Garantire a tutti cittadini l’accesso a Internet equivale a garantire a tutti il diritto all’educazione. Così la pensa il Parlamento europeo. Giovedì scorso l’assemblea del Vecchio Continente ha infatti approvato un testo (481 voti favorevoli contro 25 e 21 astensioni) dove si dichiara che qualsiasi governo o società privata che limiti a titolo punitivo l’accesso alla Rete viola di fatto il diritto all’educazione dei cittadini. La posizione del Parlamento dell’Ue (sostenuta a gran voce dall’eurodeputato greco Stavros Lambrinidis) si scontra così con i piani dell’esecutivo francese che vorrebbe approvare forse la più dura legge europea contro il download illegale di documenti. Il piano di legge Hadopi (un acronimo che sta per “Haute autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits de l’internet” e che è in fase di discussione proprio in questi giorni) è un’idea del ministro della cultura Christine Albanel e prevede la sospensione dell’abbonamento alla Rete per chiunque sia scoperto per almeno tre volte a scaricare dati illegalmente. La comunità virtuale francese è quindi in agitazione e la stampa transalpina non ha perso l’occasione per sondare gli umori. Interessanti sono i commenti postati sul sito del Nouvel Observateur.
Otto ore al giorno di fronte a un monitor
Che fai durante il giorno? Sto appiccicato allo schermo del computer, poi passo a quello del televisore e quando ho un momento libero mi guardo quello del telefonino. Se poi mi perdo in macchina ho sempre pronto lo schermo del GPS. Questa pare sia una giornata tipica degli americani. Stando a uno studio condotto dal Council for Research Excellence e ripreso dal New York Times, in media gli adulti del Paese a stelle e strisce passano di fronte a un monitor 8,5 ore al giorno. A farla da padrona, come sempre, è la televisione, che oltretutto riesce a imporre ai cittadini americani oltre 60 minuti di spot quotidiani. Il computer, i telefonini e ultimamente anche le apparecchiature GPS fanno il resto.
Un blog per sostenere il giornalismo investigativo
Un milione e 700mila dollari. A tanto ammonta il fondo messo a disposizione del popolare blog americano Huffington Post per lanciare una nuova iniziativa che prevede il finanziamento di una decina di giornalisti impegnanti a raccontare storie “alla vecchia maniera”. La pensata, sostenuta anche dal The Atlantic Philanthropies e da altri benefattori, è stata un’idea della fondatrice dell’Huffington Post, Arianna Huffington, che ha dichiarato di volersi imbarcare in questa avventura per dare una mano a un settore agonizzante (quello del giornalismo impegnato). Nell’annunciare l’iniziativa, la fondatrice del sito ha detto che i reporter saranno incoraggiati a scrivere racconti sullo stato dell’economia americana. A guidare il gruppo di reporter sarà Nick Penniman (il fondatore del The American News Project) e l’intera iniziativa sarà supervisionata dal Center for Investigative Journalism della Columbia School of Journalism.
- Martedì 31 Marzo 2009
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Commenti
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Il 2 Aprile 2009 alle 10:29 Il Grande Orco e i pretesti per normalizzare la rete ha scritto:
[...] Tanti, troppi i tentativi di imbrigliare e normalizzare la rete. Il pretesto di governi e singoli politicanti è la difesa dal Grande Orco del malaffare telematico (pedofili, terroristi, cracker, eccetera). La realtà è diversa, come dimostra quel che accade in Francia con la legge Hadopi. Sono in ballo gli interessi della major discografiche e cinematografiche e poi, diciamolo, tutta questa libertà di espressione è un gran fastidio! “Libertà di Stampa Diritto all’Informazione“, segnala “un progetto di legge a firma dei senatori del Partito Democratico Vincenzo Vita e Luigi Vimercati. Una via alternativa alle norme restrittive che serpeggiano a Montecitorio”. [...]
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