
Novità dagli Stati Uniti. Il settimanale a stelle e strisce Time sta per lanciare una nuova testata: un magazine “à la carte” chiamato Mine. Si tratta di un servizio online dove gli internauti creeranno il foglio che più li soddisfa. Insomma, si faranno un giornale su misura. Al sito del magazine sperimentale i lettori potranno scegliere i “loro” articoli selezionandoli da otto testate del gruppo: Travel + Leisure, Golf, InStyle, Money, Real Simple, Sports Illustrated, Food & Wine e, ovviamente, Time. Il giornale personalizzato (36 pagine che ospiteranno anche un po’ di pubblicità di una casa automobilistica) sarà poi inviato via posta elettronica o nella più classica versione cartacea. Il costo del servizio? Gratuito e per ora limitato ai primi 30mila lettori residenti negli States. E quando sarà operativo? Entro la prima settimana di aprile, assicurano dagli Usa.
50 anni d’Africa in un sito
Le sue vicende sono spesso snobbate dai media occidentali. Anche perché sono in pochi a conoscere bene la sua storia. Di che parliamo? Dell’Africa e di ciò che accade nei suoi vasti territori. E così il gruppo keniota A24 Media ha pensato di correre ai ripari offrendo ai professionisti dei media internazionali (e non solo) un servizio che si propone di aiutare chi vuole raccontare le storie del continente nero. In settimana è stata quindi presentata una raccolta di immagini che raccontano le principali vicende africane da 50 anni a questa parte. Il servizio è consultabile al sito e copre, oltre agli aspetti storici e politici, anche questioni legate alla cultura, allo sport, alla natura.
Emergenza clima: giornalisti ignoranti
Quella del cambiamento climatico è una questione troppo delicata e i giornalisti spesso non hanno le competenze per descriverla nel dettaglio. Così almeno la pensa l’organizzatrice dell’International Scientific Congress on Climate Change, il summit sull’ambiente che si è tenuto a Copenhagen dal 10 al 12 marzo. In una dichiarazione rilasciata al Science and Development Network, la biologa marina Katherine Richardson ha detto che spesso i reporter lavorano per organizzazioni più interessate a far soldi piuttosto che a fornire al grande pubblico una chiara interpretazione del cambiamento climatico. La scienziata ha quindi richiamato l’attenzione dei colleghi affinché rivedano le loro strategie comunicative. Messaggio colto al volo, visto che lo stesso Science and Development Network ha pubblicato online una guida ai cambiamenti climatici pensata proprio per quei giornalisti che dovrebbero conoscere a fondo la questione. Tutti i reporter sono quindi invitati a consultare la “Practical Guide to climate change” prima di scrivere di ambiente.
- Lunedì 23 Marzo 2009

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