LEGGI ANCHE: La rivoluzione linguistica di Obama, la “guerra al terrorismo” è terminata - Obama frena sulla conversione ambientale dell’economia
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, presenta oggi il piano del suo governo per l’Afghanistan: l’obiettivo, sette anni dopo gli attacchi dell’11 settembre, è dare una spallata ad Al Qaeda e mettere in ginocchio i talebani. Per vincere una guerra che si trascina da troppo tempo, il nuovo presidente schiererà altri 4.000 soldati che avranno il compito specifico di addestrare le truppe locali. Il nuovo contingente, che dovrebbe partire a giugno, si sommerà ai 17.000 soldati aggiuntivi già annunciati dalla nuova amministrazione a febbraio e che arriveranno nei prossimi mesi in Afghanistan per rafforzare il contingente dei circa 38.000 uomini che già si trovano nel tormentato Paese.
Obama giovedì ha parlato al telefono con il presidente afghano, Hamid Karzai, e ha incontrato i deputati statunitensi per informarli del contenuto della sua nuova strategia. Nel documento, una ventina di raccomandazioni per far fronte alla spirale di violenza talebana in Afghanistan, ma anche in Pakistan. Il tentativo è di concentrare gli sforzi militari proprio sull’area, come anticipato durante la campagna elettorale. Gli Usa ricorreranno non solo alla forza ma anche alla diplomazia e lanceranno una vasta ‘offensiva’ diplomatica per coinvolgere i Paesi vicini nella stabilizzazione. Non solo: oltre a rafforzare il contingente militare, Obama punta a inviare altri funzionari civili fino a raggiungere quota 900 (dovranno rafforzare l’amministrazione e consigliare in materia agricola) e a raddoppiare le forze di Kabul da 200.000 a 400.000 unità.
Obama risponde a 100mila mail alla Casa Bianca (conferenza online con trascrizione in inglese)
- Venerdì 27 Marzo 2009
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Il 3 Aprile 2009 alle 11:02 Tra proteste e arresti parte il vertice Nato. Tema centrale sarà l’Afghanistan » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il presidente Usa spiegherà in prima persona quale è la sua exit strategy per porre termine al conflitto, dopo che il Segretario di Stato Hillary Clinton l’ha fatto nella recente Conferenza Internazionale dell’Aia. Obama proporrà un nuovo approccio, che dovrà essere regionale, basato su due capisaldi: la lotta contro il pericolo di una destabilizzazione del Pakistan, e l’attacco ai santuari di Al Qaeda, sul confine tra i due paesi. Per fare questo, il numero di soldati americani entro dodici mesi crescerà di diverse migliaia di unità. Passerà dai 38.000 attuali ai 68.000 previsti per la fine dell’anno. Gli Stati Uniti hanno chiesto che anche lo sforzo dei paesi europei fosse maggiore, ma le risposte sono state timide e prudenti. [...]
Il 30 Luglio 2009 alle 15:32 Afghanistan: segnali di trattativa nel mese più sanguinoso » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La scelta di Miliband di lanciare un’offerta ai cosiddetti talebani moderati non è in contrasto con le decisioni del presidente Usa, Barack Obama: aumentare l’impegno militare fino a 68mila soldati entro l’anno e, contemporaneamente, addestrare truppe locali. Negli Stati Uniti il 54 per cento delle persone sono favorevoli alla missione in Afghanistan: il 36 per cento, invece, pensa che sia stato un errore fin dall’inizio. E la crisi economica fa lievitare i costi dell’impegno militare. Spiragli per l’apertura di colloqui sono stati aperti anche dai talebani. Fanno discutere le “Regole dell’emirato islamico di Afghanistan per i mujaheddin“: una sorta di codice etico voluto dal Mullah Omar che dovrebbe segnare una svolta nelle regole del conflitto, vietando di “attaccare o di recare danno a funzionari, soldati, guardie o lavoratori”. Ma, secondo gli analisti del Pentagono, bisogna essere cauti. Newsweek è riuscito a contattare attraverso la posta elettronica il braccio destro del mullah Omar, il mullah Abdul Ghani Baradar. E gli ha chiesto se sarebbero disposti ad accettare la rottura dei legami con Al Qaeda come condizione per l’accordo di pace: Baradar ha risposto, sibillino, che “le nostre decisioni sono prese sulla base dei nostri interessi nazionali”. La prossima data decisiva è il 20 luglio, il giorno delle elezioni presidenziali. Amid Kharzai, l’attuale capo di Stato, è favorito per un secondo mandato. Ma 500 sezioni elettorali su 7mila sono a rischio per attacchi dei talebani. [...]
Il 4 Agosto 2009 alle 18:19 Afghanistan: segnali di trattativa nel mese più sanguinoso | idoctor ha scritto:
[...] La scelta di Miliband di lanciare un’offerta ai cosiddetti talebani moderati non è in contrasto con le decisioni del presidente Usa, Barack Obama: aumentare l’impegno militare fino a 68mila soldati entro l’anno e, contemporaneamente, addestrare truppe locali. Negli Stati Uniti il 54 per cento delle persone sono favorevoli alla missione in Afghanistan: il 36 per cento, invece, pensa che sia stato un errore fin dall’inizio. E la crisi economica fa lievitare i costi dell’impegno militare. Spiragli per l’apertura di colloqui sono stati aperti anche dai talebani. Fanno discutere le “Regole dell’emirato islamico di Afghanistan per i mujaheddin“: una sorta di codice etico voluto dal Mullah Omar che dovrebbe segnare una svolta nelle regole del conflitto, vietando di “attaccare o di recare danno a funzionari, soldati, guardie o lavoratori”. Ma, secondo gli analisti del Pentagono, bisogna essere cauti. Newsweek è riuscito a contattare attraverso la posta elettronica il braccio destro del mullah Omar, il mullah Abdul Ghani Baradar. E gli ha chiesto se sarebbero disposti ad accettare la rottura dei legami con Al Qaeda come condizione per l’accordo di pace: Baradar ha risposto, sibillino, che “le nostre decisioni sono prese sulla base dei nostri interessi nazionali”. La prossima data decisiva è il 20 luglio, il giorno delle elezioni presidenziali. Amid Kharzai, l’attuale capo di Stato, è favorito per un secondo mandato. Ma 500 sezioni elettorali su 7mila sono a rischio per attacchi dei talebani. [...]
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