Dopo la batosta subita sul campo di battaglia, Hamas ha avviato una profonda riorganizzazione del suo apparato militare secondo quanto riportato dall’autorevole settimanale specializzato britannico Jane’s Defence Weekly. Almeno 50 comandanti sarebbero stati rimossi per incapacità a fermare l’avanzata israeliana all’interno di Gaza. Le forze di Hamas non sono neppure riuscite a infliggere severe perdite alle truppe di Tsahal, l’esercito israeliano, che hanno sofferto appena dieci caduti, inclusi quattro colpiti per errore dagli stessi israeliani. Un alto ufficiale di Hamas, sentito dal settimanale britannico, conferma l’iniziativa dei vertici politici e dell’intelligence del movimento che controlla la Striscia di Gaza di revisionare l’intero apparato militare anche sulla spinta degli “sponsor” iraniani di Hamas, che si attendevano dai miliziani palestinesi capacità operative non troppo inferiori a quelle mostrate dagli Hezbollah libanesi nella guerra del 2006.
Tra i programmi di Hamas, finanziati da Teheran, vi sono nuovi sistemi di comunicazione via satellite (meno disturbabili dalle contromisure israeliane), una nuova gestione logistica dei depositi e degli approvvigionamenti di armi e munizioni e un duro lavoro di addestramento per rafforzare il morale dei combattenti e prepararli ai combattimenti in ambiente urbano. A essere messi in discussione sono anche i metodi addestrativi iraniani, adatti forse alla guerriglia e ai conflitti a bassa intensità ma rivelatisi poco efficaci di fronte a un ampio schieramento di forze corazzate e di fanteria appoggiate da aerei ed elicotteri. Un dispositivo e una potenza di fuoco che hanno fatto crollare i nervi ai miliziani in molti casi fuggiti di fronte all’avanzata nemica.
Hamas si attende ora nuove forniture di razzi a lungo raggio per colpire Israele e moderni missili anticarro per compensare il fallimento dei razzi e delle trappole esplosive anticarro dimostratesi inutili contro i super tank Merkava 4 israeliani. I rifornimenti clandestini di armi potrebbero però risultare sempre più complicati per Hamas. Dopo il raid aereo che in gennaio distrusse in Sudan un convoglio di 17 camion carichi di armi diretti a Gaza (attribuito a jet israeliani) ieri la polizia egiziana ha arrestato una quarantina di persone sospettate di essere implicate nel contrabbando di armi verso Gaza. In Israele, dove continuano a piovere sporadicamente razzi lanciati da Gaza, è stato annunciato il completamento del sistema di difesa contro i razzi Iron Dome. Che dovrebbe essere operativo entro la primavera del 2010 proprio nelle zone del Negev di Sderot e Ashkelon, principali bersagli dei lanci di razzi dalla Striscia di Gaza.
- Giovedì 9 Aprile 2009

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