
Una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare la guerra quella varata dall’Amministrazione di Barack Obama che ha rimosso tutti i “master messages” elaborati dopo l’11 settembre 2001 da George Bush. Dopo aver eliminato le definizioni di “islamista” e “islamico” in riferimento agli insorti in Iraq e Afghanistan e alle cellule terroristiche dei gruppi affiliati ad Al Qaeda, il presidente americano ha rimosso anche l’espressione “guerra al terrorismo” che aveva accompagnato tutte le operazioni militari americane in Iraq, Afghanistan e su altri fronti meno noti (Somalia, Filippine, Yemen) negli ultimi anni.
L’ordine è partito dall‘Ufficio del Management e Budget (OMB)
della Casa Bianca, guidato da un fedelissimo di Obama, Peter Orszag, che ha già utilizzato il nuovo termine “operazioni d’emergenza all’estero” per definire le guerre in Iraq e in Afghanistan. In una mail indirizzata ai vertici politici, del Dipartimento dell’Homeland Security e del Pentagono , il responsabile dell’Ufficio per la revisione della sicurezza dell’OMB, Dave Riedel, ha scritto che “questa amministrazione preferisce evitare l’uso di termini “lunga guerra” e ”guerra globale al terrorismo” da sostituire con “operazioni d’emergenza all’estero” (Overseas contingency operation).
Il primo a fare le spese delle nuove “norme di linguaggio” stabilite dallo staff di Obama è stato il generale dei marines John Bergman al quale è stato imposto di correggere le “vecchie” definizioni utilizzate nella sua relazione che stava per esporre al Congresso.
L’ipotesi di sostituire l’espressione “guerra globale al terrorismo” (l’acronimo GWOT utilizzato al Pentagono) era stata proposta anche durante la precedente amministrazione repubblicana ma George W. Bush si era sempre opposto.
Obama punta invece a rimuovere ogni parola che sottintenda lo stato di guerra o la minaccia terroristica che anche oggi costituiscono problemi irrisolti per gli Stati Uniti. Da quando è entrato alla Casa Bianca Obama ha utilizzato solo una volta, e di sfuggita, il termine terrorismo parlando dell’Iran in una conferenza stampa.
Il nuovo linguaggio della sua Amministrazione sarà forse politically correct ma rischia di apparire inadeguato per un’America che continua a registrare la morte di decine di soldati ogni mese in Iraq e Afghanistan (da gennaio sono caduti complessivamente 80 militari) e a tratti ridicolo come dimostra la definizione adottata dalla direttrice dell’Homeland Security, Janet Napolitano, che ha soppresso l’uso del termine “terrorismo” sostituito con “disastri causati dall’uomo” (man-caused disasters).
Il tentativo di Obama di mettere la sordina alla guerra per puntare anche mediaticamente sull’emergenza economica e le problematiche interne non renderà gli Usa più sicuri contro la minaccia di altri attentati. Al tempo stesso esiste il rischio che queste nuove norme di linguaggio a basso profilo così come l’ostentata disponibilità di Obama a negoziare con talebani e Iran e l’annuncio di una exit strategy dall’Afghanistan convincano i gruppi jihadisti che l’America è debole e non più in grado di sostenere la lotta. Una percezione che potrebbe avere effetti devastanti per Washington e i suoi alleati su tutti i fronti di quella che al Pentagono fino a ieri chiamavano guerra globale al terrorismo.
- Giovedì 26 Marzo 2009

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Commenti
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Il 26 Marzo 2009 alle 12:01 shift ha scritto:
L’operao di Obama in campo internazionale è semplicemente ridicolo.
Sicuramente l’utilizzo dei nuovi termini non sobillerà la suscettibilità musulmana, ma d’altra parte il mascheramento al popolo americano e all’occidente di chi sia il nemico farà mancare la volontà di lotta e di percezione esatta dello stato delle cose.
Cosa assai pericolosa quando c’è in ballo la propria sopravvivenza.
Se poi Obama pensa di cancellare in questo modo i problemi internazionali scoprirà presto che loro non si sono scordati degli USA.
In quanto agli islamici un simile comportamento li renderà solo più decisi e più forti nell’aggressione all’occidente e agli USA in particolare.
Mi chiedo dove avessero la testa gli americani quando hanno votato Obama, sarebbe stato meglio per loro avere un nemico internazionale di più che un simile Presidente, che li porterà in un mare di guai, e noi con loro.
Il 26 Marzo 2009 alle 12:17 Mcbert ha scritto:
che menata, questa è davvero una menata galattica , cioè un conto è sdrammatizzare , rassicurare , evitare di usare termini troppo cruenti , un conto e voler far diventare quello che deve essere chiaro , una vera e propria lotta al terrorismo in una lotta ai disastri combinati dall’uomo.
La guerra non va fatta , ma la guerra è guerra se ci dimentichiamo il significato di questa parola potremmo ritrovarci dentro ad una guerra senza saperlo.
Se bush è stato troppo duro , obama rischia di essere un padre troppo mollaccione e protettivo.
la gente deve sapere senza allarmismo
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[...] Le difficoltà dell’Amministrazione sembrano indurre il presidente Obama a cercare di sopperire all’assenza di risultati con nuovi artifizi lessicali simili a quelli varati all’inizio del suo mandato. Ricordate quando un anno or sono il neopresidente decise di azzerare la terminologia bellica utilizzata dal suo predecessore, George W Bush, cancellando il termine “Global War on Terror”? Determinato a smorzare i toni bellicosi e spegnere i riflettori sui conflitti in Iraq e Afghanistan, Obama cancellò il termine con il quale si indicavano le operazioni americane contro al-Qaeda sostituiendolo con un più morbido “operazioni d’emergenza oltremare” (Contingency operations overseas). [...]
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