
Si apre domani a Ginevra la conferenza promossa dall’ Onu sul razzismo chiamata “Durban Rewiew” o “Durban II”. Ma le effettive conclusioni che verranno prese nel corso degli incontri rischiano di venire offuscate dalle polemiche che precedono la manifestazione, sui contenuti della bozza finale, considerati da alcuni paesi lesivi per Israele. Questa mattina il Papa a Castel Gandolfo ha invece messo in risalto l’importanza dell’appuntamento: ” la conferenza di esame della Dichiarazione di Durban del 2001 contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza” ha detto, “è un’iniziativa importante perché ancora oggi, nonostante gli insegnamenti della storia, si registrano tali deplorevoli fenomeni”.
Il pontefice ha poi citato alcuni passi della Dichiarazione del 2001 mostrando di condividerli: nel testo - ha ricordato - si ”riconosce che ‘tutti i popoli e le persone formano una famiglia umana, ricca in diversità. Essi hanno contribuito al progresso della civiltà e delle culture che costituiscono il patrimonio comune dell’umanità la promozione della tolleranza, del pluralismo e del rispetto può condurre ad una società più inclusiva”. Il Vaticano parteciperà alla conferenza con una propria delegazione. Altri paesi invece non ci saranno: le bozze della dichiarazione conclusiva infatti non hanno mancato di suscitare polemiche. In particolare sono alcune critiche a Israele per la situazione di Gaza che lo stato ebraico ha mostrato non gradire. Nel 2001 in occasione della prima conferenza in Sudafrica Israele e Stati Uniti abbandonarono i lavori quando fu equiparato il razzismo al sionismo.
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che gli Stati Uniti boicotteranno anche la conferenza di Ginevra sul razzismo per “il discutibile” linguaggio del documento finale: “Sembra ormai certo che le preoccupazioni non saranno affrontate nel documento che deve essere adottato”. Secondo il portavoce Robert Wood, nonostante i passi avanti, le modifiche appostate al testo finale non risolvono i dubbi riguardo ai pregiudizi anti israeliani e anti occidentali. Analoga la posizione sostenuta dal Canada. Australia e Olanda si sono unite al boicottaggio, mentre la Gran Bretagna ha annunciato la presenza di una sua delegazione: “Stiamo cercando di capire come sviluppare le cose. E’ ancora nostra intenzione esserci”, ha detto un portavoce. La posizione dell’Italia è stata esposta dal ministro degli Esteri Franco Frattini: “Sinora non ci sono le condizioni per l’Italia per re-impegnarsi nel negoziato per la conferenza Durban II”. Le condizioni contenute nel documento preparatorio, sono infatti ”inaccettabili”. ”Anche se - ha assicurato - siamo impegnati con i colleghi europei fino all’ultim’ora” per emendarle. In serata la Farnesina ha confermato che l’Italia non parteciperà. In sostegno a Israele, che questa mattina ha anche duramente criticato il presidente svizzero Hans Rudolph Herz, dopo aver appreso che quest’ultimo incontrerà in apertura dei lavori il presidente iraniano Mahmoud Ahmadineijad. ”La strana decisione del presidente elevetico colpisce in modo maggiore la Svizzera che non nessun altro” ha detto il viceministro degli Esteri israeliano Dani Ayalon. “Sono indignata e profondamente delusa dalla decisione degli Stati Uniti di non partecipare”, ha affermato in una nota. Si è detta “indignata e delusa” dall’atteggiamento degli Usa la commissaria Onu per i diritti umani Navi Pillay: “Una manciata di Stati - ha lamentato - hanno permesso che uno o due temi dominassero il loro approccio alla questione e che pesassero di più delle preoccupazioni di tanti gruppi di persone in tante parti del mondo quotidianamente vittime del razzismo o di altre forme di intolleranza che rovinano le loro esistenze”. Si tratta, ha ricordato, di “questioni globali che devono essere discusse a livello globale, per quanto delicate e difficili”.
Si tratta del primo screzio con le Nazioni Unite per Barack Obama, che ha commentato la scelta dal vertice delle americhe: “Io credo nell’Onu” ha detto il presidente americano, “e voglio collaborare, ma non è questo il caso di Durban-2 che rimanda alla prima conferenza in cui fu “espresso antagonismo contro Israele, a tratti in modo ipocrita e controproducente”.
- Domenica 19 Aprile 2009
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Commenti
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Il 19 Aprile 2009 alle 22:42 giordanobruno ha scritto:
Cosa dire:
avrei posto la foto dell’iraniano Mahmoud Ahmadineijad assieme a quella del Papa.
Lo so, per questa testata è IMPOSSIBILE far una cosa del genere………… ( per questioni ovvie ) certo.
Non ha importanza ( sapete, la ” narco-diplomazia ” è severa in questi casi ), anche il sottoscritto ha aperto un thread apposito a riguardo sul sito, ma….:
NIENTE COMMENTI, forse perchè sul sito Panorama o in Italia?
A pochi giorni dall’inizio a Ginevra della cosidetta “Durban II”, l’Italia conferma il suo no, insieme a Canada,Israele,Usa.
Dalla UE notizie frammentarie, non si capisce bene chi aderisce chi no. Chi invece ha aderito subito, senza sollevare obiezioni, è il Vaticano.
Ancora ieri, attraverso il nunzio apostolico presso l’Onu di Ginevra, monsignor Silvano Maria Tomasi, il Vaticano ha confernato che il documento può rappresentare un punto da cui partire.
Poco importa alla Santa Sede dove si arriverà.
Definitivo il NO degli Usa alla fiera del razzismo islamista a Ginevra, il cosidetto Durban II.
I paesi civili non partecipano, Eurabia (ma solo una parte) ci sarà, come ci sarà il Vaticano.
I nostri lettori sanno che cosa stiamo pensando mentre scriviamo, per cui non staremo a ripeterci sul comportamento della SS (Stanta Sede).
La lezione sudafricana del 2001 conta evidentemente poco o nulla.
Il 19 Aprile 2009 alle 22:49 giordanobruno ha scritto:
La partecipazione dei razzisti riuniti a Ginevra, nella ripetizione di Durban I.
C’è poco da fare, Concita o non Concita, il DNA rimane, non si cancella.
Il 20 Aprile 2009 alle 12:26 Fallita ancor prima di iniziare la conferenza Onu sul razzismo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Gli Stati Uniti terranno così compagnia (nell’assenza) a Israele, che da tempo aveva indicato la sua intenzione di non prendere parte ai lavori. Il rifiuto del governo di Gerusalemme era stato motivato con l’esito della prima conferenza. Nel 2001, l’assise era finita in un clima di acrimonia e tensione perché i paesi arabi avevano fatto grosse pressioni affinché il Sionismo venisse definito “razzista” . Nonostante il testo finale dell’appuntamento ginevrino sia stato depurato dalle espressioni più forti nei confronti di Israele, ancora alcune frasi rimangono, scritte, nere su bianco, di profonda critica nei confronti dello stato con la Stella di David. Contenuti definiti antisemititi. Così, quando ieri il papa Benedetto XVI ha annunciato che il Vaticano ci sarà e ha augurato buon lavoro alle delegazioni, il mondo ebraico ha avuto un sussulto di protesta anche nei confronti dell’uscita del Pontefice. [...]
Il 20 Aprile 2009 alle 16:19 Ginevra: Ahmadinejad definisce Israele “governo razzista” e l’Ue abbandona la sala » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Fallita ancora prima di iniziare la conferenza Onu sul razzismo - Il Papa: importante partecipare alla conferenza Onu [...]
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