- Tags: Corea del Nord, nucleare, Pyongyang, Tokyo
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Il Giappone invita la Corea del Nord a tornare al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclearizzazione della penisola coreana, mentre comincia a profilarsi l’ipotesi di un dialogo diretto tra Washington e Pyongyang per far progredire le trattative.
“Il modo più ragionevole di ascoltare l’opinione pubblica internazionale è tornare al dialogo a Sei”, ha detto il capo di gabinetto Takeo Kawamura, in relazione alla fase di stallo (se non di rottura come annunciato da Pyongyang) dei negoziati che coinvolgono le due Coree, Cina, Giappone, Usa e Russia. Kawamura ha spiegato di non conoscere i propositi del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che ha accennato alla possibilità di colloqui diretti con la Corea del Nord per realizzare un importante passo avanti nelle trattative.
“Non conosco le intenzioni degli Usa - ha rilevato ancora - ma la base di riferimento dovrebbe essere il dialogo a Sei”. In ogni caso, hanno riconosciuto fonti del governo di Tokyo, l’obiettivo di Pyongyang è di avere una trattativa diretta con gli Usa per negoziare aiuti e concessioni e raggiungere, come rilanciato in giornata dalla propaganda dei media ufficiali del regime comunista, ‘il grande obiettivo del 2012′: un’economia prospera e un prestigio internazionale forte e autorevole, il regalo promesso da Kim Jong-il, il ‘caro leader’, in occasione del centenario della nascita di suo padre, Kim Il-sung.
Proprio oggi la Corea del Nord ha festeggiato con grandi e solenni manifestazioni pubbliche i 97 anni della nascita del ‘presidente eterno’ nonché fondatore della Repubblica Popolare, scomparso nel 1994. La ricorrenza, un momento di raccoglimento e di celebrazione dell’orgoglio nazionale da parte dell’ultimo regime stalinista, ha assunto maggiore rilevanza in base alle ultime sfide lanciate alla comunità internazionale da Pyongyang dopo la dichiarazione di condanna unanime (ma meno severa di una risoluzione) del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il lancio del missile-satellite del 5 aprile.
Dopo aver rivendicato il carattere ‘pacifico’ del lancio del suo satellite per le tlc Kwangmyonsong-2, dichiarato ‘inutili’ i colloqui a Sei e annunciato la ripresa dei programmi nucleari come reazione alle decisioni del Palazzo di Vetro, la Corea del Nord ha ordinato agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di rimuovere i sigilli e le telecamere dall’impianto nucleare di Yongbyon e di lasciare il Paese “quanto prima”.
La condanna del Consiglio di Sicurezza, che Giappone e Stati Uniti volevano fosse una risposta ‘esemplare’ nella forma di una nuova risoluzione osteggiata invece da Cina e Russia, contiene elementi che hanno provocato “la inusuale e quanto mai dura” reazione di Pyongyang, come notato dal governo di Seul. Il Consiglio, in altri termini, avvierà aggiustamenti ad alcune clausole sulle sanzioni contenute nella risoluzione 1718 del 2006, configurando l’ipotesi di stretta su alcune aziende nordcoreane che potrebbero vedere congelati i propri beni posseduti all’estero.
- Mercoledì 15 Aprile 2009

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Commenti
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Il 21 Aprile 2009 alle 10:14 Bluff coreano: salta l’incontro tra i due leader della penisola » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Si è risolto nell’ennesimo nulla di fatto il tanto chiacchierato incontro tra i due leader coreani. Dopo il fallito tentativo giapponese di riportare la Corea del Nord al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclarizzazione della penisola e dopo l’inutile tentativo degli Stati Uniti di stabilire un dialogo diretto tra Washington e Pyongyang per far progredire le trattative, anche il presunto incontro tra Lee Myung-bak, Presidente della Corea del Sud, e Kim Jong-il per rilanciare il vertice intercoreano non ha portato a nessun miglioramento. [...]
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