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Da un lato una serie di omicidi “eccellenti”. Nomi segnati su una fantomatica lista nera, fatta di oppositori da eliminare. Dallo scorso settembre sono tre in Turchia e uno in Austria. Tutti freddati da una “Groza”, la pistola in dotazione agli 007 russi. Tutti accomunati da un passato in Cecenia, tutti ex separatisti che, scappati all’estero, avevano cercato di nascondersi dagli occhi del fedelissimo di Putin, il presidente ceceno Ramzan Kadyrov. Dall’altro, le dichiarazioni del premier russo e del suo protetto che hanno detto che il terrorismo in Cecenia è sconfitto e lo hanno fatto annunciare al portavoce della Camera bassa della Duma.
E poi la “saga” degli Yamadayev: prima Ruslan, freddato a Mosca nel settembre 2008. Poi, alla fine dello scorso marzo, Sulim, ucciso nel parcheggio del Jumeirah Beach Residence. A Dubai. Ed è proprio qui che la storia cambia. Perché nei giorni scorsi la polizia della città-stato araba ha fatto ciò che prima soltanto gli inglesi avevano fatto pubblicamente puntando il dito contro la Russia e indicando in Adam Delimkhanov, braccio destro di Kadyrov e membro della Duma di Mosca, il mandante dell’ultimo omicidio. “Adam Delimkhanov è l’uomo che si cela dietro l’omicidio di Sulim Yamadayev” - ha detto Dahi Kahalfan Tamim, capo della polizia di Dubai. “Il Cremlino deve fare qualcosa per fermare questi killers, che stavano cercando anche altri due cittadini russi e un kazako, che fortunatamente hanno già lasciato la città”.
Un accusa che Delmkhanov ha accolto senza battere ciglio dall’alto della sua poltrona nel parlamento russo. Una poltrona - vuole il caso - vicina a quella di Andrei Lugovoy, l’ex agente del Kgb che Londra vorrebbe processare per l’omicidio Livtinienko, l’ex agente avvelenato a Londra col polonio. Non che Yamadayev fosse uno stinco di santo; tuttavia, fra rifiuto dell’estradizione e immunità parlamentare in patria, Delmkhanov, che è cugino del presidente ceceno, non sembra rischiare nulla, nemmeno un processo. In fondo, Kadyrov si è schierato personalmente: “Devo dire che Adam Delmakhanov è un amico, un fratello, la mia stessa mano destra - ha detto - Per questo, prendo ogni frase che lo riguardi come se riguardasse me stesso. E per questo prenderemo ogni misura consentita dalle leggi internazionali per mettere davanti alle sue responsabilità chi fa queste spregevoli insinuazioni”. Fosse anche la polizia di Dubai.
D’altra parte, Kadyorv può permettersi affermazioni del genere: è riuscito, con la morte di tutti i leader “ribelli”, compreso quella di Sulim Yamadayev, simbolo dell’opposizione, a consolidare la sua posizione e a “riappacificare” la Cecenia, trasfomandola in una delle regioni più tranquille del Caucaso. Nonostante questo, però rimane ancora “sotto osservazione” da parte delle truppe russe, che - nonostante l’annuncio del presidente della Duma - rimarranno ancora massicciamente presenti nella regione a maggioranza islamica.
- Mercoledì 8 Aprile 2009

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