
LEGGI ANCHE: Il partito di Mandela dalla gloria agli scandali
L’African National Congress ha vinto le elezioni, e Jacob Zuma sarà il nuovo presidente del Sudafrica. Con circa il 35 percento del totale scrutinati, sono questi i primi dati certi che emergono dalle elezioni generali di ieri nella Nazione Arcobaleno, definite le più importanti nella storia del Paese per la presenza di una forte opposizione che potrebbe modificare gli equilibri interni al Parlamento. Al momento, come ampiamente previsto, il partito di Zuma sembra aver ottenuto oltre il 64,4 percento dei voti, ma non i due terzi delle preferenze necessari per modificare unilateralmente la Costituzione.
Secondo gli ultimi dati a livello nazionale, l’Anc avrebbe guadagnato il 63 percento dei voti, mentre la Democratic Alliance (Da), il partito del sindaco di Città del Capo, Helen Zille, si attesterebbe attorno a un convincente 18,2 percento. Deludente finora la prestazione del Congress of the People (Cope), il partito formato dai “dissidenti” dell’Anc, che avrebbe ottenuto circa l’8 percento delle preferenze. Con appena tre milioni di voti su 23 scrutinati, il quadro potrebbe però cambiare durante la giornata: all’appello mancano ancora alcune delle zone rurali, dove l’Anc è molto forte, ma soprattutto i grandi centri urbani, come nel Gauteng, la regione di Johannesburg.
Quella dell’Anc sembra comunque una vittoria convincente, soprattutto perché ottenuta attraverso una grossa affluenza alle urne (superiore al 70 percento), maggiore di quella delle ultime consultazioni. Un eventuale, alto astensionismo sarebbe sicuramente stato interpretato come una vittoria di Pirro per il partito di Zuma, che ha dominato la vita politica del Sudafrica dalla fine dell’apartheid ad oggi ed è quindi ritenuto il principale responsabile dell’attuale stato del Paese, nel bene e nel male. Da sottolineare anche il clima di tranquillità in cui si sono svolte le elezioni: l’unico episodio di violenza si è registrato stanotte, con l’uccisione di un leader regionale del Cope che i membri del partito hanno definito “politicamente motivato”.
Ma se si esclude l’uccisione di stanotte e il ritrovamento di cento schede precompilate a favore dell’Inkhata Freedom Party nel KwaZulu Natal, il voto si è svolto senza incidenti e in un clima realmente democratico. Già da ieri mattina, lunghe code di votanti ai seggi erano registrate in tutto il Paese, segno di quanto queste consultazioni fossero sentite dalla popolazione. Sia la Da che il Cope hanno annunciato che presenteranno ricorso per alcune presunte irregolarità, ma al momento il principale problema sembra essere stata la mancanza di schede in numerosi seggi, cosa che ha costretto alcune stazioni elettorali a sospendere le operazioni di voto, successivamente riprese e protrattesi ben oltre le 21.00 di ieri sera. Problemi che hanno attirato le critiche di alcuni leader politici, tra cui Zuma, nei confronti della Commissione Elettorale, che secondo il presidente dell’Anc si sarebbe fatta “cogliere di sorpresa” dalla consistente affluenza.
- Giovedì 23 Aprile 2009

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Commenti
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Il 24 Aprile 2009 alle 11:45 Sudafrica, Zuma stravince e può cambiare la Costituzione » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Tutto come previsto, forse anche meglio. Nelle elezioni sudafricane l’African National Congress fa il pieno, non solo portando Jacob Zuma alla presidenza e conquistando tutte le provincie tranne il Western Cape, ma ottenendo anche quei due terzi delle preferenze che permetteranno al partito, se lo vorrà, di modificare unilateralmente la Costituzione. Nonostante una flessione di circa cinque punti percentuali rispetto alle precedenti consultazioni, il partito degli ex liberatori dimostra, per la quarta volta su quattro elezioni, di avere ancora un grande appeal tra l’elettorato. [...]
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