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Riceverà una delegazione degli operai della Caterpillar che hanno trattenuto per 24 ore nei loro uffici i quattro manager della multinazionale americana. Si è personalmente impegnato, prima di partire per il G20 di Londra, a salvare lo stabilimento che dà lavoro complessivamente a Grenoble a 2.800 persone. Nicolas Sarkozy è riuscito a indurre a più miti consigli le maestranze infuriate della multinazionale americana che aveva annunciato un doloroso piano di ristrutturazione, ma è dovuto venire incontro, mettendo in gioco la credibiità dello Stato francese, alle richieste degli operai in lotta che chiedevano di riaprire il tavolo negoziale. Risultato: questa mattina alle 11, dopo aver passato la scorsa notte in fabbrica, e dormito sulla moquette di un ufficio della direzione, i quattro manager della Caterpillar sequestrati sono stati liberati per consentire la ripresa dei negoziati sul piano di licenziamento di 733 persone. Per gli operai è un segnale importante. Forse storico. Un sindacalista ha esultato: ”La direzione ha accettato anche di pagarci i tre giorni di sciopero”.
Il sequestro dei manager della Caterpillar è stato il terzo del genere avvenuto in Francia nelle ultime settimane, dopo quelli dei dirigenti di Sony France e dell’azienda farmaceutica 3M, in un clima sociale teso, alimentato da annunci di chiusure di fabbriche e di licenziamenti nel quale la caccia al ricco, al “pescecane” che sfrutta la crisi per arricchirsi, diventa la prassi. Ieri sera il patron del gruppo di lusso e distribuzione Ppr, Francois-Henri Pinault, è stato bloccato per un’ora in un taxi, a Parigi, da una cinquantina di dipendenti in stato di agitazione contro la prospettiva di 1.200 licenziamenti.
- Mercoledì 1 Aprile 2009
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Il 1 Aprile 2009 alle 19:26 I sentimenti del Pdci Diliberto: “Noi odiamo Berlusconi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ormai fuori dal Parlamento italiano, il segretario del Pdci Oliviero Diliberto prova a entrare in quello di Stasburgo. Correrà, insieme ai compagni del Prc di Paolo Ferrero, per le europee del 6/7 giugno: “Finalmente i comunisti tornano a presentarsi uniti alle elezioni dopo tanti anni. Torna la falce e martello sulle schede; o meglio, per la prima volta da tanto tempo ci sarà solo ‘una’ falce e martello”. Così aveva detto qualche giorno fa, esprimendo tutta la sua soddisfazione per il via libera, corredato dal simbolo elettorale, all’alleanza con il Prc per le prossime elezioni europee. Oggi, intervistato a Nightline, la trasmissione di Sky tg24 condotta da Maria Latella, ha svelato i suoi sentimenti e si è spinto un po’ (troppo) in là, scagliandosi direttamente contro il presidente del Consiglio: “Come Berlusconi ha in odio il comunismo, così noi abbiamo in odio Berlusconi”. Non usa mezzi termini, il leader Pdci, non nuovo a uscite del genere (come quando disse a Daria Bignardi che “al Billionaire di Briatore ci sarebbe andato col tritolo” o quando affermò che non avrebbe disdegnato riportare a Roma la mummia di Lenin). “Noi” ha sottolineato Diliberto “siamo gli unici che abbiamo il coraggio di dirlo in modo esplicito e di affrontare Berlusconi. Mi ricordo che due anni fa fui l’unico ad affrontare e sconfiggere Berlusconi in un dibattito televisivo”. Il segretario del Pdci ha spiegato che l’alleanza elettorale dei Comunisti con Rifondazione per le europee “è un progetto politico”. “La falce e martello” ha continuato “non indica un’ideologia astratta: sono i simboli del lavoro, scelti oltre un secolo fa. Oggi forse sarebbe scelto un computer, ma resta il fatto che quei simboli rappresentano i lavoratori: quei lavoratori che sono invisibili per la politica e che diventano visibili solo quando muoiono, proprio come gli immigrati nel canale d’Otranto”. O come quando sequestrano i manager. Al proposito, secondo Diliberto, il “sequestro” di Francois Pinault da parte dei lavoratori licenziati delle sue aziende “non è nè da condividere nè da condannare, qui c’è da comprendere”. “Pinault” ha sottolineato il leader dei comunisti italiani “ha un patrimonio di 14 miliardi, e con questo patrimonio licenzia 1400- 1600 operai, che lui neanche conosce, che per lui sono numeri e non persone. Questi licenziati diventano visibili solo quando sono costretti a produrre azioni eclatanti. Se non fossero stati licenziati non sarebbero stati costretti a quell’azione eclatante. Del resto, la crisi è stata creata da coloro che licenziano, e le conseguenze le pagano i lavoratori”. [...]
Il 8 Aprile 2009 alle 17:19 Ennesimo sequestro-lampo dei manager francesi » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Ennesimo sequestro-lampo dei manager francesi. Il quarto dopo quelli dei dirigenti di Sony France, 3M e Caterpillar. Questa volta è toccato a quattro dirigenti della filiale francese della Scapa, un gruppo britannico di nastri industriali, che aveva annunciato a febbraio la chiusura della fabbrica nella zona orientale del Paese. Quattro i dirigenti rapiti. Il direttore di Scapa France, quello di Scapa Europa, un altro dirigente e il direttore del personale. Tutti trattenuti da martedì nei loro uffici dagli operai in lotta contro la chiusura della filiale francese. La gendarmerie, anche questa volta, per non incendiare gli animi, non è intervenuta. Ordini di Parigi. Il gruppo Scapa dà lavoro a 1.500 persone nel mondo, una sessantina delle quali nella filiale francese. [...]
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