Archivio di Aprile, 2009

India al voto
Il presidente dell’Uttar Pradesh, la fuori casta Mayawati Naina Kumari
Chi è la fuori casta che sfida i potenti di New Delhi
Si conclude, in India, la terza giornata elettorale. Si è votato per la prima volta a Mumbai, dove le preferenze, sostengono i corrispondenti della BBC in città, non sono state influenzate dal pericolo sicurezza ma da bisogni più immediati come l’accesso all’acqua potabile, all’elettricità e ad alloggi decorosi. Il problema della sicurezza ha avuto invece un peso maggiore nel Jammu & Kashmir, dove i gruppi separatisti hanno lanciato un appello al boicottaggio delle urne dopo due giorni di sciopero. Appello che ha avuto successo, visto che per buona parte della giornata diversi seggi sono rimasti deserti.
La violenza dei naxaliti, invece, sembra essersi (momentaneamente) frenata. Il 16 aprile una serie di attacchi ben preparati ha causato la morte di diciassette persone. Il 23 aprile gli episodi di violenza sono stati meno brutali. Oggi la situazione sembra essere ancora più calma, e fino ad ora la stampa indiana ha diffuso la notizia di un solo incidente: nel distretto di Purulia, nel Bengala occidentale, una mina ha colpito un seggio ferendo due persone, tra cui un agente delle forze dell’ordine.
L’atmosfera di sicurezza in cui si stanno svolgendo le votazioni di oggi non serve però a coprire un altro scandalo delle elezioni indiane: quello dei candidati “criminali”. Un quinto dei 5.500 indiani che concorrono per una poltrona del Parlamento nazionale, infatti, dovrà presto affrontare un processo penale. Chi per difendersi da accuse di furto, chi di rapimento, e alrti ancora addirittura di omicidio. Dal momento che la Costituzione indiana permette a chi non è ancora stato condannato in fase di giudizio di candidarsi alle elezioni, sono in tanti i piccoli criminali locali che sfruttano corruzione e potere per garantirsi le preferenze di un numero di elettori tali da permettere loro di ricoprire una carica pubblica. E c’è chi lo fa proponendosi come paladino dei gruppi più poveri, pagando per loro generi alimentari e parcelle mediche. Ma il problema è che quando i criminali entreranno in Parlamento, in un Parlamento in cui difficilmente quest’anno sarà possibile individuare una maggioranza monocolore solida. I “criminali politici” - come vengono definiti dalla stampa - saranno in una posizione tale da poter ricattare i partiti più forti, peggiorando ulteriormente, sostengono gli esperti, il livello di corruzione e di inefficienza di qualsiasi Governo.
Ecco perchè i tre gruppi che si contendono le posizioni da cui verrà deciso il destino del Paese sono sempre più preoccupati. Anche se, vale la pena ricordarlo, il Partito del Congresso e il BJP hanno candidato, rispettivamente, 100 e 98 politici in attesa di giudizio.

Sono usciti i dati dell’Audit Bureau of Circulations sulle vendite dei quotidiani statunitensi nel periodo ottobre 2008 - marzo 2009 (quello nero, dal punto di vista finanziario). Come tutti si aspettavano, gli analisti hanno confermato un tracollo generale della distribuzione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in media il calo si è attestato al 7,1 percento. Non tutti i giornali hanno però accusato il colpo alla stessa maniera. Tra i primi cinque fogli più venduti, solo USA Today (il più letto in assoluto con oltre 2,1 milioni di copie smerciate) ha fatto peggio della media registrando un secco meno 7,46 percento. Ottimo invece (vista la congiuntura economica) il risultato del secondo in classifica, il Wall Street Journal, che con oltre due milioni di copie distribuite ha incrementato le vendite dello 0,6 percento. Ma ecco la classifica e i dettagli dei primi cinque più letti: Usa Today (2.113.725 copie vendute, -7.46%); Wall Street Journal (2.082.189 copie, + 0.61%), New York Times (1.039.031, -3.55%); Los Angeles Times (723.181 copie, -6.55%); Washington Post (665.383 copie, -1.16%). Per vedere poi la classifica dei 25 quotidiani più letti, clicca qui.
France 24 parla sempre più in arabo
Da lunedì 27 aprile un’altra emittente di sole news rafforza la sua programmazione in lingua araba. Si tratta di France 24, la tv francese voluta nel 2006 dall’ex presidente Jacques Chirac per contrastare il dominio delle due super-emittenti anglofone (BBC e Cnn). Fino a ieri la tv transalpina trasmetteva per quattro ore al giorno in arabo. Adesso manda in onda programmi e commenti per una decina di ore al giorno. I piani, stando a quanto aveva dichiarato qualche tempo fa l’amministratore delegato Alain de Pouzilhac, sono però più ambiziosi. Nel 2007 il manager aveva infatti detto che entro la fine del 2008 l’emittente avrebbe parlato arabo 24 ore al giorno. Un po’ di ritardo, quindi.
Madoff e il crac finanziario, arriva il film
Con il suo buco di 50 miliardi di dollari è stato uno dei responsabili del colossale tracollo della finanza americana (e quindi mondiale) degli ultimi mesi. Adesso Hollywood gli dedica un film. Stando a quanto ha scritto The Insider , sono almeno tre settimane che il regista Edmund Druilhet starebbe lavorando alla produzione di un film sulla vita dell’ex finanziere Bernard Madoff (ora in carcere). Secondo la rivista statunitense, il lungometraggio si intitolerà “Madoff: Made Off With America” e ripercorrerà la vita dell’uomo d’affari dagli anni dell’infanzia fino al giorno dell’arresto. Stando poi a un’intervista pubblicata sul sito, il regista avrebbe già identificato l’attore ideale per il ruolo di Mister Madoff: Dustin Hoffman.
Sedie e tavoli nel disperato tentativo di difendersi contro i pirati. E’ l’altra verità che adesso viene fuori. A raccontarla sono i passeggeri che il 25 aprile a bordo dell’italiana MSC Melody sono stati attaccati improvvisamente dai pirati pur essendo a 1852 km dalle coste della Somalia. Una versione, la loro, più drammatica di quella riferita subito dopo dal comandante Ciro Pinto e riportata adesso dal settimanale tedesco Der Spiegel. Nel lungo reportage firmato da Matthias Gebauer e Dietmar Hipp si riferisce che “secondo alcuni testimoni due passeggeri sono entrati nel bar gridando e raccontando quello che stava accadendo. E cioè che una lancia era apparsa a poppa e che vari uomini armati si stavano preparando per agganciarsi al transatlantico. E che uno dei pirati stava già tentando di scalare la parete della nave mentre diversi passeggeri stavano afferrando disperatamente tavole e sedie per lanciarli contro”. Insomma secondo l’articolo di Der Spiegel, prima ancora che il servizio di sicurezza della nave si accorgesse dell’attacco, sarebbero stati i passeggeri a darsi da fare, in una sorta di Far West ambientato però stavolta tutto in mare. I due reporter citano in proposito la testimonianza di un passeggero, Jules Tayler, accorso insieme ad altri per le grida di una donna che per prima aveva visto la barca affiancarsi alla nave. “Uno dei pirati arrampicato sulla corda era già a metà del cammino - riferisce Taylor - è così che abbiamo cominciato a tirargli addosso sedie e tavoli, uno dei quali lo ha colpito facendolo cadere”. Da lì i pirati avrebbero cominciato ad aprire il fuoco, un passeggero sarebbe rimasto ferito ad una gamba e un membro il reportage - prima che la sicurezza armata intervenisse sono trascorsi dai 6 agli 8 minuti. Secondo loro il fatto di aver landell’equpaggio di striscio alla testa. “Secondo questi testimoni- riferisce ciato tavoli e sedie ha salvato la nave”.
Il dubbio è che si sia trattato di un attentato. Tanto che anche il Coordinamento nazionale per la lotta al terrorismo olandese è intervenuto sul posto per garantire la sicurezza dei reali olandesi. I testimoni raccontano che un’auto “sbucata dal nulla” e lanciata a folle velocità contro l’autobus scoperto su cui viaggiava la famiglia reale olandese, prima di schiantarsi contro un’ inferriata di protezione di un monumento al bordo della strada, ha investito il corteo di Apeldoorn uccidendo quattro persone e ferendone almeno 12. Altre persone, sentite dai cronisti, hanno riferito di aver sentito anche degli spari senza chiarire se provenissero dall’auto e dagli agenti intervenuti sul posto. In realtà quello che devono capire gli investigatori è se l’auto tentava di raggiungere il pullman su cui viaggiava la famiglia reale e quindi se sia tratto di un incidente o di un’azione terroristica.
Stando alle testimonianze, alla guida dell’auto, una Suzuki Swift nera, c’era un giovane di 25-26 anni che è stato subito arrestato e che è rimasto incolume. L’incidente è stato ripreso dalle televisioni e dai fotografi che stavano seguendo il corteo reale, organizzato per commemorare la regina Giuliana, madre dell’attuale sovrana Beatrice, morta nel 2004, che oggi avrebbe compiuto 100 anni. La regina e la sua famiglia, compreso l’erede al trono Willelm- Alexander e la moglie Maxima, si trovavano in un autobus scoperto non lontano dall’incidente.
Guarda il video dell’incidente

La portacontainer italiana Jolly Smeraldo è stata nuovamente attaccata dai pirati somali dopo che ieri era riuscita a sfuggire a un primo tentativo di abbordaggio. Gli attacchi sarbbero stati due. Nel primo caso - avvenuto alle 5 e mezza del mattino - i pirati sono intervenuti a bordo di un barchino, nel secondo caso - alle 7 e mezza - erano due le imbarcazioni. “È stato un attacco molto più serio, durato quasi un’ora. I pirati hanno sparato con i bazooka e hanno colpito la nave. Fortunatamente l’equipaggio (23, di cui 15 italiani) sta bene, non c’è nessun ferito, ed è riuscito a farli desistere” ha raccontato Stefano Messina, amministratore delegato della compagnia di navigazione Ignazio Messina a ‘Radio 19‘. L’Ad non nasconde però la frustrazione degli armatori e mette in guardia dal pericolo che il Mediterraneo - e quindi l’Italia - rimanga esclusa dalle rotte commerciali. “Subire due attacchi in 24 ore ci preoccupa molto” ha detto, “fino ad oggi non abbiamo voluto prendere provvedimenti più seri come quelli delle scorte armate, perché ci sarebbe un’escalation e soprattutto nascerebbero problemi legali riguardo gli scontri a fuoco. Se poi i pirati iniziano a utilizzare i bazooka, le forze a bordo dovrebbero essere armate in modo adeguato”.
Secondo Messina, le navi militari impegnate nella zona pattugliano l’area sbagliata. “È vero che l’Oceano è vasto, ma gli attacchi più recenti si sono svolti fuori dal golfo di Aden, ed è lì che bisogna concentrarsi” ha spiegato, “è chiaro che i pirati hanno delle navi appoggio e godono della copertura di alcune nazioni. Il rischio è che le compagnie decidano di abbandonare quella rotta e circumnavigare l’Africa; se così fosse l’Italia, con gli altri Paesi del Mediterraneo, resterebbe esclusa con gravi danni economici”. La nave sta ora proseguendo la sua navigazione verso l’Arabia saudita.
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Uno studente, di origine georgiane, ha compiuto una strage all’interno dell’Ateneo dell’industria petrolifera di Baku, capitale della repubblica caucasica dell’Azerbaigian, uccidendo 17 persone tra insegnanti e studenti e ferendone una dozzina. Tre delle vittime sono straniere: un siriano e due sudanesi. Il killer, che aveva anche preso alcuni ostaggi, si sarebbe poi tolto la vita sparandosi un colpo di pistola alla testa, quando è stato circondato dalla polizia. Aveva addosso L’autore della strage, secondo i documenti che gli hanno trovato addosso le forze dell’ordine, si chiama Ferdi Gadirov, 28 anni, ed è un cittadino georgiano di origine azera. Oltre all’arma e al documento di identità, addosso aveva tre caricatori. Non sono però i chiari i motivi che lo hanno spinto a uccidere, anche se la polizia esclude la matrice politica.
E’ stata smentita invece la versione diffusa dalla televisione di Stato dell’Azerbaigian, secondo cui erano stati due gli uomini armati che hanno fatto irruzione nell’ateneo dopo la rissa, che hanno riferito alcuni testimoni, scoppiata nel cortile dell’Università. Direttamente sul luogo anche il ministro dell’Interno, Ramil Usubov, che sta coordinando le indagini.
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C’è un primo caso confermato di influenza suina in Svizzera: un giovane rientrato da un viaggio in Messico, risultato positivo ai test per l’H1N1, ricoverato ora all’ospedale di Baden, a 25 chilometri da Zurigo. Le persone che sono entrate in contatto con lui sono state avvertite di rimanere a casa per evitare di diffondere la diffusione di una pandemia che l’Oms considera ormai “imminente”. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, ha esortato intanto tutti i Paesi ad attivare i piani di preparazione alla pandemia e ha chiesto alle ditte farmaceutiche di aumentare la produzione di antivirali: “Il virus si estende senza alcun segnale di rallentamento. Il numero di casi umani di influenza suina ufficialmente notificati all’Oms e confermati da analisi di laboratorio è salito a 148 distribuito su un totale di nove Paesi nel mondo”. “L’umanità è minacciata” ha aggiunto dopo aver però sottolineato che, dopo la paura per l’influenza aviaria negli scorsi anni, il mondo è preparato però a un’eventuale epidemia planetaria come non lo è mai stato prima nella storia. Anche secondo la Commissione Ue in Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza, anche se il vecchio continente è ben preparato a farvi fronte.
Italia, solo 20 casi sospetti Il sottosegretario alla Salute italiano Ferruccio Fazio ha invece gettato acqua sul fuoco: ” Ci attendiamo a breve i primi casi anche in Italia, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto l’evoluzione clinica negli altri Paesi. Questo virus si sta dimostrando poco aggressivo, inferiore a una normale influenza”. In Italia - ha detto - non c’è “nessun caso” di influenza della tipologia che si è diffusa in Messico, solo “venti casi sospetti”, nessuno dei quali è “confermato”. Anche secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, “l’allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell’aviaria, sono mediatiche”.
Messico, stop all’economia Il presidente del Messico, Felipe Calderon, ha ordinato un fermo parziale dell’economia dal primo al 5 maggio, per far fronte all’epidemia di influenza suina. In quei giorni lavori e servizi non essenziali saranno sospesi, compresa gran parte dell’attività della pubblica amministrazione e di molte aziende private. Nel suo primo discorso in tv da quando e’ iniziata l’emergenza, Calderon ha invitato i cittadini a restare il più possibile a casa durante il blocco in modo da favorire la lotta all’epidemia.
Stati Uniti, “situazione grave” Negli Stati Uniti la situazione non è ancora così grave, ma diventa sempre più preoccupante: oltre alla morte di un bambino messicano di due anni - che era in Texas con la famiglia - sono stati ormai confermati 92 casi in 10 Stati, dalla costa est a quella ovest. Il Pentagono ha confermato il contagio di un marine nel sud della California. Il presidente Obama ha dichiarato a sua volta che il virus dell’influenza H1N1 crea ”una situazione molto grave”, ma l’America è pronta alla sfida: ”Ogni americano deve sapere che il suo governo sta prendendo le massime precauzioni e i massimi preparativi”. In Europa ci sono sei casi in Spagna; 3 in Gran Bretagna, che ne totalizza 5; 3 in Germania e uno in Austria, oltre a quello già citato in Svizzera. La Nuova Zelanda ha confermato il contagio di 13 persone tornate dal Messico.
La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg
Il VIDEO servizio:
Un mercantile italiano, il Jolly Smeraldo, della Compagnia Messina di navigazione, è sfuggito stamani ad un attacco di pirati nelle acque al largo della Somalia. Lo ha detto oggi la Farnesina.
Un portavoce del ministero degli Esteri ha confermato che l’attacco è avvenuto a 300 miglia a sud-est di Mogadiscio, la capitale della Somalia. “La nave è stata avvicinata da un barchino con alcune persone a bordo, ma è riuscita a sventare l’attacco da sola, senza l’intervento delle unità navali della Nato” impegnate al largo del Corno d’Africa.
A bordo del mercantile Jolly Smeraldo ci sono 15 italiani; gli altri nove membri dell’equipaggio sono dell’est europeo. Lo confermano fonti della compagnia, che hanno anche precisato che i marinai hanno già potuto comunicare con le proprie famiglie e tranquillizzarle. Il comandante della portacontainer è Domenico Scotto Di Perta, di Procida (Napoli).
La Jolly Smeraldo, una portacontainer da circa tremila tonnellate, era partita ieri da Mombasa, in Kenya, ed è diretta a Jeddah, in Arabia Saudita, dove è attesa il 6 maggio prossimo. Il 15 maggio rientrerà a Genova.
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