Il Presidente francese Nicolas Sarkozy incontra gli operai dell’acciaieria Arcelor Mittal a Metz a febbraio. La Arcelor Mittal, una delle più grosse società produttrici di acciaio, ha annunciato il licenziamento di 595 dei 1.108 operai delle sede di Metz.
Ancora un manager sequestrato dagli operai in Francia. È successo al direttore dell’azienda farmaceutica 3M, situata nel Loiret, centro del paese, che ha dovuto trascorrere la notte nel suo ufficio, dopo essere stato trattenuto dai lavoratori, in lotta contro un piano di ristrutturazione che prevede la soppressione di 110 posti di lavoro su un totale di 235. Il direttore del personale si trova ancora nell’azienda. E gli operai non vogliono mollare: “Chiediamo una rinegoziazione degli indennizzi di licenziamento e un congedo di mobilità di almeno 24 mesi. Questa azione - ha spiegato un sindacalista - è l’unica nostra possibilità per farci ascoltare, ma non c’è alcuna aggressività”.
Questo tipo di azioni di lotta estrema da parte dei lavoratori è frequente in Francia, anche a causa del basso livello di sindacalizzazione del Paese, circa il 5% della complessiva forza lavoro regolare. Il 12 marzo scorso anche il PDG - presidente-direttore generale - di Sony France era stato sequestrato dagli operai in lotta e aveva passato la notte in fabbrica. L’azienda - che impiega 311 dipendenti - dovrebbe essere chiusa il 17 aprile prossimo, ma dopo il sequestro-lampo i manager della Sony hanno accettato di sedersi nuovamente al tavolo delle trattative per trattare sulle modalità di uscita dei lavoratori.
La crisi in Francia mescola piccole e grandi tragedie collettive con vicende private dolorose, come quella del suicidiio avvenuto oggi di un sindacalista della fabbrica di ceramiche Deshoulieres, a Chauvigny. L’uomo, 56 anni, ha lasciato una lettera per spiegare che la pressione professionale era troppo forte e che la sua morte deve essere considerata un incidente di lavoro. Sullo sfondo, scioperi e mobilitazioni. Gli operai della Continental - 1.120 destinati a scomparire - hanno invaso Parigi e raggiunto l’Eliseo, dove sono stati ricevuti da un consigliere del presidente Nicolas Sarkozy. Ma ne sono usciti delusi.
Cronache della crisi dalla Francia, dove esplodono rabbia e disperazione fra operai costretti ad assistere pressoché impotenti - quasi quotidianamente - a chiusure di fabbriche, licenziamenti, cassa integrazione, sotto i colpi di una crisi che si porta via - uno dopo l’altro - pezzi dell’industria. Proprio mentre il presidente Sarkozy annuncia commissari alla reindustrializzazione nei bacini dove più forte è la minaccia all’occupazione. A lui, gli operai chiedono di non essere impotente di fronte alla crisi. I sindacati non sconfessano le azioni più radicali, anzi dicono che sono destinate a ripetersi. Oggi, invece, i mille operai del sito francese di Clairvoix di Continental, gruppo tedesco di pneumatici, sono stati ricevuti all’Eliseo da Raymond Soubie, consigliere sociale di Sarkozy. Ma, all’uscita dal palazzo presidenziale, gli operai, delusi, hanno detto di non avere ricevuto alcuna garanzia. Giorni fa, il direttore della Continental era stato preso a lanci di uova e costretto ad abbandonare di corsa l’assemblea. L’azienda - passata sotto il controllo di un gruppo russo nel 2003 - dà lavoro attualmente 130 persone dopo averne licenziate nel dicembre scorso altre 84 nell’ambito di un piano di ristrutturazione.
- Mercoledì 25 Marzo 2009

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Commenti
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Il 31 Marzo 2009 alle 16:16 Grenoble, la rabbia dei lavoratori: altri quattro manager sequestrati » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Si tratta del terzo caso in Francia di sequestro del manager per bloccare i licenziamenti richiesti dalla crisi finanziaria dopo il rapimento dei manager di Sony e di 3M. Ma sono anche altri gli episodi che lasciano pensare a un’escalation di proteste sociali nel Paese. A Edimburgo, pochi giorni fa, è stata assaltata la villa di sir Fred Goodwin, ex amministratore delegato della fallita Royal Bank of Scotland. La responsabilità dell’azione fu rivendicata dal gruppo “Bank bosses are criminals” (”I dirigenti di banca sono criminali”). Che la situazioni sia esplosiva lo ha confermato stamane il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker parlando al Parlamento europeo. La crisi, secondo Juncker, rischia di esplodere in tutta la sua drammaticità con pesanti rischi di “rottura della coesione sociale”. “Le propettive dell’economia sono eccezionalmente cattive - ha continuato Juncker - e la crisi del lavoro è a questo punto drammatica, la disoccupazione è all’8,2% pari a 13 milioni di uomini e donne disoccupati”. Non è detto insomma che queste forme estreme di protesta restino limitate alla Francia, dove il tasso di sindacalizzazione, circa il 5% della forza lavoro complessiva, è tra i più bassi di tutta l’Europa. [...]
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