- Tags: Ginevra, Mahmoud Ahmadinejad, onu, razzismo
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I rappresentanti degli Stati dell’Unione europea hanno abbandonato la sala in cui si sta svolgendo la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra nel momento in cui il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, nel suo intervento, si è riferito allo stato di Israele (pur senza mai pronunciarne il nome) come ad un “governo razzista”.
Nel suo discorso il presidente Ahmadinejad ha criticato l’istituzione di “un governo razzista” in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente a Israele. Ma il presidente Ahmadinejad ha ricevuto anche applausi dalla platea: la prima volta quando ha accusato “gli Stati occidentali di essere rimasti in silenzio di fronte ai crimini commessi da Israele a Gaza” e la seconda volta quando ha detto che occorre “rivedere le organizzazioni internazionali e il loro modo di lavorare”. Consensi al presidente iraniano sono arrivati anche quando ha parlato della crisi economica mondiale sottolineando che “continua ad aggravarsi e non ci sono speranze che possa essere superata”.
Poco prima, nel momento in cui il capo di stato iraniano ha preso la parola davanti ai delegati, almeno tre manifestanti con parrucche multicolori e nasi rossi da clown hanno gridato “razzista, razzista” all’indirizzo di Ahmadinejad.
I tre sono stati espulsi dalla sala delle conferenze.
“La lotta al razzismo è una priorità per Italia e Germania”, nonostante i due partner europei abbiano deciso di boicottare la conferenza internazionale contro il razzismo. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini, in una conferenza stampa con il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier al termine di un bilaterale a Berlino.
“La nostra assenza (dalla conferenza, ndr) vuol dire evitare che un testo che non condividiamo sia utilizzato per veicolare messaggi sbagliati”, ha precisato il titolare della Farnesina, aggiungendo che “Germania e Italia sono fortissimamente impegnate nella lotta al razzismo e contro ogni forma di discriminazione”.
È necessaria una “estrema fermezza” dell’ Unione europea ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, definendo il discorso del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza Onu sul razzismo a Ginevra un “appello intollerabile all’odio razziale”.
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- Lunedì 20 Aprile 2009
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Commenti
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Il 20 Aprile 2009 alle 16:39 nhico ha scritto:
Questo dimostra, se ce ne fosse ancora di bisogno, delle cantonate che Obama sta prendendo con le sue aperture ad Ahmadinejad e a Chávez. C’ è da sperare che ora finalmente l’Ue si svegli dalla sua ipnosi.
Il 21 Aprile 2009 alle 9:18 Ahmadinejad e il fallimento della conferenza contro il razzismo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Ahmadinejad definisce Israele “governo razzista” e l’Ue abbandona la sala [...]
Il 22 Aprile 2009 alle 10:28 Medio Oriente: Obama vedrà a Washington Netanyahu, Abu Mazen e Mubarak » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Con la patata bollente iraniana resa ancor più calda dalle recenti sparate di Ahmadinejad, il presidente degli Stati Uniti si appresta a fare i conti con le ferite aperte del Medio Oriente. Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha annunciato che Barack Obama intende convocare a Washington il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente egiziano Hosni Mubarak e il presidente dell’Anp Abu Mazen per colloqui separati. “Con ciascuno di loro il presidente discuterà di come gli Stati Uniti possono rafforzare e rinsaldare le relazioni con loro e dei passi che tutte le parti debbono compiere per raggiungere (l’obiettivo) della pace tra israeliani e palestinesi e tra Israele e i Paesi arabi”. Non c’è ancora una data fissata per questo mini-vertice, il primo per Obama e per la sua squadra di politica estera comandato da Hillary Clinton. Anche se lo stesso Gibbs ha reso noto che con ogni probabilità “si svolgerà prima del 6 giugno”, giorno in cui è prevista la visita del 44esimo presidente degli States in Francia per commemorare il D-Day dello sbarco in Normandia. “Ciò che dobbiamo fare è allontanarci dall’orlo dell’abisso”, ha affermato il presidente americano nel pomeriggio dopo un colloquio con il re saudita Abdullah. E’ probabile che il nuovo premier israeliano sarà ricevuto in un vertice bilaterale già a maggio, per la relazione speciale tra i due paesi partner. Non si profila un incontro facile: Obama spinge sul multilateralismo e sul riconoscimento di uno stato palestinese, mentre Netanyahu deve far convivere nel suo governo l’estrema destra di Lieberman con il laburista Barak. A dividere i due c’è poi la questione iraniana: Obama ha ribadito oggi il suo impegno per un dialogo con l’Iran, che in Israele viene definito il nuovo Hitler. Le dichiarazioni fatte dal presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad su Israele sono state “orrende e discutibili”, ha affermato il presidente americano senza mezzi termini, tuttavia gli Usa vogliono continuare a tenere un dialogo “diretto” con Teheran con cui “tutte le opzioni restano sul tavolo”. [...]
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