premio Nobel per la pace locale, Nelson Mandela, avevano esteso al Dalai Lama l’invito a partecipare alla conferenza, organizzata nell’ambito di una serie di manifestazioni preparatorie ai Mondiali di calcio del 2010. L’arcivescovo ha condannato senza mezzi termini la decisione presa dal dipartimento per gli affari interni, e ha fatto sapere che boicotterà l’evento se il governo non dovesse tornare sui propri passi. Una posizione fatta propria anche da De Klerk, e che rischia di mettere in serio imbarazzo il presidente ad interim Kgalema Motlanthe, gettando un’ombra sull’organizzazione della prossima Coppa del Mondo.
Dal ministero degli interni non è arrivata alcuna motivazione ufficiale ma, secondo le indiscrezioni riportate oggi da numerosi giornali locali, la rappresentanza diplomatica sudafricana in India avrebbe chiesto al Dalai Lama di posporre il proprio viaggio. Colpa delle pressioni di Pechino, decisa a fare tutto il possibile per scongiurare la visita di Sua Santità, organizzata in coincidenza con una serie di sgraditi anniversari: il sessantesimo dell’invasione cinese del Tibet, il cinquantenario dalla fuga del Dalai Lama in India e il primo anniversario delle proteste scoppiate nella regione nel marzo dello scorso anno.
Non che la Cina abbia dovuto faticare molto per piegare la resistenza del governo sudafricano, visti i legami tra i due Paesi: secondo il quotidiano sudafricano Sunday Independent, il commercio bilaterale ammonta a un quinto del totale degli scambi tra Pechino e il continente africano, e meno di dieci giorni fa è stata inaugurata a Johannesburg la nuova sede del Fondo di investimento Cina – Africa (CadFund), del valore di 5 miliardi di dollari, creato nel 2007 per facilitare gli investimenti cinesi in Africa. Non è la prima volta che Pechino esercita pressioni sugli altri governi per contrastare la visibilità e l’appeal mediatico del padre spirituale tibetano. Ma in Sudafrica la questione ha assunto una valenza molto particolare, visti i trascorsi del Paese e le radici dell’African National Congress (ANC), l’ex movimento di liberazione dall’apartheid che domina la vita politica sudafricana da 15 anni. L’arcivescovo Tutu ha avuto buon gioco nel definire la decisione del governo “un totale tradimento del nostro passato di lotta”, accusando Pretoria di essersi piegata “senza vergogna” alle pressioni di Pechino.
Ma i tempi cambiano, e anche il partito di Nelson Mandela non è più quello di una volta: nonostante nella leadership del partito figurino ancora molti militanti della vecchia guardia, l’ANC è accusato da una crescente fetta della società sudafricana di essere diventato un semplice apparato di potere, travolto da scandali e faide interne e disposto perfino ad accettare finanziamenti da alleati scomodi quali il Partito comunista cinese e il leader libico Gheddafi per vincere le prossime elezioni. Non che il trionfo del partito sia in discussione, tutt’altro. Le previsioni più “fosche” accreditano l’ANC di almeno il 60 percento delle preferenze, ma il partito guidato da Jacob Zuma preferisce non correre rischi. In attesa che, con o senza gli ideali di una volta, le urne sanciscano un trionfo già scritto.
- Lunedì 23 Marzo 2009

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Commenti
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Il 23 Marzo 2009 alle 22:05 shift ha scritto:
E’ semplicemente vergognoso che una nazione che ha combattuto contro l’appharteid se ne esca fuori in questo maniera contro il rappresentate di un popolo e di una nazione assoggettati contro la loro volontà a dei fanatici comunisti.
Non ci vengano più a raccontare le loro storie di libertà e uguaglianza d’ora in poi, perchè non sono più credibili.
Il 28 Giugno 2010 alle 13:16 Notizie dai blog su “Siamo 1,9 milioni e tra noi ci sono almeno 400mila bambini orfani p ha scritto:
[...] di Pechino e il Dalai Lama è sbarcato per la prima volta anche in Africa. blog: canale mondo | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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