Kim Jong-il, leader della Corea Del Nord
Si è risolto nell’ennesimo nulla di fatto il tanto chiacchierato incontro tra i due leader coreani. Dopo il fallito tentativo giapponese di riportare la Corea del Nord al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclarizzazione della penisola e dopo l’inutile tentativo degli Stati Uniti di stabilire un dialogo diretto tra Washington e Pyongyang per far progredire le trattative, anche il presunto incontro tra Lee Myung-bak, Presidente della Corea del Sud, e Kim Jong-il per rilanciare il vertice intercoreano non ha portato a nessun miglioramento.
In Asia orientale gli equibri sono tesi da quando la comunità internazionale, il 5 aprile scorso, tramite il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite ha condannato all’unanimità Pyongyang per il lancio di un missile-satellite. Di recente, la Corea del Nord ha persino ordinato agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di rimuovere i sigilli e le telecamere dall’impianto nucleare di Yongbyon e di lasciare il Paese.
I leader delle due Coree si sarebbero dovuti incontrare questa mattina a Kaesong, sul confine. Ieri la stampa cinese ha divulgato la notizia secondo cui Pyongyang avrebbe approfittato del vertice per dare informazioni a Seoul su “questioni molto importanti”, ma non è stata in grado di anticipare ulteriori dettagli. Secondo fonti coreane Pyongyang ha contattato Seoul sabato per proporre l’incontro, ricevendo una conferma di partecipazione domenica. Sempre al Sud si diceva che nel meeting i due leader avrebbero discusso del destino del complesso industriale di Kaesong (il più grande progetto congiunto mai realizzato dalle due Coree, oggi in crisi a causa di misure eccessivamente restrittive, volute dal Caro Leader, che impediscono a un numero sempre più elevato di operai e manager del Sud di spostarsi al Nord per lavorare), e di quello dell’impiegato della Hyunday Asan Corporation, arrestato tre settimane fa con l’accusa di aver “incoraggiato atteggiamenti di ribellione“. Molti hanno infine sospettato che i due leader avrebbero parlato anche di nucleare. La Corea del Sud aveva promesso agli Stati Uniti di scegliere, entro domenica, se si sarebbe impegnata a svogere un ruolo più attivo all’interno dell’Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione oppure no. Ma considerando che agli occhi di Kim Jong-il un simile impegno sarebbe stato interpretato come una “dichiarazione di aperta contrapposizione e una dichiarazione di guerra” contro Pyongyang, il Presidende coreano, per precauzione, ha annunciato domenica che non avrebbe potuto decidere prima di oggi. E molto probabilmente la sua scelta verrà nuovamente posticipata: questa mattina la delegazione coreana ha varcato il confine alle 9.00, ma l’incontro previsto per le 10.00 è saltato. Gli ufficiali di collegamento delle due rappresentanze non sono riusciti a mettersi d’accordo su due punti: le richieste, da parte della Corea del Nord, di non rivelare l’identità dell’interlocutore sino all’inizio del vertice e di modificare il luogo in cui lo spesso si sarebbe dovuto svolgere. Quanto basta per peggiorare ulteriormente gli equilibri geopolitici della regione.
- Martedì 21 Aprile 2009

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