Si tratta sul prezzo del riscatto per arrivare alla liberazione di Giuseppe Canova, l’ingegnere bergamasco di 60 anni rapito in Nigeria lunedì mattina. La richiesta iniziale e’ di un milione di dollari, ma di norma, spiegano all’Agi fonti vicine alla trattativa, il rapito viene rilasciato per cifre molto inferiori. Non è vero, come si credeva in precedenza, che l’italiano lavori da molti anni in Nigeria: in realtà, proseguono le fonti, è arrivato nel Paese da quasi un mese per partecipare ai lavori che si è aggiudicata l’italiana Marlum Construction Company per la costruzione del Segretariato di Stato ad Abakaliki, la capitale dello stato di Ebonyi, nel sud-est del paese.
Proprio la scarsa conoscenza della realtà nigeriana è alla base della leggerezza che ha portato al rapimento: Canova e’ stato sequestrato mentre si recava al cantiere senza la fondamentale scorta armata, in un’area in cui i sequestri sono all’ordine del giorno. Fonti vicine alla trattativa, comunque, sospettano che i rapitori si siano avvalsi della collaborazione di un basista all’interno stesso della società e tentano di scongiurare che Canova sia ceduto ad altre bande di crimninali. L’appalto della Marlum Construction per la costruzione dell’edificio pubblico ammonta ad un controvalore di oltre 75 milioni di dollari Usa.
- Giovedì 9 Aprile 2009

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