Ennesimo sequestro-lampo dei manager francesi. Il quarto dopo quelli dei dirigenti di Sony France, 3M e Caterpillar. Questa volta è toccato a quattro dirigenti della filiale francese della Scapa, un gruppo britannico di nastri industriali, che aveva annunciato a febbraio la chiusura della fabbrica nella zona orientale del Paese. Quattro i dirigenti rapiti. Il direttore di Scapa France, quello di Scapa Europa, un altro dirigente e il direttore del personale. Tutti trattenuti da martedì nei loro uffici dagli operai in lotta contro la chiusura della filiale francese. La gendarmerie, anche questa volta, per non incendiare gli animi, non è intervenuta. Ordini di Parigi. Il gruppo Scapa dà lavoro a 1.500 persone nel mondo, una sessantina delle quali nella filiale francese.
- Mercoledì 8 Aprile 2009

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Il 18 Aprile 2009 alle 17:49 Francia, operai in protesta tagliano luce e gas a case e ministeri » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Dai tempi della presa della Bastiglia, la Francia è un laboratorio per le azioni di protesta. Dopo i vari casi di sequestri di manager, rinchiusi negli uffici e costretti a negoziare con i lavoratori, rispunta una forma di azione estrema: privare della luce. I dipendenti di Erdf e Grdf, filiali di Edf e Gdf - gli enti pubblici dell’elettricità e del gas - in sciopero da tre settimane per aumenti salariali, tagliano con azioni selvagge e improvvise luce e gas a migliaia di case. Giovedì scorso sono stati 66.500 i clienti privati di luce, ‘’in un momento o l’altro della giornata’’ - hanno detto i sindacati - e 9.160 quelli che non hanno avuto gas per riscaldamento e cucina. Ad essere colpiti dai black out sono in particolare sedi di ministeri, amministrazioni pubbliche e imprese, ma anche le famiglie, ammettono le organizzazioni sindacali. Ieri i tagli sono stati minimi, ma dovrebbero riprendere martedì e giovedì, giorni in cui sono previste iniziative di mobilitazione sindacale. Gli amministratori delle due aziende minimizzano e dicono che si tratta di “azioni isolate di una minoranza per niente in linea con lo spirito di servizio pubblco che anima la maggioranza dei dipendenti’’. Il premier francese François Fillon però non ne vuole sapere: “Questo non è sciopero, non è azione sindacale” ha detto, riferendosi anche ai sequestri dei dirigenti. “Dobbiamo fare attenzione a che questa situazione di crisi non conduca a un ricorso alla violenza che può colpire ognuno di noi’’. Ma in Francia le tensioni sociali dovute all’effetto della crisi sull’occupazione non si placano. E anche il ministro del Lavoro Brice Hortefeux, ha annunciato che altre azioni simili saranno sanzionate. [...]
Il 23 Aprile 2009 alle 0:44 La mamma dei sindacalisti è sempre incinta « Snow Crash ha scritto:
[...] Negli ultimi tempi continuano ad arrivare news da oltralpe  che parlano di dipendenti di varie aziende, soprattutto straniere, che per cercare di evitare chiusure degli stabilimenti o ristrutturazioni societarie sequestrano manager ed imprenditori. In realtà non si tratta di un fenomeno nuovo, anni fa mi capitò di scoprire di questa “usanza” parlando con un amico franco-italiano che per qualche anno ha lavorato come dirigente in una multinazionale in Francia. Pare infatti che esista almeno uno stato dell’EU(RS) dove i diritti individuali sono considerati ancor più relativi di quanto accada qui. Il sequestro di manager ed imprenditori è di fatto legalizzato, visto che non succede MAI che la gendarmerie intervenga in casi come questi. Oggi mentre pranzavo ho sentito al TG3 una incredibile intervista ad un gruppo di sindacalisti che avevano preso in ostaggio i dirigenti di un’impresa che produce accessori per auto, la Molex sita a Villemur-sur-Tarn, nel sud ovest della Francia. Fra le varie motivazioni addotte dal capobranco dei criminali vi era quella, tanto alla moda anche qui, che l’imprenditore francese non avesse il diritto di delocalizzare parte della produzione in Asia. Le stesse parole usate anche dai loro omologhi dipendenti della Caterpillar qualche settimana orsono. Ora, se un individuo proprietario di una azienda non ha il diritto di spostarla in un altro posto, come mai i sindacalisti francesi non protestarono in solidarietà dei colleghi americani, quando la Caterpillar (ma serebbe valido per qualsiasi altra multinazionale) spostò parte della produzione dagli States alla Francia?!!! [...]
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