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Il premier irlandese Brian Cowen (a sinistra)
In tempo di crisi tutti tagliano. Tagliano le aziende, tagliano gli stati. La gente protesta e punta il dito contro i “ricchi” o i manager ritenuti responsabili della crisi. La gente protesta e punta il dito contro i politici: benestanti, privilegiati ma incapaci di prevedere e gestire la crisi. E allora in Irlanda, per anni una delle tigri dell’economia europea, ora che la crisi morde più forte, anche i tagli devono essere più decisi.
È per questo che il premier, Brian Cowen, nel varare un budget d’emergenza per salvare l’economia dell’Isola, ha invitato i ministri a consegnargli le dimissioni dopo Pasqua per contenere le spese. La richiesta, che riguarda ben 20 ministri, prevede come data ultima per le dimissioni il 21 aprile; solo dopo alcuni di loro potrebbero essere reintegrati o sostituiti, ma tramite accorpamenti e altri meccanismi, il numero è destinato a scendere al massimo a 15.
Una mossa senza precedenti che si giustifica con la situazione economica dell’ex colonia britannica. Per farvi fronte, oltre al “taglio ministeriale”, Dublino ha messo in campo alcuni programmi speciali per chiudere il divario fra l’ammontare previsto delle tasse (34 miliardi di euro) e il programma di spesa per il 2009 (65 miliardi). Ad esempio, per stimolare la crescita tramite la costruzione di infrastrutture, il governo di Cowen ha pensato a uno sistema di bond che userà i fondi delle pensioni per costruire scuole, strade e ospedali raccogliendo fino a 3 miliardi di euro.
Insomma, fra rilanci e tagli ad andarci di mezzo sono stati i “poveri” ministri. E se nei giorni c’è stata una riunione di gabinetto in cui tutti si sono detti d’accordo sulla mossa, fa specie pensare che a pagare il conto potrebbero essere i membri più giovani dell’esecutivo di Cowen, convocati nuovamente dopo il consiglio dei ministri plenario per discutere la faccenda. “È una misura senza precedenti - ha ammesso il premier irlandese - Ma è fatta per rendere il governo più efficace e per restituire più possibile a chi paga le tasse. Per questo prima di fare le nuove nomine rivedrò i ruoli e le funzioni dei ministri”. Una mossa disperata che potrebbe preludere a una rivisione del suo stesso ruolo da parte degli elettori.
- Mercoledì 8 Aprile 2009
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Il 16 Aprile 2009 alle 9:14 Il governo irlandese taglia 5 ministeri | Irlandando Blog ha scritto:
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