Il ricordo dell’aviaria è sufficiente a far scattare i campanelli d’allarme. Gli scienziati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno identificato un nuovo virus (H1N1) responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti. Un agente patogeno simile “non è mai stato rilevato finora nei maiali o negli uomini”, osserva l’Oms, come dimostrano le analisi condotte finora sui campioni biologici prelevati dai primi pazienti messicani e statunitensi. Per i primi l’analisi genetica è stata condotta in Canada: rivela che il virus è composto per l’80 per cento dal virus della febbre suina del Nord-America e per il 20 per cento da una variante eurasiatica individuata per la prima volta in Thailandia. Si teme che il nuovo ceppo di H1N1, che si teme abbia già fatto 61 morti in Messico (venti i casi già accertati) e contagiato otto persone negli Stati Uniti: secondo Margaret Chan, direttore dell’Oms, ha le “potenzialità” per svilupparsi in una possibile pandemia per cui l’Oms è pronta ad innalzare il livello di allerta anche se al momento non si sono registrati altri casi in altri Paesi.L’analisi genetica del virus condotta dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) su campioni prelevati dal primo dei due pazienti californiani mostrano che H1N1 contiene segmenti di informazione genetica provenienti da altri quattro virus: quello dell’influenza suina del Nord-America, dell’influenza aviaria del Nord America, dell’influenza umana e dell’influenza suina Eurasiatica. “Questa infezione” ha spiegato il direttore dell’Oms “non è stata registrata in altre parti del mondo”. Gli esperti dell’Oms coinvolti nella valutazione del rischio di trasmissione stanno studiando il tasso di infezione e di ospedalizzazione per comprendere a fondo la pericolosità del virus, ma anche le fasce di popolazione maggiormente colpite che non sono anziani e bambini ma giovani adulti sani. “Si tratta di una nuova infezione e la situazione in questi casi evolve rapidamente”.
Ma negli Stati Uniti la preoccupazione sale. Decine di allievi di un liceo di New York, nel Queens, si sono sentiti male nelle ultime 48 ore e gli addetti alla sanità del comune hanno ordinato test a tappeto per accertare che non si tratti della febbre suina che ha fatto scattare l’allarme in Messico e di cui sono stati registrati finora otto casi, per fortuna non letali, in California e in Texas. Il liceo St. Francis Prep (leggi l’annuncio dell’istituto scolastico) ha ordinato la sospensione di tutti i doposcuola dopo che ieri, per il secondo giorno consecutivo, decine di studenti con sintomi influenzali, si erano messi in coda davanti all’infermeria dell’istituto. “È prematuro per ora gettare l’allarme: potrebbe essere normale influenza di tipo B, che colpisce tardi nella stagione, o qualcosa che non abbiamo mai visto”, ha detto il medico scolastico Ross White.
L’Italia segue la vicenda “con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione” assicura il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Secondo la Confederazione italiana agricoltori l’Italia non importa maiali né dal Messico e né dagli Usa.
- Sabato 25 Aprile 2009

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Il 26 Aprile 2009 alle 11:03 Influenza suina, nuovi contagi fuori dal Messico » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il virus che ha colpito gli allevamenti di maiali in Messico ha acceso focolai oltre i confini nazionali. Sono otto le persone contagiate dall’infuenza suina a New York: si tratta degli studenti di una scuola del Queens, la “St. Francis”. Dieci alunni neozelandesi hanno “probabilmente” contratto il il medesimo virus, come ha dichiarato il ministero degli Esteri, Tony Ryall. E a Londra uno steward della British Airways che rientrava dallo Stato latinoamericano è ora ricoverato in ospedale a Londra con sintomi che corrispondono a quelli dell’influenza da suini. Misure d’emergenza sono state varate in Messico: baci vietati, università e scuole chiuse. L’ultimo bilancio dell’influenza da suini è salito a 81 morti sospette dal 13 aprile: secondo il ministro messicano della salute, José Angel Cordova, venti vittime sono state attribuite con certezza al virus e che i malati sotto osservazione sono al momento 1.324. La riapertura degli istituti scolastici è ora prevista per il prossimo 6 maggio. Le misure di sicurezza sono state estese al vicino stato di San Luis Potosì, particolarmente toccato dal virus. Il ministro ha poi chiesto la collaborazione degli organizzatori per la ‘’sospensione totale’’ di ogni manifestazione pubblica prevista, al chiuso e all’aperto, inclusi i luoghi di culto. Oggi non saranno celebrate messe. Intanto, la polizia messicana ha arrestato due persone per aver venduto mascherine sanitarie a prezzi maggiorati di 25 volte. [...]
Il 27 Aprile 2009 alle 10:55 Febbre suina, riunione straordinaria in Europa » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La Commissione Ue ha proposto di convocare una riunione straordinaria dei ministri della sanità sulle minacce derivanti dall’espandersi della febbre suina. Lo ha chiesto la responsabile della sanità Androulla Vassiliou alla presidenza ceca. Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus che in Messico ha già provocato 103 morti e contagiato 1.614 persone. Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi di febbre suina sono stati registrati in Nuova Zelanda, Spagna, Israele e Canada. Anche in Francia l’allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti “sembrerebbero non legati all’influenza da suini”. Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus “potrebbe provocare una pandemia”. Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato d’emergenza sanitario dopo che i casi umani di febbre suina accertati nel Paese sono saliti a venti. Lo ha annunciato il segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano, precisando che tutte le persone che si presenteranno alla frontiera dai Paesi colpiti da virus saranno sottoposte a controlli. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Napolitano ha precisato che circa 12 milioni di dosi di Tamiflu, il medicinale antivirale, sono pronte per essere distribuite negli Stati che ne faranno richiesta e in particolare in California, Texas, New York, Kansas e Ohio. Il presidente Barack Obama sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione e ha ordinato ai suoi collaboratori una “risposta efficace, energica e coordinata”. In Italia, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ha provato a tranquilizzare la popolazione: “Non c’è nessun rischio nel consumo di carne di maiale, sia cotta sia sotto forma di insaccati. Il rischio di venire contaminati dalla febbre suina è praticamente pari a zero e si può stare tranquilli”. L’Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci anti virali, gli stessi con cui si stanno trattando con buoni risultati i casi di contagio in America e che si sta studiando una strategia vaccinale, ha detto Fazio che ha già attivato l’Unità di crisi sull’influenza da suini. La Farnesina, intanto, ha sconsigliato a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell’influenza da suini: “A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori - suggerisce il Ministero - che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità”. Per precauzione la Russia, la Cina, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di mettere in quarantena tutte le persone che presentano i sintomi del virus mortale. Lo stesso ha fatto la Spagna, con otto giovani appena rientrati dal Messico con sintomi dell’influenza. L’aeroporto Narita di Tokio controlla la temperatura corporea di tutti i passeggeri in provenienza dal Messico. Se la Russia, la Serbia e la Cina hanno deciso di proibire l’importazione di carne suina che proviene dal Messico, ma anche dalla California, dal Texas e dal Kansas, la Corea del Sud ha deciso di rafforzare i controlli antivirali su prodotti ottenuti dai suini messicani e americani. La Commissione europea ha fatto sapere di seguire “da vicino” l’evoluzione del virus dell’influenza suina, sottolineando che “nessun caso è stato segnalato in Europa”. “La Commissione è in contatto diretto e stretto con le autorità americane, con l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità, ndr), gli Stati europei e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”, ha spiegato una portavoce incaricata delle questioni sanitarie a Bruxelles. Da parte sua l’Organizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che i paesi asiatici, che hanno affrontato l’emergenza Sars nel 2003, sono meglio preparati a far fronte ai rischi di una pandemia di febbre suina, mentre gli Stati Uniti hanno fatto sapere che il vaccino antinfluenzale stagionale sarebbe inefficace contro il virus H1N1. La Banca mondiale, infine, ha annunciato il prestito di 25 milioni di dollari al Messico “per l’acquisto di medicinali e attrezzatura medica”. A lungo termine saranno invece 118 i milioni di dollari che la Banca Mondiale presterà al paese del Centro America allo scopo di migliorare le sue infrastrutture sanitarie. [...]
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