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Se l’esercito di Manila non si ritirerà dall’isola di Jolo entro le 14 (le 8 in Italia) di martedì 31 marzo, i tre volontari della Croce Rossa internazionale rapiti il 15 gennaio scorso saranno decapitati. Il gruppo separatista islamico di Abu Sayaaf ha dato ancora 24 ore di tempo al governo filippino per allentare la morsa sull’isola dove sono tenuti in ostaggio nella giungla l’italiano Eugenio Vagni (62 anni), lo svizzero Andreas Notter (39), direttore del Comitato Internazionale della Croce Rossa e la filippina, Jean Lacaba, 37 anni. Poi procederà al suo macabro rituale. Il governo di Manila, che in un primo momento aveva accettato di aprire un corridoio umanitario per consentire agli estremisti islamici di liberare uno dei tre volontari, ha già fatto sapere di considerare inaccettabili le condizioni poste per l’ultimatum e ha ribadito che reagirà con la forza se ad alcuno degli ostaggi sarà fatto del male.
Abu Sayyaf, ’spada di Dio’ in arabo, è considerato la ‘longa manus’ di Al Qaeda nelle Filippine. Il suo obiettivo dichiarato è creare uno stato islamico indipendente nel sud dell’arcipelago. Nato all’inizio degli anni ‘90 da una costola del Fronte Moro Islamico di Liberazione, a sua volta scissosi dal Fronte Moro nazionale di liberazione, è stato protagonista di decine di attacchi sanguinosi. Fondato dal predicatore islamico Abdulrajak Abubakar Janjalani, ucciso nel 1998, il gruppo conta oltre un migliaio di seguaci. Gli Stati Uniti ritengono che Abu Sayyaf abbia ramificazioni e contatti anche in altri Paesi e sospettano che sia un tassello del mosaico del rete terroristica di Osama Bin Laden. Il suo campo d’azione è concentrato nelle isole meridionali di Mindanao, Basilan, Jolo e nell’arcipelago di Sulu. Tra gli obiettivi presi di mira con attacchi, sequestro, stupri ed estorsioni ci sono chiese cattoliche, scuole e supermercati. Abu Sayyaf non è nuovo alla pratica delle decapitazioni degli ostaggi: un ostaggio americano, Guillermo Sobero, fu decapitato, assieme ad altri dodici filippini, nel giugno 2001 a Tuburan, nell’isola di Basilan, dopo quattro mesi di prigionia.
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- Lunedì 30 Marzo 2009

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Il 31 Marzo 2009 alle 11:54 Filippine, scade l’ultimatum di Abu Sayaaf. Paura per i tre volontari rapiti » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Manila ha imposto lo “stato di emergenza” sull’isola di Jolo dopo la scadenza dell’ultimatum dei ribelli che hanno rapito i tre volontari delle Croce rossa, tra cui l’italiano Eugenio Vagni. Lo stato di emergenza proclamato dal governatore Abdusakur Tan - spiega una fonte dell’esercito - dà il via libera a un’eventuale azione di forza contro i miliziani di Abu Sayyaf - un gruppom islamista radicale considerato vicino ad Al Qaeda - che tengono gli ostaggi dal 15 gennaio scorso, limita i movimenti dei civili e impone il coprifuoco su tutta l’isola. L’ultimatum era scaduto stamane alle 8. I rapitori hanno chiesto un ritiro dell’esercito dall’isola minacciando, nel caso non fosse avvenuto, di decapitare uno degli ostaggi. Poco dopo la scadenza del termine, il presidente della Croce rossa, Richard Gordon, è apparso in tv per chiedere ai sequestratori di non fare del male ai volontari. L’organizzazione, fondata nel 1991 dagli ex combattenti di ritorno dall’Afghanistan ai tempi della guerra contro l’Unione sovietica, non ha chiesto finora alcun riscatto ma da due settimane si dice disposta a liberare uno degli ostaggi se l’esercito filippino allentera’ l’assedio alle sue basi su Jolo. Vagni, 62 anni, originario di Montevarchi, Arezzo, fu rapito il 15 gennaio scorso, insieme allo svizzero Andreas Notter, 39, e la filippina Jean Lacaba, 37, al termine di una visita di routine alla prigione di Jolo dove si erano recati per un sopraluogo nell’ambito di un progetto di ristrutturazione della rete idrica. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 12:39 Filippine, gli ostaggi della Croce Rossa sono vivi » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “Ci viene detto dal governatore dell’isola di Jolo che gli ostaggi sono vivi”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini parlando con i giornalisti alla Farnesina della situazione dei tre ostaggi della Croce Rossa, tra l’italiano Eugenio Vagni, rapiti il 15 gennaio scorso nelle Filippine. “L’ultimatum è scaduto”, ha aggiunto il ministro “ma esiste una rete costante di collegamento con i negoziatori della Croce Rossa Internazionale con cui è bene non interferire”. Il titolare della Farnesina ha ribadito di aver attivo “un canale di collegamento con i negoziatori della Croce Rossa e le famiglie dei connazionali, nonche’ con i ministri degli Esteri della Svizzera e delle Filippine con cui scambiamo continui aggiornamenti”. Frattini ha ribadito la necessita’ del silenzio stampa. “Abbiamo ripetuto il forte appello dell’Italia a evitare azioni di forza da parte delle autorità filippine”, ha concluso il ministro. [...]
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